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Rugby, Italia: Si torna al Top 10 o ci saranno due ripescaggi



Quale sarà il futuro del rugby italiano e, in particolare, del massimo campionato nazionale? La domanda circola da giorni negli ambienti ovali, da quando il San Donà e i Medicei Firenze hanno ufficializzato ciò che si intuiva da settimane. I due club del Top 12, infatti, hanno rinunciato a iscrivere le squadre nel massimo campionato italiano che, a oggi, è dunque composto da sole 10 formazioni.

Scelte dettate da una crisi economica nata durante l’intera stagione e acuita in maniera grave con l’emergenza Covid, lo stop ai campionati e l’incertezza sia sul futuro sportivo sia su quello dei contributi federali. Come ha scritto, non senza polemiche, il club veneto annunciando la rinuncia, infatti, “la difficilissima situazione attuale (e futura…?), unita ad una mancanza di notizie concrete da parte della Fir (eventuale contributo, costi di protocolli sanitari da applicare, formule di campionato etc), non ci avrebbero permesso di affrontare con la dovuta serenità i mesi avvenire”. Ma cosa succede ora?

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La decisione verrà presa nel prossimo Consiglio Federale, ma è evidente che Alfredo Gavazzi e la Fir hanno davanti due opzioni. Una, più probabile, l’altra ipotetica. La prima è quella di prendere atto delle rinunce di San Donà e Firenze e ripartire con un massimo campionato a sole 10 squadre. Come è stato spesso in passato e come, probabilmente, è meglio vista la situazione attuale del rugby italiano. Sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sportivo (bacino di potenziali giocatori in primis) un massimo campionato a 12 squadre non è supportabile oggi. Dieci club sono, forse, anche troppi, ma sicuramente garantiscono un maggior equilibrio in campo, un utilizzo dei potenziali giocatori di livello e costi ridotti, rendendo il Top 10 sostenibile.

La seconda, ma meno probabile, possibilità è quella di due ripescaggi. Avesse rinunciato solo una tra San Donà o Firenze, allora sarebbe stata quasi certa la promozione d’ufficio del Verona, club che ha dominato il suo girone in Serie A e società che ha una solidità economica e sportiva tale da garantire certezze. Con due rinunce, invece, il ripescaggio è più difficile, ma non impossibile. E Verona sarebbe in prima fila, come detto, per salire nel Top 12. Con chi? In vetta nei rispettivi gironi c’erano Noceto e l’Accademia federale e la Fir, anche per evitare salti nel buio, potrebbe puntare proprio sulla seconda per tornare a un numero pari di squadre.

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duccio.fumero@oasport.it

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Foto: Daniele Bettazzi – LPS

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