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F1, Claire Williams pronta a cedere il team: “È il momento giusto per cambiare ma il nostro 2020 non è a rischio”



Per gli appassionati di Formula 1 da parecchi anni la Williams rappresenta uno dei marchi più prestigiosi e gloriosi del circus. Una scuderia emersa con forza all’inizio degli anni ’80 e che ha saputo dominare la scena per alcune stagioni, segnando la storia dell’era premoderna con 16 titoli complessivi. Negli ultimi anni, però, in particolare da quando il fondatore Frank Williams ha dovuto lasciare spazio alla figlia Claire, il blasonato marchio inglese ha visto le proprie prestazioni ridursi costantemente fino a diventare addirittura la cenerentola del gruppo nelle ultime due stagioni.

Uno smacco forte, troppo, per chi era abituato a vincere e dunque la notizia di un possibile buyout, che da qualche settimana ormai circolava tra gli appassionati, non aveva sorpreso più di tanto. Dopo un piccolo periodo di silenzio che non lasciava presagire nulla di buono, il team britannico ha confermato attraverso lo stesso Direttore tecnico che le voci erano davvero fondate. Claire Williams ha ammesso di essere alla ricerca di investitori, pronta a cedere la quota di maggioranza, di minoranza o dell’intero pacchetto azionario della scuderia.

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Un possibile acquirente potrebbe arrivare dalla Russia, quel Dmitry Mazepin, padre del pilota F2 Nikita, che potrebbe sfruttare l’operazione per spingere indirettamente il figlio ad ottenere la superlicenza. Stando alle parole della Williams il 2020 non dovrebbe essere tuttavia a rischio, anche se nel team si preferirebbe chiudere l’accordo il prima possibile.

43 anni dopo dunque Frank Williams potrebbe perdere le chiavi dell’impero che si è laboriosamente costruito passo dopo passo, con lo scopo di finanziare più investimenti e riportare la competitività su livelli accettabili per attrarre nuovamente grossi sponsor e rimettersi in piedi. Una decisione decisamente difficile ma ormai assolutamente necessaria, anche per proteggere tutti coloro che lavorano all’interno dell’azienda. Stando alle parole della quarantaquattrenne inglese il padre non ha avuto un coinvolgimento attivo nelle decisioni prese ma resta sempre perfettamente informato e aggiornato in merito ad ogni decisione presa dal consiglio di amministrazione e dunque comprende e concorda che questo possa essere il momento giusto per un’operazione di questo tipo.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto: LaPresse

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