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Nuoto, come cambia l’Italia verso le Olimpiadi del 2021. Senatori più anziani, ma non mancano i giovani in rampa di lancio



Un anno è un tempo ragionevole per chi (una sola al momento) aveva deciso che Tokyo 2020 sarebbe stato il capolinea della carriera, per chi avrebbe voluto rallentare i ritmi dopo l'(ennesima) Olimpiade, per chi si troverà un anno in più nel fisico e nella mente ma può essere un anno importante per chi sta completando il percorso di maturazione e in Italia, per fortuna, di atleti giovani molto interessanti con ottime prospettive a livello globale ce ne sono diversi. La squadra azzurra, dunque, potrebbe presentarsi ancora più forte nel 2021, senza perdere i suoi “pilastri”, uno su tutti, la leggenda Federica Pellegrini che potrebbe a questo punto anche avvalersi della cabala favorevole, visto che negli anni dispari ha sempre saputo fare meglio rispetto a quelli pari, conquistando i suoi sei titoli iridati, e potendo contare su atleti di altissimo livello con un anno in più di esperienza sulle spalle.

Il movimento azzurro del nuoto è reduce da un Mondiale di altissimo spessore: tre ori, due argenti, tre bronzi nelle gare in piscina, 24 posti finale, numeri mai visti prima e l’anno 2020 per molti degli atleti di punta del movimento italiano doveva essere quello centrale della carriera ma solo un’atleta ha annunciato in anticipo la sua intenzione di fermarsi dopo Tokyo 2020, Federica Pellegrini, mentre per tutti i nuotatori d’èlite Tokyo non sarà un capolinea probabilmente neppure nel 2021. I più esperti, quelli un po’ in là con gli anni, hanno trovato in Roma 2022 (ma sarà anche Fukuoka 2022) un nuovo stimolo per proseguire la loro carriera e non appendere la cuffia al chiodo e quindi uno spostamento di uno o due anni dei Giochi non cambierebbe granchè.

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Per tutti gli altri la situazione varierebbe poco o nulla. I vari Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti, Simona Quadarella, Martina Carraro, Arianna Castiglioni, Margherita Panziera, Elena Di Liddo, tanto per citare le carte da medaglia principali per l’Italnuoto a Tokyo 2020, hanno tutti le possibilità di restare sugli altissimi livelli raggiunti finora, bisogna tener conto che potrebbe invece diventare un più “trafficato” di oggi il panorama dei rivali, con l’ingresso di qualche giovane rampante nella lotta per il podio, e dunque calare in parte la possibilità di medaglia. Stessa cosa varrebbe per i più esperti, di cui Federica Pellegrini è l’esponente principale ma non dimentichiamo atleti del calibro di Fabio Scozzoli, Ilaria Bianchi (a caccia della quarta Olimpiade) e Luca Dotto, tanto per fare altri nomi di tre finalisti olimpici (Dotto in staffetta) e di pluri-medagliati europei e mondiali.

Un anno in più potrebbe giocare a favore, invece, delle realtà emergenti molto interessanti del nuoto azzurro, a partire dalla 4×200 stile libero che ha già raggiunto un livello di eccellenza ma che avrebbe il tempo per fare quell’ulteriore salto di qualità che serve per dare l’assalto al podio. I componenti sono giovani e hanno dimostrato di avere ampi margini di miglioramento, così come un ulteriore salto di qualità si attende da Federico Burdisso, che ha iniziato la sua avventura americana ma vuole e può essere grande protagonista nelle prossime stagioni dei 200 farfalla, ovviamente da Benedetta Pilato, in chiave 100 rana e anche dall’enfant prodige più enigmatico del nuoto azzurro, Thomas Ceccon, il cui tempo della maturazione è arrivato e nei prossimi anni potrebbe portare risultati importanti. Il tutto senza contare che due anni fa gli ultimi atleti nominati gran parte dei lettori non li conoscevano nemmeno e dunque non è escluso che qualcuno degli azzurri che in questa stagione faccia bene a livello giovanile, poi riesca ad esplodere anche a livello assoluto, conquistandosi un posto fra i grandissimi.

Tra i nomi da non sottovalutare ci sono De Tullio, che ha già all’attivo una finale Mondiale, Razzetti e Martinenghi e tra quelli ancora più giovani Cocconcelli, Cenci e Uberti nello stile libero femminile, Salin e le sorelle Cesarano nel mezzofondo, D’Innocenzo e Gaetani nel dorso donne, Cerasuolo e Mantegazza nella rana uomini, Deplano e Santini nello stile libero uomini e Lamberti, figlio d’arte, nel mezzofondo maschile.

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