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“L’Italia punta in alto con Wierer, Brignone e i Fischnaller” ‘Ambesi Winter Corner’



Ambesi Winter Corner, la rubrica di approfondimento e analisi tenuta in compagnia di Massimiliano Ambesi, storica voce tecnica e opinionista di Eurosport, raggiunge la pietra miliare delle venti puntate. Curiosamente, la cifra tonda coincide con uno degli appuntamenti più ricchi di temi dell’intero inverno. Senza ulteriore indugio, andiamo a esaminare una settimana in cui sono caduti record di un certo rilievo e sono state realizzate imprese entrate a pieno titolo nella storia delle discipline olimpiche invernali.

Massimiliano, cominciamo dalla palma di AZZURRO DELLA SETTIMANA. La scelta, questa volta, non è affatto scontata.
“Effettivamente, assegnare gli abituali riconoscimenti della rubrica è tutt’altro che semplice in quanto le opzioni sono molteplici e ciascuna più che legittima. La palma di azzurro della settimana va divisa in parti uguali tra Dorothea Wierer, Federica Brignone e Roland Fischnaller, accomunati dal fatto di essere in testa alle rispettive classifiche generali di Coppa del Mondo con ottime possibilità di imporsi anche in diverse coppe di specialità”.

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Allora approfondiamo gli argomenti relativi a ognuno dei tre protagonisti, partendo da Dorothea Wierer.
“Dorothea Wierer è stata capace di alzare l’asticella rispetto alla trionfale annata 2018-2019 conclusa con un titolo mondiale, il successo nella classifica generale di Coppa del Mondo e la vittoria nella classifica di specialità dell’inseguimento.
In occasione dei Mondiali di Anterselva, ha mostrato una consapevolezza dei propri mezzi mai evidenziata con gli stessi termini nel passato. Non a caso, quando più contava è stata in grado di assumere il ruolo di principale protagonista dell’evento al pari della rivale norvegese Røiseland.
Il fatto che stia lasciando più di un segno indelebile nel biathlon a tutto tondo e nello sport italiano non può più essere messo in discussione e, a tal proposito, non mancano significative testimonianze.
–           Nessuna biathleta prima di lei aveva conquistato un titolo mondiale individuale sulle nevi in cui è nata e cresciuta. Lei ha fatto anche di più vincendone due, quasi tre…
–           Al momento, è l’unica biathleta a vantare almeno due titoli mondiali individuali in ogni categoria (youth, junior, senior), uomini o donne non fa differenza.
–           Ha una striscia aperta di 67 gare consecutive in zona punti, Giochi Olimpici compresi, nettamente la più lunga tra le biathlete in attività.
–           Per terza in Italia, ha conquistato almeno quattro medaglie nella medesima rassegna iridata di una disciplina olimpica invernale, impresa coronata in passato dalle sole Stefania Belmondo e Arianna Fontana (5).
–           Dopo Deborah Compagnoni e Stefania Belmondo, è diventata la terza atleta azzurra a vincere due titoli individuali nello stesso Campionato mondiale di una disciplina olimpica invernale.
Inoltre, grazie ai successi ottenuti ad Anterselva ha stabilito il primato italiano di vittorie stagionali nel biathlon. A parità di gare disputate, ha raccolto trentaquattro punti in più rispetto alla passata stagione ed è pienamente in corsa per vincere la seconda sfera di cristallo consecutiva, fatto che nel biathlon femminile non si verifica dal lontano 2002. Infine, potrà giocarsi carte importanti per imporsi nelle due classifiche di specialità mai vinte in carriera, sprint e mass start.
Di certo, come annunciato al termine dei Campionati mondiali, non lascerà alcunché di intentato per mantenere la leadership nella classifica generale fino alla fine e portare a casa tutti gli obiettivi a disposizione.
La grande crescita del biathlon in termini di popolarità è in gran parte da ricondurre ai suoi risultati”.

