Pattinaggio artistico, lo strano caso di Alena Kostornaia: la russa deve recuperare il triplo axel per essere competitiva

L’esordio stagionale di Alena Kostornaia, seconda classificata in occasione della quarta tappa della Coppa Di Russia 2020, ha aperto un dibattito interessante in tutto il mondo del pattinaggio artistico. La Campionessa d’Europa infatti, rendendosi autrice di due prestazioni tutto sommato pulite, ha mostrato una condizione inferiore rispetto all’annata precedente: con una certa involuzione sia negli elementi di salto che, soprattutto, nelle trottole, la pattinatrice infatti non ha convinto nell’interpretazione dei programmi, ancora in evidente fase di costruzione e non particolarmente fluidi e scorrevoli.

L’aspetto che più è saltato all’occhio però è stata la totale assenza del triplo axel, in genere cavallo di battaglia dell’atleta (probabilmente il suo elemento più bello) con cui nella stagione 2010-2020 ha vinto, fondamentalmente, tutte le gare, Nazionali esclusi. Un salto che la moscovita deve necessariamente recuperare per rimettersi in carreggiata ed essere, nuovamente, competitiva a tutti gli effetti: gareggiare senza triplo axel infatti significa rischiare di essere superata in Patria non solo dalle avversarie di sempre Alexandra Trusova e Anna Shcherbakova – due pattinatrici che, seppur con caratteristiche e modalità diverse hanno già sfoggiato una certa solidità – ma anche in vista dei Nazionali da Kamila Valieva, fuoriclasse assoluta già in possesso di un quadruplo toeloop di splendida caratura, e da Daria Usacheva, al momento (vedremo in futuro) qualitativamente superiore a parità di layout proposti.

La situazione potrebbe complicarsi oltremodo in campo internazionale. Se l’allieva di Sergei Rozanov ed Evgenii Plushenko non riuscirà a ripristinare l’axel sarà ostico arginare la giapponese Rika Kihira, che nelle ultime settimane sta perfezionando il quadruplo salchow con l’obiettivo – come spiegato da Angelo Dolfini durante la seconda puntata di Poligono 360, trasmissione condotta da Dario Puppo e Massimiliano Ambesi sulla pagina facebook di Eurosport – di inserire nel libero due tripli axel di cui uno in zona bonus, ma anche personalità come quella di Wakaba Higuchi, che ha presentato l’elemento alle selezioni Eastern giapponesi, e Young You, sudcoreana che destreggia il salto ormai da più di un anno.

Non ci sono notizie in merito alla latitanza dell’axel di Kostornaia in questi primi mesi di gestione fuori dalla scuola di Tutberidze; ma c’è un aspetto che fa storcere il naso: il legittimo modus operandi dell’Accademia dello Zar, lo abbiamo imparato recentemente, consiste nel mandare dei chiari messaggi all’esterno pubblicando video sui social ritraenti i propri allievi eseguire salti complessi: lo abbiamo visto in modo ripetuto con Alexandra Trusova, ripresa mentre atterrava prima il quadruplo lutz nel periodo iniziale post lockdown alla Plusenko’s Angeles e poi via via elementi sempre più difficili arrivando addirittura al quadruplo rittberger e alla combinazione triplo axel/triplo toeloop, sia con le giovanissime sorelle Zilina. Come mai non esiste una “documentazione” del genere su Kostornaia? Per scelta specifica del Team di lavoro oppure per altro?

Tuttavia lascia ben sperare per il futuro la serenità sfoggiata dalla pattinatrice in occasione del debutto, sorridente sia fuori dalla pista che al Kiss&Cry, segnale di una stabilità importante; Indicazioni più chiare arriveranno comunque tra sette giorni alla Rostelecom Cup di Mosca, terza tappa dell’anomalo circuito Grand Prix e primo, vero, banco di prova per tutte le atlete della Nazionale russa eleggibili in categoria Senior per le gare ISU.

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Foto: Pier Colombo

 

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