Giro Rosa 2020: Anna van der Breggen regina per la terza volta. Elisa Longo Borghini in forma Mondiale

Il Giro Rosa 2020 si è concluso con la vittoria di Anna van der Breggen (Boels – Dolmans Cycling Team). La fuoriclasse neerlandese non ha entusiasmato come altre volte, ma grazie alla sua solidità è riuscita ad aggiudicarsi il suo terzo successo nella manifestazione dopo che la connazionale Annemiek van Vleuten (Mitchelton-Scott), la quale era saldamente in testa alla classifica generale in seguito alle prime sette frazioni, è stata costretta al ritiro a causa di una caduta nella quale si è rotta un polso.

Può sorridere l’Italia che si gode una Elisa Longo Borghini la quale, dopo la ripresa, si sta esprimendo su livelli altissimi. L’azzurra ha vestito la maglia rosa in seguito alla cronosquadre del primo giorno, si è imposta davanti ad Anna van der Breggen sull’ascesa di San Marco La Catola e ha conquistato il gradino più basso del podio. Una crisi sullo sterrato della seconda tappa, nella quale ha perso 4’22” da van Vleuten e più di 3′ da van der Breggen, le ha levato la possibilità di lottare anche per il successo finale. Ad ogni modo, Elisa può guardare al Mondiale di Imola con un rinnovato ottimismo. In salita va forte come non mai e, con la Cannibale Annemiek ai box, ha l’occasione della vita.

Questo Giro Rosa, oltretutto, ha consacrato due atlete che stanno entrano nel fiore delle loro carriera: la polacca Kasia Niewiadoma (Canyon-SRAM Racing) e la danese Cecilie Uttrup Ludwig (FDJ-N. Aquitaine-Futuroscope). La prima ha conquistato il secondo posto finale, scalzata dalla cima della graduatoria da van der Breggen sulla salita di San Marco La Catola. La seconda, invece, ha colto un quarto posto nella generale, ad appena due secondi dal terzo di Longo Borghini, che rappresenta, ad oggi, il suo miglior piazzamento nella corsa a tappe nostrana. A questo, inoltre, si aggiunge la conquista della maglia verde di miglior scalatrice.

Chi non ha certo bisogno di consacrarsi è Marianne Vos (CCC-LIv), la quale, dopo quindici anni di dominio, ha ancora una fame di vittorie con pochi eguali. La campionissima neerlandese, sempre ben scortata da una gigantesca Soraya Paladin, si è imposta sui traguardi di Assisi, Terracina e Nola. Tre successi su nove frazioni disponibili. Ovviamente, con questo ruolino di marcia, la vittoria della maglia ciclamino è stata pura formalità.

La grande rivelazione della gara è stata la neozelandese Mikayla Harvey (Équipe Paule Ka). A ventidue anni appena compiuti, Harvey si è dimostrata capace di lottare, in salita, con le migliori al mondo. La neozelandese, sull’erta di San Marco la Catola, si è addirittura concessa il lusso di essere l’unica capace di chiudere con meno di un minuto di distacco dalla coppia composta da van der Breggen e Longo Borghini. Inoltre, quel dì ha dato oltre 40″ a Niewiadoma e Uttrup Ludwig. In classifica generale si è piazzata al quinto posto, a 2’52” da van der Breggen. Alla sesta, Ashleigh Moolman-Pasio (CCC-Liv), ha rifilato oltre due minuti e, tra l’altro, ha anche trionfato nella graduatoria dei giovani.

Per quanto concerne il resto del contingente azzurro, merita sicuramente menzione il Giro di Marta Cavalli (Valcar-Travel & Service). La 22enne pistard ha chiuso la gara al 14esimo posto, seconda delle italiane, ed è arrivata quarta a Maddaloni, in una giornata che ha incoronato la belga Lotte Kopecky (Lotto-Soudal) e, soprattutto, nona a San Marco la Catola. Eccellente anche il Giro di Katia Ragusa (Astana), la quale ha conquistato la top-15 finale centrando la fuga giusta nell’ultima frazione, la Motta Montecorvino-Motta Montecorvino che ha visto il trionfo della francese Evita Muzic.

Abbiamo già citato il lavoro enorme che Soraya Paladin (CCC-Liv) ha fatto per Marianne Vos, ma la veneta, con l’ottavo posto sullo sterrato di Arcidosso, ha dimostrato di non essere poi lontana dai livelli dell’anno scorso, quando concluse il Giro Rosa in top-10. Ai Mondiali di Imola potrà essere una carta fondamentale per l’Italia. Appena dietro a Soraya, quel giorno, è arrivata Erica Magnaldi (Ceratizit-WNT Pro Cycling), la quale ha sfiorato a lungo il sogno top-10, prima di andare in crisi nella frazione di San Marco la Catola. L’azzurra, ad ogni modo, ha dato prova di grande carattere andando in fuga, e cogliendo un sesto posto, il giorno seguente a quel passaggio a vuoto, nella tappa finale di Motta Montecorvino.

Nella volata di Nola, che ha visto esultare la solita Marianne Vos, meritano una citazione il settimo posto di Ilaria Sanguinetti (Valcar-Travel & Service) e l’ottavo della giovanissima, classe 2000, Giorgia Bariani (Top Girls Fassa Bortolo). Il giorno precedente, invece, a Terracina, era toccato alla sua coetanea Vittoria Guazzini (Valcar-Travel & Service) agguantare un piazzamento tra le prime dieci. Parlando di giovani, hanno vissuto un Giro Rosa da protagoniste la classe 1996 Elena Franchi (Eurotarget-Bianchi-Vittoria) e la classe 1998 Debora Silvestri (Top Girls Fassa Bortolo), la quale, grazie a quanto fatto in questi nove giorni, ha strappato il pass per il Mondiale. Sulla salita di San Marco la Catola, invece, si è rivista anche una scalatrice quale Sofia Bertizzolo (CCC-Liv), capace di concludere con un buon decimo posto la frazione più adatta alle sue caratteristiche.

luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Valerio Origo

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