Passiamo a Roland Fischnaller, il quale si è reso protagonista di un’impresa poco pubblicizzata dai media.
“Con due gare di anticipo si è già aggiudicato il successo nella classifica di Coppa del Mondo del gigante parallelo, specialità in cui alla veneranda età di 39 anni ha letteralmente cambiato marcia vincendo tre delle cinque gare in calendario.
L’ultima affermazione, ottenuta sul tracciato che ospitò i Giochi Olimpici di PyeongChang, ha confermato per l’ennesima volta l’attuale superiorità di Fischnaller, unico capace di affrontare senza particolari patemi e con impeccabile centralità sulla tavola una competizione caratterizzata da numerosi errori per via delle condizioni del tracciato.
Al momento, è nettamente in testa alla graduatoria delle specialità in parallelo, ma, considerando che mancano ancora diversi appuntamenti alla fine della stagione, potrebbe andare in caccia del Grande Slam provando a vincere anche la classifica dello slalom, che vede attualmente in testa il veterano austriaco Andreas Prommeger, altro trentanovenne d’assalto.
Chiaramente, Fischnaller, insieme a Michela Moioli, è il principale testimonial di una disciplina che in una stagione trionfale ha già garantito alla causa italiana la bellezza di dieci vittorie e ventiquattro podi tra snowboardcross e specialità alpine. Peraltro, il record di 30 podi, Olimpiadi comprese, stabilito nella stagione 2017-2018, appare ampiamente alla portata così come quello di 13 successi. Nell’intero, panorama della tavola, tenendo in considerazione tutte le specialità, nessuna nazione vanta in questi mesi i numeri dell’Italia, né ci va vicina”.

Chiudiamo l’analisi del tris d’assi parlando di Federica Brignone, la quale potrebbe scrivere una clamorosa pagina di storia degli sport invernali italiani (e non solo).
“Senza farsi condizionare dalle assenze e dagli infortuni più o meno gravi delle avversarie, sta proseguendo nel percorso che potrebbe portarla a vincere la Sfera di Cristallo e ben tre graduatorie di specialità.
A Crans Montana è diventata la prima atleta nella storia a imporsi in quattro combinate nella stessa località, ma, soprattutto, si è portata in testa alla classifica generale di Coppa del Mondo, tornando leader a distanza di oltre quattro anni dall’ultima volta (28/11/2015, slalom di Aspen).
Forte di un ruolino di marcia senza precedenti per un’atleta azzurra, Brignone sta eguagliando e poi migliorando un primato dopo l’altro. Dopo essere diventata la prima donna italiana a scollinare oltre quota 1200, si appresta a stabilire il record assoluto di punti in quanto le mancano solo 64 lunghezze per raggiungere Alberto Tomba, che arrivò a 1362 nel 1991/1992.
Se tutto andrà come previsto e le gare verranno disputate, il sorpasso verrà confezionato proprio sulle nevi di casa di La Thuile, sede nel fine settimana di un supergigante e dell’ultima combinata in calendario.
Nella stagione in corso, ha archiviato cinque vittorie e dieci podi, diventando la seconda atleta italiana dopo Sofia Goggia (13, 2016/2017 ) a raggiungere la doppia cifra. Sul fronte dei successi ha, invece, eguagliato Karbon, Compagnoni e Kostner.
Nel fine settimana, l’obiettivo dichiarato sarà quello di incrementare il margine nella classifica generale rispetto a Mikaela Shiffrin, staccata ora di 73 lunghezze, guadagnando possibilmente ancora qualcosa su Petra Vlhova. Archiviati gli impegni di casa, potrebbe ritrovarsi anche con oltre 200 punti di margine sulle avversarie con nove gare ancora in calendario.
Rispetto al passato, ha avuto il merito di salire di colpi nella velocità proponendosi come una delle discesiste migliori su piazza. Senza dubbio, le manca ancora qualcosa in termini di scorrevolezza per riuscire a lottare ad armi pari con la concorrenza su ogni tracciato, ma in questo momento non appare così distante. Proprio i punti pesanti conquistati in discesa libera, specialità in cui le ultime dodici gare sono state vinte da undici atleti diverse, potrebbero rappresentare la chiave di volta per imporsi nella classifica generale di Coppa del Mondo.
Concludendo, alla luce della situazione attuale, il sogno di diventare la prima atleta azzurra a conquistare la Sfera di Cristallo nello sci alpino potrebbe veramente trasformarsi in realtà, ma La Thuile sarà in tal senso un crocevia fondamentale”.

