Tour de France 2020: le maglie che verranno assegnate

Che la tradizione sia una delle componenti fondamentali della sacralità e del rinnovato successo del Tour de France non è di certo una notizia dell’ultim’ora. La Grande Boucle è infatti storia, leggenda, quasi un rituale che da anni continua a mantenere fissi alcuni suoi elementi che la identificano da tutte le altre competizioni. Uno di questi, inevitabilemente, è il colore delle proprie maglie, capitanate dalla celebre “gialla”, vero e proprio simbolo dell’intera corsa.

Quest’anno, come nelle scorse edizioni, saranno quattro le maglie assegnate: gialla, verde, bianca e a pois. Come ormai divenuto consuetudine nelle ultime edizioni, vi sarà una classifica anche per le squadre che non comporterà l’assegnazione di nessun indumento personalizzato. L’unico riconoscimento che un roster potrà ottenere sarà il giallo a tingere il proprio pettorale, segno di avere in squadra il leader della classifica generale. Per ogni tappa, inoltre, vi sarà un corridore insignito del pettorale rosso per la competitività dimostrata nelle ventiquattro ore precedenti, con un riconoscimento finale a colui che si sarà distinto nell’intera competizione.

Ritornando alle maglie celebri, risulta impossibile non partire dalla canottina gialla, indossata sul podio di Parigi dall’ecuadoriano Egan Bernal nella scorsa edizione e, presumibilmente, destinata a finire addosso ad uno dei membri dei due terribili terzetti delle grandi formazioni attese al via: Roglic-Domoulin-Kruijswijk della Jumbo Visma e Bernal-Thomas-Froome della Ineos.

Restando in tema di classifiche cronometriche, interessante sarà vedere chi riuscirà ad accaparrarsi la maglia bianca di miglior giovane under-25 della competizione, con il solito Bernal (vincitore lo scorso anno) che, partendo come favorito per la classifica generale, non potrà che risultarlo anche per questa particolare competizione rivolta ai più interessanti prospetti del circuito World Tour.

Altra maglia di grandissimo prestigio, la verde, destinata al corridore capace di ottenere più punti nel corso delle tre settimane con i vari piazzamenti finali e sui vari traguardi intermedi, potrebbe essere ancora una volta terreno di caccia per lo slovacco Peter Sagan, capace di assicurarsela in sette delle ultime otto edizioni e desideroso di centrare quest’anno la doppietta con la corrispettiva “sorella” del Giro.


L’ultima maglia che verrà assegnata sarà la storica canottina “a pois”, premio prestigiosissimo tra gli scalatori del gruppo. Essa verrà affidata a colui che raccoglierà più punti nei vari GPM intermedi e su tutti gli arrivi in salita previsti. Storicamente di difficile pronostico, lo scorso anno a trionfare nella classifica scalatori fu il francese Romain Bardet. Quest’anno potrebbe aggiudicarsela uno dei grandi capitani che, magari, potrebbe uscire anzitempo di classifica per qualche problema nelle prime due settimane di corsa.

michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: Lapresse

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