Biathlon, l’Italia fa sognare per metà gara, poi è sesta in staffetta ai Mondiali. Oro Norvegia

Un dominio assoluto della Norvegia nella staffetta maschile chiude la penultima giornata di competizioni ai Mondiali 2021 di biathlon. Il quartetto formato da Laegreid, Tarjei Boe, Johannes Boe e Christiansen rispetta ampiamente i pronostici della vigilia e di fatto non lascia alcuna speranza agli avversari, chiudendo in carrozza dopo 8 ricariche con 34″ di vantaggio sulla Svezia, dopo aver distanziato tutti sin dalla prima frazione. Ottima prova anche di Femling, Nelin, Ponsiluoma e Samuelsson che rimontano nel finale la RBU, ovvero Russian Biathlon Union (Khalili, Eliseev, Loginov, Latypov), terza a 50″ e comunque soddisfatta del bronzo.

Resta fuori dal podio una delusissima Francia, precipitata lontano dal podio dopo un giro di penalità a sorpresa in piedi per Fillon Maillet in seconda frazione. Il buon lancio di Guigonnat e le successive frazioni di Desthieux e Jacquelin hanno permesso ai transalpini di rimanere a galla e tentare una disperata rimonta sulla Russia nel finale, rimasta però lontana 12″ all’arrivo. Quinta posizione per l’Ucraina (Tsymbal, Pidruchnyi, Pryma, Dudchenko) che chiude una giornata davvero positiva dopo il podio femminile con un risultato di peso anche tra gli uomini, a 1’12” dalla testa.

Sesta e settima posizione a poco più di un minuto e mezzo per Italia e Germania, autrici di una prova diametralmente opposta. I tedeschi sono subito usciti di scena a causa di un crollo fisico di Lesser in prima frazione, che ha perso quasi un minuto nell’ultima tornata e reso vano lo sforzo successivo di Rees, Peiffer e Doll. Gli azzurri invece hanno fatto sognare per gran parte della corsa, complice un convincente avvio di Bionaz e un super Hofer in seconda, tornato ad essere letale sugli sci nonostante qualche errore. Giacomel in terza frazione si è comportato egregiamente sino al poligono in piedi, dove ha girato facendo poi tanta fatica anche nel finale, lasciando però aperte le porte della medaglia a Windisch. L’esperto altoatesino, dopo due giri sontuosi, ha tremato ugualmente nell’ultima serie, spegnendo del tutto i sogni azzurri.

Domani ultimo atto di questa rassegna iridata, l’Italia, ancora senza medaglie, ci proverà in entrambe le mass start con Wierer, Vittozzi e Hofer oggi apparsi tutti veramente in palla, oltre a Bormolini, oggi assente.

La cronaca

Bionaz inizia con buon piglio e resta tra i primissimi nonostante il ritmo sia da subito sostenuto grazie alla precoce azione di Laegreid. Bene anche Guigonnat che non si fa intimorire e resta incollato alle code del norvegese, con il gruppo unito ma molto allungato anche a causa della discesa pre-entrata nello stadio. Francia e Italia tra le Nazioni di peso sono le uniche a non sbagliare ma Norvegia e Germania sono lì attaccate, mentre più critica la prima serie di Khalili e Femling che pagano già oltre 20″.  Nonostante l’andatura non eccezionale davanti Svezia e Russia non recuperano mentre Lesser si stacca dai primi sembrando molto sulle gambe. Bionaz brillante è l’unico a rimanere sulle code della testa della corsa, occupata da Francia e Norvegia. Nonostante un errore Laegreid scappa, mentre Francia e Italia si devono salvare con la terza ricarica e perdono tanto terreno, venendo ripresi da Germania, RBU e Svezia. Bielorussia e Ucraina emergono in zona podio grazie a un ottimo lancio di Labastau e Tsymbal. Lesser si conferma in crisi nerissima e la Germania sprofonda verticalmente nel giro, cambiando a oltre un minuto e venti dalla Norvegia che rifila  22″ agli inseguitori compatti nel quale c’è anche l’Italia di un convincente Bionaz. RBU e Svezia più indietro.