Allarghiamo gli orizzonti. A chi assegni il premio di ATLETA DELLA SETTIMANA?
“A Jarl Magnus Riiber che, peraltro, in questo momento è il principale candidato al premio di atleta dell’anno nelle discipline olimpiche invernali. Il combinatista norvegese ha conquistato la seconda Sfera di Cristallo consecutiva con quattro gare di anticipo stabilendo il nuovo primato di successi in Coppa del Mondo. Nelle quindici competizioni finora passate agli archivi, ha ottenuto come peggiore risultato un secondo posto e si è imposto in tredici occasioni. Il prossimo traguardo è quello di migliorare il record di 18 podi stagionali in Coppa del Mondo, detenuto dal tedesco Eric Frenzel, ma per realizzare l’ennesima impresa non potrà sbagliare un colpo da qui a metà marzo e, soprattutto, dovrà sperare che tutte le gare si possano disputare.
Se si allarga il campo alla passata stagione, il figlio d’arte nativo di Oslo vanta una striscia di 18 podi consecutivi in Coppa del Mondo, che diventano ben 22 se si includono le gare effettivamente disputate. A conti fatti, si è al cospetto di un dominio senza precedenti.
A margine, come era giusto che fosse, la sorte lo ha insignito dell’onore di conquistare la centesima vittoria stagionale norvegese nelle discipline olimpiche invernali tra Coppa del Mondo e Campionati mondiali.
A 22 anni compiuti da pochi mesi, Riiber può già essere considerato il migliore saltatore nella storia della combinata nordica, forte di 33 successi nel segmento di gara sul trampolino contro i 23 dei più immediati inseguitori in classifica. In realtà, negli ultimi due anni, ha ampiamente dimostrato di essere un combinatista completo in grado indifferentemente di risolvere le partite a suo favore sia nel salto che su qualsiasi tracciato di sci di fondo. Una sorta di evoluzione della specie che va ben oltre quanto fatto nell’ultimo decennio prima dal francese Jason Lamy Chappuis e a seguire dal tedesco Eric Frenzel, atleti, almeno in principio, con caratteristiche speculari al norvegese e che hanno avuto un analogo percorso di crescita”.

