Ginnastica artistica, Europei 2020: la Romania vince tra le squadre juniores. Ana Barbosu succede a Giorgia Villa

A Mersin (Turchia) proseguono gli Europei 2020 di ginnastica artistica femminile. Ribadiamo che si tratta di una competizione di Serie C vista l’assenza di tutte le Nazioni di riferimento: Italia, Russia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera, Spagna non si sono presentate in terra anatolica a causa dell’emergenza sanitaria e sono rimaste a casa per salvaguardare la salute dei propri atleti. Sostanzialmente soltanto Romania, Ucraina, Ungheria, Turchia e qualche piccolo Paese di terza fascia hanno risposto alla chiamata.

Oggi sono andate in scena le qualifiche delle juniores (under 16), ma va segnalato che il turno preliminare è servito anche per l’assegnazione delle medaglie a squadre e del concorso generale individuale. La Romania si è imposta con 156.463 punti, infliggendo un distacco abissale all’Ucraina (145.995) e all’Ungheria (143.428). La rumena Ana Barbosu ha invece trionfato nell’all-around con l’interessante punteggio di 54.599: 14.400 al volteggio, 13.433 alle parallele asimmetriche, 13.033 alla trave, 13.733 al corpo libero. Nettamente staccate le sue connazionali Maria Ceplinschi (50.499) e Iulia Trestianu (49.866) oltre all’ucraina Denisa Batrona (49.832). Ana Barbosu succede nell’albo d’oro alla nostra Giorgia Villa, ma gli Europei di due anni fa erano al gran completo e la bergamasca demolì le rivali di tutto il Continente.

La 14enne rumena è in testa in tutte le classifiche per attrezzo e parte favorita per il trionfo in tutte le Finali di Specialità, in programma domenica mattina. Al volteggio è inseguita dall’ucraina Daria Lyska (13.866) e dalla Ceplinschi (13.333); sugli staggi sono lontane le croate Sara Sulekic (12.400) e Nika Kukuljan Frleta (12.133); sui 10 cm ha provato a tenere il passo la connazionale Andreea Preda (12.866), più lontana la turca Sevgi Kayisoglu (12.266); al quadrato sono molto più attardate Ceplinschi (13.166) e l’ungherese Greta Mayer. Ana Barbosu è una classe 2006 proprio come la nostra Angela Andreoli: onestamente la bresciana appare due gradini sopra.

© foto di Simone Ferraro / FGI

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