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Nuoto, un anno senza competizioni: come cambia la vita degli atleti, obiettivi e motivazioni da ritrovare



Uno stop di due mesi, un anno senza competizioni, un buco nero nella carriera di un atleta, che sia nella sua fase iniziale, centrale o finale. Da qualsiasi parte lo si guardi, il Coronavirus per il nuoto agonistico è un disastro perché questo doveva essere l’anno degli Europei di Budapest (che sarebbero iniziati fra meno di una settimana) e delle Olimpiadi di Tokyo e invece sarà un anno senza grandi eventi internazionali, tutti spostati al 2021 (Europei di Budapest e Olimpiadi) e 2022 (Mondiali di Fukuoka e Europei di Roma).

Si potrà ritrovare, se tutto andrà per il meglio, la competizione nella seconda parte della stagione con qualche evento di esibizione (ISL, Coppa del Mondo e Champions Swim Series), mentre il primo evento di spicco potrebbe essere il Mondiale in vasca corta in programma ad Abu Dhabi dal 15 al 20 dicembre e che per il momento sono confermati. Il primo di una serie di sei eventi in rapida sequenza di due anni che popoleranno il calendario dei big, che per ora però arrivano da un lungo letargo anche se lentamente stanno riprendendo l’attività dove e come si può.

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A far capire quali saranno i tempi della ripresa è il dottor Lorenzo Marugo spiega come avverrà il ritorno al lavoro in acqua per i nuotatori di rilievo nazionale. “Partiamo dal presupposto che l’acqua non è un ambiente naturale per l’uomo e dunque il corpo umano, anche di un nuotatore abituato fino a febbraio a restarci per molto tempo in acqua, necessita di un tempo piuttosto lungo per tornare ad essere performante al massimo in tale ambiente. Il tempo calcolato scientificamente è, in condizioni normali, quattro volte superiore rispetto alla durata del periodo di lontananza dall’acqua. Per gli atleti a cui si prospetta uno stop di lavoro in acqua di un mese, dunque, serviranno quattro mesi per tornare al massimo della condizione, se si parla di due mesi arriviamo più o meno di otto mesi, che diventa un anno in caso di stop di tre mesi. Al momento i tempi sono ancora sotto controllo ma se questa lontananza dovesse allungarsi ulteriormente, la situazione si potrebbe fare preoccupante per i nostri atleti“.

Insomma, stando così le cose e speranzosi in una ripresa definitiva e senza ricadute, è un bene che non ci siano grandi eventi nei prossimi sei/otto mesi per poter rivedere i grandi campioni del nuoto di nuovo al massimo della condizione. Sarà molto importante gestire per tutti al meglio questa insolita fase senza gare per potersi ripresentare al meglio alla ripresa dell’attività agonistica.

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Foto LaPresse

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