Hai scelto Riiber come atleta della settimana e hai spiegato bene perché. Tuttavia, a questo punto ti chiedo quanto ardua è stata la tua decisione. Insomma in una settimana caratterizzata da tante imprese degne di nota, in quanti, oltre a lui, avrebbero potuto ambire al riconoscimento?
“Almeno in quattro. Ci siamo lasciati alle spalle una settimana in cui sono caduti record di un certo rilievo e sono state realizzate imprese entrate a pieno titolo nella storia delle discipline olimpiche invernali. Per questo motivo, assegnare gli abituali riconoscimenti della rubrica è stato tutt’altro che semplice in quanto le opzioni sono molteplici e ciascuna più che legittima.
La prima menzione va al canadese Mikael Kingsbury, che, grazie al successo ottenuto nella gara di Coppa del Mondo tenutasi sulle nevi di nipponiche di Tazawako, ha raggiunto i 100 podi in carriera in eventi individuali di primo livello. Il risultato è storico perché nell’ambito del settore maschile del freestyle non esistevano precedenti.
Il ventisettenne canadese sta disputando l’ennesima stagione da primo della classe e, forte di sei vittorie e due posti d’onore in otto gare, si sta avviando alla conquista della nona sfera di cristallo consecutiva, impresa che nessun uomo ha mai realizzato nella storia delle discipline olimpiche invernali. Uno dei prossimi obiettivi dell’asso delle gobbe diventerà perciò a breve quello di eguagliare l’elvetica Conny Kissling, unica ad avere vinto 10 Coppe del Mondo una dietro l’altra tra il 1983 e il 1992.
Sul medesimo piano va posto il pilota di bob tedesco Francesco Friedrich, vincitore della gara di bob a due nei Mondiali di casa di Altenberg. Nell’occasione, è diventato il primo atleta a conquistare sei titoli consecutivi nella specialità. Sul budello dove è nato e cresciuto agonisticamente, il ventinovenne di Pirna ha però voluto fare le cose in grande annichilendo la concorrenza, relegata a quasi due secondi di distacco. Friedrich si è imposto agevolmente in ogni discesa, portandosi a una sola lunghezza dal record dell’italiano Eugenio Monti, che nel bob a due vinse sette titoli di cui cinque consecutivi.
Il vero appuntamento con la storia sarà però nel fine settimana quando si disputerà la gara di bob a quattro. Friedrich, anche in questo caso detentore del titolo, andrà alla caccia del nono successo iridato in una specialità olimpica con l’obiettivo di eguagliare Eugenio Monti, detentore del primato all-time nel bob. Il fuoriclasse tedesco sta ponendo le basi per essere a breve considerato il pilota più forte e vincente di sempre. Al momento, ci sono, infatti, i presupposti affinché da qui ai Giochi Olimpici di Pechino del 2022 cadano quasi tutti i record più significativi della disciplina. Ricollegandosi al discorso effettuato per il combinatista Riiber, siamo al cospetto di una macchina ‘pressoché perfetta’, in grado di costruire indifferentemente un successo con la superiorità in fase di spinta e con la puntualità nella guida.
Ovviamente, non è stata da meno la norvegese Marte Røiseland, che passerà alla storia come la prima biathleta, uomini o donne non fa differenza, capace di conquistare sette podi in una rassegna iridata. La ventinovenne di Arendal, passo dopo passo, ha scalato le gerarchie della disciplina diventando una delle atlete di riferimento. Molto silenziosamente, si è già messa al collo nove medaglie d’oro nei Campionati mondiali portandosi in terza posizione alle spalle di Neuner e Golovina nella graduatoria del settore femminile. Inoltre, vanta un’incredibile striscia aperta di sei successi nelle prove a squadre iridate. Raro esempio di dedizione, con il passare del tempo, ha avuto la capacità di migliorare il bagaglio tecnico riuscendo a diventare competitiva su ogni fronte abbattendo uno steccato dopo l’altro. Negli ultimi Mondiali, oltre ad avere vinto la sprint, abituale specialità della casa, ha, infatti sfatato il tabù della vittoria nella mass start ed è stata terza nell’individuale, format di gara in cui non si era mai spinta oltre il decimo posto. Nelle ultime tre tappe della stagione, sarà un’avversaria assai ostica per Dorothea Wierer.
Non cito la quarta, perché a lei va dedicata l’impresa della settimana”.

