Sci alpino, la NextGen maschile. I 5 U22 più promettenti: Braathen, McGrath, Vinatzer, Franzoni e Radamus



Se in campo femminile Austria e Svizzera sembrano le Nazioni più preparate per il prossimo futuro, con tante atlete nate negli anni 2000 già molto promettenti, tra i maschi, e non da oggi, la Norvegia rimane sempre la Nazione più brava a far crescere in fretta i propri giovani.

La classe 2000 “vichinga” è impressionante e ha già mostrato due talenti destinati al grande successo: Lucas Pinheiro Braathen, origini brasiliane per parte materna, ricorda per certi versi il primo Furuseth, quello che esplose come una Supernova tra il 1989 e il 1991, per poi diventare più specialista dello slalom (in quegli anni vinse più in gigante). Braathen sembra atleta già molto completo e ha appena compiuto 20 anni. Curiosamente non ha conquistato un titolo ai Mondiali juniores (a fronte di due medaglie), ma in Coppa del Mondo vanta 5 piazzamenti tra i primi 10 in tre specialità, gigante, slalom, gigante parallelo, ha chiuso quarto lo slalom di Kitzubehel a gennaio e impressionato su alcune singole manche. E’ già pronto per la prima vittoria nel circuito.

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Con lui ecco il dominatore dell’ultima Coppa Europa, capace di sfondare il “tetto” dei 1000 punti, Atle Lie Mcgrath, altro sciatore completo, già a punti in Coppa del Mondo tra slalom e parallelo. Nel circuito continentale si è imposto in gigante e combinata, ha ottenuto podi in slalom e superG e dominato la concorrenza dall’alto di una superiorità persino imbarazzante. In Coppa del Mondo deve ancora abbassare i pettorali, ma potrà gareggiare in tutte le specialità il prossimo anno e accumulare esperienza.

L’Italia si gode il suo giovane più promettente, Alex Vinatzer, classe ’99, già sul podio in slalom nel circuito maggiore, cui manca solo un po’ di continuità in più per crescere definitivamente. La vera frontiera per lui sarà provare a ottenere grandi risultati anche in gigante. Giovanni Franzoni, 19 anni, è già sulla bocca di tutti per il primo podio ottenuto in Coppa Europa, in combinata. Non ha una specialità preferita, è il prossimo, futuro grande polivalente in chiave Italia, ma va fatto crescere ancora nel circuito continentale prima di gridare al prossimo fenomeno. Anche perché poi la Coppa del Mondo è ben altra cosa.

Chiudiamo con River Radamus, che in realtà 22 anni li ha già compiuti, americano di Vail etichettato troppo presto come il nuovo “Miller” per via dei trionfi giovanili: due ori ai Mondiali jr, soprattutto tre alle Olimpiadi dei “piccoli”. Ma in Coppa del Mondo non è andato oltre un 14° posto in parallelo, finora. Il talento c’è, a 22 anni il salto di qualità può ancora arrivare. Troppo presto per definirlo “talento sprecato” o mai sbocciato.

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gianmario.bonzi@gmail.com

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FOTO: Pentaphoto

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