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F1, Red Bull non farà appello contro Racing Point. Nessuna intesa con Ferrari, Renault e McLaren

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La Red Bull non ricorrerà in appello contro la sanzione inflitta dalla FIA alla Racing Point per aver copiato le prese dei freni anteriori della Mercedes (versione W10, la monoposto del 2019). La scuderia austriaca non si unirà a Ferrari, Renault, McLaren, Williams nel ricorso contro le misure adottate dall’organo sovrano dell’automobilismo: 400mila euro di multa e 15 punti di penalizzazione nella classifica costruttori. La Scuderia di Maranello e gli altri team ritengono che la Racing Point sia illegale perché è davvero copiata alla Mercedes, ma la squadra di Max Verstappen (ieri vincitore a Silverstone) e di Alexander Albon non intende fare fronte comune contro la futura Aston Martin.

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A chiarirlo è stato il consigliere Helmut Marko al termine del trionfale GP del 70° Anniversario: “No, non faremo appello“. I motivi di questa scelta? Magari la Red Bull vuole concentrarsi esclusivamente sulle prestazioni in pista, oppure potrebbe fare in futuro con la AlphaTauri quello che la Mercedes ha fatto con la Racing Point. Ricordiamo le dichiarazioni di Mattia Binotto, team principal della Ferrari, in merito a questa vicenda: “Per noi i fatti sono evidenti. Non si tratta di essere arrabbiati o furiosi. Siamo tutti rivali e ognuno cerca i propri interessi. Ma crediamo che la pena non sia adeguata. Questa violazione è come copiare i compiti a casa. C’è chi copia e chi li passa“.

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stefano.villa@oasport.it

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Foto: Lapresse

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