Benissimo, allora parliamo di questa IMPRESA DELLA SETTIMANA. D’altronde, alla luce di quanto hai esposto, è facile capire chi manca all’appello.
“Chiaramente l’impresa della settimana è stata realizzata da Therese Johaug. La fuoriclasse norvegese ha dominato da un capo all’altro il neonato Ski Tour 2020, vincendo cinque delle sei tappe in calendario con tanto di primo successo della carriera in una prova sprint, seppure sui generis. A testimonianza dell’attuale superiorità, parla in maniera inequivocabile il margine di quasi quattro minuti inflitto alle atlete che si sono giocate la seconda piazza.
A Trondheim, sede delle ultime tappe del Tour scandinavo, Johaug ha stabilito il nuovo primato di vittorie stagionali in eventi individuali di primo livello dello sci di fondo. La trentunenne di Dalsbygda ha, infatti, archiviato in tre mesi la bellezza di 19 vittorie e 20 podi complessivi polverizzando il precedente record di 17 affermazioni.
Nella storia delle discipline olimpiche invernali, solamente l’elvetica Conny Kissling, grande interprete delle tre specialità originarie del freestyle, è riuscita a scollinare oltre quota 20, issandosi a 21. Il record appare però alla portata di Johaug, che avrà ancora a disposizione diversi tentativi per spingersi oltre.
Quello che impressiona ogni giorno di più, è la facilità con cui riesca a eccellere in entrambe le tecniche affrontando con caparbietà anche situazioni avverse, vedi il finale della gara di oltre 30 km disputata a Meraker, in cui ha saputo rispondere alla connazionale Østberg, che l’aveva quasi raggiunta sfruttando una lunga discesa.
Pressoché invulnerabile nelle competizioni con partenza in linea, nonché imbattuta dal novembre del 2018 nelle gare contro il tempo, si appresta a raggiungere i 150 podi individuali in carriera, traguardo finora alla portata di soli sei eletti. Calendario alla mano, potrebbe infrangere l’ennesima barriera tra poco meno di un mese, in occasione della 10km mass start di Canmore”.

Massimiliano, vogliamo concludere parlando di slittino? Nel weekend si sono verificati fatti eclatanti.
“Gli atleti italiani hanno approfittato, seppure non fino in fondo, della surreale situazione che si è creata a Winterberg, sede della penultima tappa stagionale del circuito di Coppa del Mondo. Le fitte nevicate di inizio settimana hanno creato una lunga serie di problemi agli organizzatori, che non sono riusciti a garantire la migliore praticabilità del budello. Di conseguenza, numerosi atleti di primo piano hanno deciso di disertare le gare per protesta. Uno dopo l’altro si sono chiamati fuori il russo Roman Repilov, l’intera squadra austriaca, tutti i doppi tedeschi, nonché Felix Loch. Per dare un’idea sulla situazione, che di certo genererà strascichi, la Germania, paese ospitante, non ha potuto prendere parte alla gara a squadre della domenica in quanto priva del doppio.
Peraltro, anche in gara non sono mancati errori generati dalle condizioni del ghiaccio e, quindi, sorprese. In primis il podio polacco nella gara di doppio e, in seconda battuta, il successo della lettone Cauce nella prova femminile. Dominik Fischnaller, in virtù del quarto posto ottenuto, si è portato a un solo punto da Repilov nella classifica generale di Coppa del Mondo e si giocherà la Sfera di Cristallo nel duello rusticano che andrà in scena a Königssee nella prima mattinata dell’imminente domenica. Sulla carta, il tracciato situato in Baviera dovrebbe avvantaggiare l’azzurro, che in passato ha archiviato risultato migliori rispetto al russo, ma la partita appare aperta. Per uscire vincitori, basterà arrivare davanti a Repilov.
A Winterberg, l’Italia ha conquistato il quarto podio in cinque appuntamenti nelle prove a squadre di Coppa del Mondo, balzando, complice l’assenza della Germania, in testa alla classifica di specialità con buon margine sulla Russia. Nell’occasione, Sandra Robatscher, finora autrice di una stagione tormentata per via di un’operazione alla spalla cui è stata sottoposta in autunno, è stata capace di alzare il volume della radio dominando la sua frazione.
In ogni caso, va rimarcato come in otto delle nove tappe stagionali, Mondiali compresi, la squadra azzurra si sia rivelata in grado di ottenere almeno un podio. Vincere due Sfere di Cristallo sulle quattro a disposizione, legittimerebbe il ruolo di terza forza in campo dietro Germania e Russia, davanti a Lettonia e Austria”.

AMBESI WINTER CORNER – PUNTATE PRECEDENTI
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paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: Massimiliano Ambesi

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