Tour de France 2020: Miguel Angel Lopez si mette alla prova alla Grande Boucle. Le tante salite gli strizzano l’occhio

Con la totale esplosione del fenomeno Jakob Fuglsang i riflettori degli addetti ai lavori sono tornati prepotentemente ad illuminare le azioni di un’Astana che, dall’addio dello Squalo Vincenzo Nibali, aveva un po’ perso il ruolo simbolico di grande antagonista dell’allora Team Sky. La formazione kazaka, nonostante i recenti ottimi risultati nelle corse da un giorno, resta tuttavia un team specializzato sui grandi giri e come tale si è munita di uno dei prospetti più interessanti del ciclismo internazionale in questo campo: il colombiano Miguel Angel Lopez.

Lo scalatore sudamericano quest’anno sarà per la prima volta al Tour de France coi gradi di capitano, dopo una buona stagione che lo ha visto quinto al Delfinato e terzo alla Volta ao Algarve, in cui era stato capace anche di vincere una tappa. Per il classe 1994, ovviamente, non si tratta della prima esperienza di questo tipo, poichè fu già terzo sia alla Vuelta che al Giro nel 2018 e quinto in entrambe le manifestazioni nella passata stagione.

Con un team di assoluto livello composto dai fratelli Izagirre e da elementi di sicuro affidamento come lo spagnolo Luis Leon Sanchez e il kazako Alexey Lutsenko, Lopez sarà il capitano indiscusso di una squadra interessante, votata a fare bene nelle tappe di montagna e desiderosa di imporsi anche in qualche frazione mossa.

Il colombiano, che dopo il Delfinato si trova in ritiro in altura con Luis Leon Sanchez, si è detto entusiasta di poter fare il suo esordio ad una Grande Boucle che, mai come quest’anno, con un percorso assai votato alle salite e con pochi chilometri a cronometro, sembrerebbe favorirlo anche in ottica di classifica generale. Per giocarsela sul serio, il sudamericano avrà bisogno tuttavia di crescere sotto alcuni aspetti tecnici fondamentali.

Per riuscire a sbaragliare la concorrenza stellare che sarà al via, oltre a dover superare la tensione della prima partecipazione al Tour, il colombiano dovrà sopperire alle leggere mancanze della sua squadra (che ovviamente non può essere ai livelli di Jumbo-Visma e Ineos), cercando di gestirsi maggiormente durante le salite più impegnative, senza procedere con il suo consueto e dispendioso andamento “ad elastico” che lo vede continuamente staccarsi e rientrare nei gruppetti in cui si ritrova.


Dotato di grandissima “garra”, assistito da una formazione comunque competente e preparata, con la giusta gamba Lopez sembrerebbe aver maturato l’esperienza necessaria per poter provare a puntare anche al bersaglio grosso in una stagione imprevedibile come questa. Ovviamente, in questo momento non parte di certo in prima fila tra i favoriti, ma la sensazione è che con la sua costanza il podio almeno possa essere quantomeno alla portata.

michele.giovagnoli@oasport.it

 

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Foto: LaPresse

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