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Rugby, Sei Nazioni 2020: la Francia è l’incognita del torneo



Inizia questo fine settimana il Guinness Sei Nazioni 2020 e la Francia arriva all’appuntamento ospitando subito i favoriti al titolo, l’Inghilterra. E per i Bleus e il loro neo allenatore Fabien Galthié è subito una prova del fuoco che dirà quali siano realmente le aspettative da riporre in questa squadra. Una Francia nuova, ma soprattutto una Francia che negli ultimi anni è rimasta un’eterna incompiuta. Sarà riuscito, in pochi mesi, a fare la differenza Galthié?

Attenzione, però, perché l’obiettivo per i Blues non è certo il Sei Nazioni 2020. La scelta della FFR di affidare la squadra al nuovo tecnico e le prime convocazioni hanno un chiaro indirizzo ed è il 2023, cioè quando i Mondiali di rugby si giocheranno proprio in Francia. Un progetto ad ampio respiro, dunque, dove oggi si seminerà per raccogliere domani. Un progetto che parte da un nuovo staff tecnico e da un nuovo capitano, Charles Ollivon, che dovrà portare tranquillità in uno spogliatoio storicamente difficile da gestire.

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La lista è stata ristretta in vista dell’esordio a Parigi con l’Inghilterra, ma un altro segnale di forte discontinuità è stata la scelta di convocare ben 19 esordienti nel “gruppone” di 43 giocatori chiamati per il primo raduno della nazionale. E tra i 28 convocati per il primo match sono sette gli esordienti assoluti, cui si aggiungono altri sei giocatori con non più di tre caps con la Francia. Insomma, una formazione molto giovane e che – almeno sulla carta – dovrebbe avere anche tanto talento. Ma questo, e lo sanno bene Guy Novés e Jacques Brunel è un refrain che si dice da anni, ma i risultati non sono mai stati quelli aspettati.

I nomi da tenere d’occhio, tra quelli già noti, sono sicuramente quelli del mediano d’apertura Romain Ntamack, un numero 10 che ai Mondiali in Giappone ha saputo finalmente prendere in mano la squadra e quello di Virimi Vakatawa, centro potente ed esplosivo che sa rompere le difese avversarie in maniera pericolosa. La Francia ha dalla sua un calendario che la vedrà giocare tre volte a Parigi, anche se non saranno match interni facilissimi, perché oltre all’Inghilterra nell’ultimo turno affronterà l’Irlanda, mentre alla seconda giornata ci sarà un impegno più agile contro gli azzurri di Franco Smith.

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Foto: LaPresse

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