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Tour de France 2020: Adam Yates, un uomo da classifica per un team che cerca vittorie di tappa

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Nell’eterna sfida che lo accompagna dalla nascita con suo fratello gemello Simon, Adam Yates negli ultimi anni si è definitivamente stabilizzato su un buon livello di competitività all’interno del ranking virtuale del ciclismo internazionale. Ottimo scalatore, con discrete capacità da cronoman e qualche difficoltà nel mantenere la costanza all’interno delle tre settimane, il britannico ha ottenuto come miglior risultato in carriera in un grande giro il quarto posto al Tour de France del 2016, con conseguente maglia bianca di miglior giovane in gara.

Proprio il Tour de France, come nelle ultime due stagioni (in cui è uscito di scena dai discorsi di classifica anzitempo, concludendo entrambe le edizioni al ventinovesimo posto in classifica), sarà il grande obiettivo del capitano della Mitchelton-Scott, che verrà affiancato da un altro scalatore di assoluto livello con cui potrebbe dividersi i gradi di leader: il colombiano Esteban Chaves.

Nonostante la qualità dei suoi prospetti in salita, a differenza di quanto dichiarato riguardo agli obiettivi di Simon e del team al Giro, Matt White, direttore tecnico della Mitchelton, ha però annunciato: “Dopo il successo dello scorso anno, punteremo ancora alle vittorie di tappa. Abbiamo corso con uno stile aggressivo e vogliamo continuare su questa falsariga. Sicuramente Team Ineos e la Jumbo Visma sono le squadre più forti ma, una volta stabilizzata la classifica, non vorranno controllare la corsa per 20 giorni e dovremo essere bravi a scegliere i momenti giusti per attaccare”.

La sensazione che traspare da queste parole è quindi che per Adam, che prima della pausa aveva centrato un gran successo all’UAE Tour mettendo in mostra un’ottima gamba, l’obiettivo principale sarà andare a caccia di successi di tappa come già fatto in maniera egregia da suo fratello nella scorsa edizione, con la squadra che potrebbe anche consigliargli di uscire di classifica già nella prima settimana per poter inserirsi poi con più facilità nei vari tentativi di fuga dei giorni successivi.

Se le parole di White fossero state invece di semplice pre-tattica e se la condizione del britannico dovesse essere straripante, il ragazzo potrebbe anche provare a giocarsi le sue carte in classifica generale, ma questa ipotesi appare per ora più un’alternativa, soprattutto per l’assortimento del roster che vede corridori non troppo avvezzi a supportare un capitano in una tappa di salita.

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Ciò che è indiscutibile è che il britannico, dotato di un grande talento forse non ancora esploso al 100%, avrebbe diritto ad avere un’altra opportunità di provare ad imporsi in un Grande Giro, soprattutto in una stagione così imprevedibile come questa, in cui le sorprese, come visto al Giro del Delfinato, sembrano sempre essere dietro l’angolo.

michele.giovagnoli@oasport.it

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