Hofer e Fillon Maillet non a sorpresa si incaricano di andare a caccia di Tarjei Boe e rosicchiano qualcosa, con Smolski e Weger in scia. RBU e Svezia con distacco doppio, mentre Rees da dietro perde ulteriormente terreno. L’Italia entra al poligono con meno di 15″ sulla Norvegia ma Tarjei copre tutti i bersagli e riallunga. Due errori per Hofer che viene sopravanzato da Francia e Svizzera, tuttavia per gli azzurri la situazione resta interessante, oltre 20″ su RBU e Svezia. L’altoatesino è ancora il più brillante sugli sci e si mette ancora una volta davanti al gruppo degli inseguitori, fino a staccare anche Fillon Maillet e soprattutto Weger, recuperando molto terreno pure sulla Norvegia. Tutti in crisi in piedi, Fillon Maillet addirittura gira, Tarjei si salva alla terza ricarica così come Hofer poco dopo, con Weger che riporta la Svizzera in seconda piazza davanti a Ucraina e Italia, avvicinata anche dalla RBU di Eliseev. Super Lukas però si riaccende ancora sugli sci e vola via gli avversari diretti, cambiando insieme a un sorprendente Pidruchnyi a soli 12″ dalla Norvegia tra gli applausi. Russia a 31″, Svezia e Francia a 50″.

Johannes Boe imposta la frazione subito con andatura sostenuta e Giacomel perde terreno insieme a Pryma. Russia quarta con Loginov che scavalca Finello e lo sloveno Trsan, mentre accusano molto la partenza del norvegese sia Ponsiluoma che Desthieux, finiti subito a un minuto. Boe sborda l’ultimo a terra, ma lo copre subito, con Giacomel perfetto che si riporta a 8″ da lui! Ucraina a 17″, bene anche Loginov e Finello che pagano poco più di 30″. Desthieux meglio di Ponsiluoma al tiro e la Svezia si allontana dalla zona medaglie. Restano 10″ tra Italia e Ucraina nel giro, entrambi perdono da Boe ma non da Loginov che resta a quasi 30″. La Norvegia trova un poligono in piedi irreale mentre Giacomel gira, seppur rapidissimo come tempo di rilascio. Ucraina seconda a 31″, poi RBU e Italia insieme. Ponsiluoma e Desthieux rimangono a 20″ dagli azzurri. L’ultimo giro del trentino è molto in sofferenza, si stacca da Loginov e viene messo nel mirino da quelli dietro di lui. Al cambio Norvegia in controllo con 50″ sull’Ucraina e 59″ sulla RBU, poi Svezia, Francia; Slovenia e Italia a 1’16”.

L’ultima frazione inizia con distacchi abbastanza congelati tra i primi, con Windisch che resta con Jacquelin e Samuelsson. Latypov forza nella seconda fase del giro e si riporta su Dudchenko prima del poligono, provando a conquistarsi l’argento. Christiansen resta lucidissimo e trova il 5/5 a terra, proseguendo il dominio assoluto norvegese. Latypov perfetto mentre Dudchenko va in crisi, venendo raggiunto da Windisch, Jacquelin e Samuelsson che trovano tutti l’en plein e l’Italia è pienamente in corsa per la medaglia. Il gruppone si trova a 1’20 dalla testa e a 25″ dalla RBU, e decide di tenere alto il ritmo nella speranza di un paio di errori di Latypov in piedi. Christiansen cerca la serie perfetta in piedi, manca gli ultimi due ma poi si salva in assoluta tranquillità e vola verso l’oro. Latypov, 5/6, viene ripreso da un eccellente Samuelsson, che probabilmente lo batterà, Jacquelin evita la penalità mentre Windisch gira e sprofonda in settima piazza. Latypov entra in crisi nella seconda fase del giro, Jacquelin salta Dudchenko e si fionda all’inseguimento disperato del bronzo, restando però lontano. Oro Norvegia, argento Svezia e bronzo per la RBU, che riscatta così un Mondiale sin qui disastroso. Italia sesta a 1’35”, quasi raggiunta dalla Germania nel finale.

Foto: LaPresse

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