L’Italia è grande: Norberto Oberburger, l’oro di Los Angeles 1984 e l’Olimpo sollevato



Sono passati ormai più di 35 anni dal 7 agosto 1984, quando Norberto Oberburger portò l’Italia della pesistica per l’ultima volta (fino ad oggi) sul gradino più alto del podio ad un’Olimpiade scrivendo una pagina indelebile della storia dello sport tricolore. Il nativo di Merano classe 1960, atleta del Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco, si presentò a Los Angeles per la sua seconda partecipazione olimpica (dopo il 10° posto a Mosca 1980 nei -90 kg) nella categoria -110 kg con ambizioni molto importanti in seguito all’assenza degli atleti del blocco sovietico (ad eccezione della Romania) per il boicottaggio.

L’azzurro, reduce in quella stagione da uno splendido secondo posto agli Europei di Vitoria con 400 kg alle spalle del prodigioso russo Yuri Zakharevich, diventa padre tre giorni prima della gara olimpica (valevole anche come Campionato del Mondo) in cui parte con i favori del pronostico per strappare almeno un piazzamento sul podio. Norberto, spinto da un’ulteriore motivazione, si rende protagonista alla Loyola Marymount University di una prestazione solida che gli consente di mettere pressione a tutti i suoi avversari più temibili. Dopo aver sollevato 175 kg nello strappo (5 kg in meno rispetto all’Europeo), conclude la sua prova alzando correttamente 215 kg nello slancio e portandosi in testa alla classifica con un totale di 390 chilogrammi.

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Il gallese Gary Taylor, ritenuto uno dei possibili favoriti della vigilia, abbandona la corsa per il podio fallendo l’ultima prova di slancio a 202,5 kg e lasciando strada libera agli ultimi due atleti in gara. Già certo di una medaglia, Oberburger si deve guardare le spalle dagli ultimi due rivali per il titolo olimpico: il rumeno Stefan Tasnadi si ferma a 380 kg complessivi inserendosi in seconda piazza, mentre il padrone di casa americano Guy Carlton (alla fine medaglia di bronzo) tenta il tutto per tutto fallendo però l’ultimo esercizio di slancio da 225 kg che gli avrebbe permesso di superare il portacolori nostrano per 2,5 kg. Dopo quest’ultimo brivido, Norbert Oberburger può finalmente esplodere di gioia per un doppio trionfo (olimpico e mondiale) straordinario che lo proietta di diritto nella leggenda della pesistica italiana.

erik.nicolaysen@oasport.it

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Foto: FIPE

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