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Mattia Busato, Karate: “Ho dovuto allenarmi in garage. Alle Olimpiadi l’Italia dimostrerà il suo valore”



Nonostante abbia appena 27 anni, Mattia Busato è già da tempo uno dei punti di riferimento del karate italiano e internazionale. L’atleta appartenente al gruppo sportivo dell’Esercito nel kata vanta un palmares davvero notevole. Dalle due medaglie di bronzo iridate a Linz 2016 e Madrid 2018, passando per il trionfo agli Europei di Tampere 2014 nell’individuale, al quale ha aggiunto altre otto medaglie continentali anche nella competizione a squadre.

Un campione che ha saputo emergere sin da giovanissimo e che ora punta con grande forza e decisione verso il cosiddetto “bersaglio grosso”, ovvero il sogno olimpico di Tokyo 2021. Anche se l’evento è purtroppo ancora lontano, il classe 1993 veneto è già ben concentrato su come presentarsi al grande appuntamento e, infatti, la nostra chiacchierata inizia proprio al termine di una ennesima giornata di duro lavoro.

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“Oggi l’allenamento è stato proficuo, dopotutto ormai si può dire che siamo tornati quasi a pieno regime. Non sono stati mesi semplici quelli che abbiamo trascorso, ve lo posso assicurare, ma come sempre ho cercato di guardare il bicchiere mezzo pieno per ottenere il massimo. Da qualche mese mi sono trasferito a Castelfranco Veneto dove convivo con la mia fidanzata in un appartamento di sessanta metri quadrati. Potete capire benissimo come lo spazio fosse poco e, oggettivamente, non ho avuto troppe chance per allenarmi quando eravamo chiusi in casa, ma qualcosa sono riuscito comunque a fare”.

Per esempio?

“Ai piedi del mio palazzo c’è un garage in comune che garantisce un minimo di spazio. Anche se sembrava di essere in un carcere – sorride – mi ha dato modo di allenarmi con tutti gli attrezzi del caso. Come si può dire, ho fatto di necessità virtù e mi sono dato una grande spinta a livello di motivazioni”.

Gli allenamenti come si sono svolti e, soprattutto, come li stai affrontando ora?

“Non avendo gare in arrivo e non essendoci motivo di forzare i ritmi, mi sto concentrando su me stesso e sui dettagli, ovvero quegli aspetti che, solitamente, non si ha tempo di limare. Quando siamo in una annata regolare siamo quasi sempre in giro per il mondo per gareggiare, per cui il lavoro è gioco forza parziale. In questi momenti sto invece analizzando ogni minimo aspetto del mio kata per farmi trovare pronto al prossimo anno ai massimi livelli”.

Il rinvio delle Olimpiadi è stato la grande notizia di questo tribolato 2020. Come l’hai vissuta dal tuo punto di vista?

“Diciamo che non mi ha fatto strappare i capelli, per così dire, perchè voglio sempre essere positivo, ma sinceramente è stata una notizia arrivata nel momento sbagliato. Dopo la tappa di Premier League di Salisburgo ad inizio anno mi sentivo davvero alla grande. Avevo staccato la qualificazione per Tokyo 2020 senza troppi patemi ed ero in una crescita notevole. Stavo seguendo la preparazione che mi avrebbe portato alla manifestazione nipponica e non potevo fare altro che migliorare ancora. La decisione di posticipare la kermesse con i Cinque Cerchi ha bloccato tutto, peccato”.

Questo cambio di scenario come ha modificato il tuo percorso di avvicinamento?

“Come dire, voglio vedere questa come una opportunità per arrivare sul tatami giapponese ancor più pronto. Dopo la qualificazione, ad ogni modo, avevo già deciso di fermarmi e prendermi una pausa. Questa situazione ha deciso per me e mi darà ancor più tempo. Lavorerò duramente e, dal 2021, alternerò allenamenti a gare ufficiali per crescere passo dopo passo. Sfrutterò il fatto di avere un obiettivo così distante dato che, ad occhio e croce, non si potrà scendere in pedana fino al prossimo anno. Il mio programma sarà ben definito e si potrebbe definire a cicli più piccoli. Provando a fare un esempio, in una stagione regolare, provando a valutare da 0 a 100, è facile passare subito da 0 a 50, poi progredire da 70 a 90, infine sarà decisivo avvicinarsi a Tokyo con gli step del 91, 92 eccetera fino a raggiungere, possibilmente, il 100. Tutta la differenza si farà con quello step conclusivo”.

Cosa vuole dire per un karateka poter vivere un evento simile, disputare una Olimpiade nella culla di questa disciplina?

“Si tratta di una cosa incredibile. Un evento storico che dobbiamo sfruttare nel migliore dei modi. Nel mio caso farò di tutto per viverlo in maniera serena, senza farmi troppi problemi o questioni. Sarà fondamentale essere concentrati e liberi a livello mentale in una situazione che sarà, senza dubbio, unica per tutti”.

Mattia Busato si presenterà ai Giochi Olimpici per…? 

“La frase preferisco non riempirla per il momento – scherza –  Proverò a farlo a Tokyo, per il momento non voglio pormi obiettivi specifici”.

Allargando gli orizzonti, come pensi che si comporterà l’Italia nella kermesse nipponica?

“A livello di squadra non ho dubbi: la nazionale italiana è sempre di altissimo livello e lo dimostrerà anche alle Olimpiadi. Per il momento siamo già in tre ad avere staccato il pass, ma sono convinto che potremo riempire senza fatica tutti i nostri slot a disposizione. Pensando ai risultati penso che ci potremo togliere delle soddisfazioni. Il gruppo è solido, ha grande personalità, voglia di vincere e di sacrificarsi ed è pronto a fare grandi cose. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare la nostra Istituzione, l’Esercito Italiano; in particolar modo il Centro Sportivo Esercito, di cui orgogliosamente faccio parte, che ogni giorno ci supporta e ci coordina”.

alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto:  karate Mattia Busato – FIJLKAM

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