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Ciclismo

Tour de France 2020, ora Marc Hirschi è uno dei grandi favoriti del Mondiale

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Marc Hirschi sta facendo un Tour de France a dir poco spettacolare. L’elvetico, ventidue anni compiuti lo scorso 24 agosto, è uno degli atleti che più hanno infiammato la Grande Boucle in questi primi dodici giorni di gara. Ha battagliato con Julian Alaphilippe, ha rischiato di vincere sui Pirenei con una lunghissima fuga solitaria e, oggi, ha trionfato nella Chauvigny-Sarran con un assolo da campione.

Alla fine della gara manca ancora molto e Marc potrà togliersi altre belle soddisfazioni. Successi parziali, ma non solo, dato che l’elvetico, al momento, è a cinque punti dalla testa della classifica dei GPM. Il grande obiettivo di Hirschi, però, si chiama Campionato del Mondo e si svolge a fine settembre sulle strade di Imola. Dopo quanto fatto vedere sulle strade francesi, infatti, l’alfiere del Team Sunweb sembra decisamente pronto per puntare alla maglia iridata.

L’elvetico è forte in salita, scattante, veloce e devastante in discesa. In quest’aspetto è probabilmente, già oggi, il miglior interprete al Mondo. Il tracciato romagnolo sembra veramente su misura per lui. E poi Marc sa bene come si vince un Mondiale. Ci è già riuscito due anni fa, tra gli U23, a Innsbruck, in una stagione in cui, addirittura, trionfò sia nella rassegna iridata che in quella continentale.

Ciò che permise a Hirschi di conquistare quel titolo, contro avversari del calibro del compianto Bjorg Lambrecht e di Tadej Pogacar, fu la sua completezza. Hirschi fu in grado di resistere in salita al forcing del sopraccitato belga e del finlandese, oggi all’Ag2r, Jaakko Hanninen. Dopodiché, staccò i rivali in discesa e se ne andò tutto solo verso il traguardo.

La grande differenza rispetto ad allora, purtroppo per Marc, è la squadra. La nazionale che la Svizzera schierava al Mondiale U23 di Innsbruck era di altissimo livello. Con Hirschi c’erano due come Gino Mader e Patrick Muller che conclusero la gara in top-10 ed erano in grado di tirare il collo a tutti sia in salita che in discesa. Al contrario, verosimilmente, la selezione elvetica che vedremo a Imola non sarà granché in grado di spalleggiare Marc nelle fasi calde della gara.

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luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Lapresse

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