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Tennis, Boris Becker: “Sarebbe ora che la Next Gen superasse i Big-3 anche negli Slam”



Tanto tuonò che piovve. Si annunciava aria di rivoluzione prima dell’Australian Open 2020, con la cosiddetta Next Gen pronta a ribaltare le gerarchie come già minacciato ormai da anni, ma la vittoria è andata ancora una volta ad uno dei Big-3: Novak Djokovic. Il serbo, non certo passeggiando sia ben chiaro, ha superato in finale Dominic Thiem che a 26 anni e mezzo dalla “Nuova Era” è già uscito. L’austriaco ha dimostrato in più occasioni di potersi iscrivere al “Gran Ballo” ma vincere un Major è tutto un altro discorso. Quando si alza l’asticella nei grandi palcoscenici i grandi fuoriclasse fanno ancora la differenza.

Come se non bastasse Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer (che a 38 anni ha raggiunto comunque la semifinale di Melbourne) sono sempre stabilmente nei primi tre posti del ranking, ormai da tempi immemori, anche se, carta d’identità alla mano, si stanno avvicinando al momento in cui dovranno, gioco forza, dire “basta”. L’eredità sarà raccolta in tempi brevi? Il parere autorevole su questa domanda arriva da un ex tennista che in fatto di precocità non ha nulla da invidiare a nessuno, avendo vinto il suo primo Wimbledon addirittura a 17 anni: Boris Becker. 

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“Vogliamo che la Next Gen riesca a prendere il comando e sta accadendo piano piano, è un processo. Dominic Thiem ha costretto Djokovic al quinto set in Australia per esempio – le sue parole rilasciate alla stampa in occasione dei Laureus Awards, riportate da TennisWordlItalia.com – Ci sono molti giocatori di talento che sono ancora oscurati da Big 3, non c’è dubbio. È ora che qualcuno dica ai giovani di iniziare a vincere i Major perché sono abbastanza forti per riuscirci. Ma tutto inizia con il giusto atteggiamento e la giusta mentalità”.

Tra i Big-3, poi, c’è qualcuno che Boris Becker conosce alla perfezione, ovvero Novak Djokovic, che il tedesco ha allenato fino al 2016 e con il quale il rapporto è rimasto ottimo: “È un grande professionista. Sta molto attento a come conduce la sua vita, a ciò che mangia. È molto interessato allo yoga per migliorare la concentrazione, è importante per lui. Fisicamente è un giocatore unico, devi lavorare tantissimo per raggiungere quel livello. Ciò che è affascinante per me è che ha ancora molta fame, ha già vinto tantissimo, ma vuole di più”.

alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto: Lapresse

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