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Mondiale femminile di scacchi 2020: Ju Wenjun difende il titolo agli spareggi. Alexandra Goryachkina si arrende con onore



La cinese Ju Wenjun difende con successo il proprio titolo iridato nel Mondiale 2020 femminile di scacchi. Dopo una durissima e spettacolare battagia durata venti giorni la giovane sfidante 21enne russa Aleksandra Goryachkina si è dovuta infatti arrendere agli spareggi contro la più esperta ventottenne di Shanghai, che si è portata a casa la bellezza di 500.000 euro di montepremi. 

La formula del torneo prevedeva 12 sfide in classico con 90 minuti di tempo per le prime 40 mosse più altri 30 per il resto della partita, più un incremento di 30 secondi per mossa fin dalla prima. I primi sei incontri si sono disputati a Shanghai, poi ci si è trasferiti in Russia a Vladivostok per la seconda parte del torneo. A differenza del recente match maschile giocato tra il norvegese Magnus Carlsen e l’italo-statunitense Fabiano Caruana, che avevano “deluso” le aspettative con dodici patte consevutive, in questa occasione non sono mancati i fuochi d’artificio e le due avversarie si sono affrontate a viso aperto, portando a casa tre successi a testa. In particolare il finale è stato decisamente caldo e intenso, con la cinese che ha avuto la possibilità di chiudere il discorso già nelle ultime due partite ma l’arrembanza e il coraggio della giovane russa la hanno ricompensata con una strabiliante vittoria alla 12esima che ha rimandato il tutto agli spareggi odierni. L’ultima volta che un Mondiale aveva visto un pareggio grazie ad un successo nella dodicesima partita è stato nel 2004 tra Kramnik e Leko, tra le donne addirittura nel 1981.

Nella giornata odierna si è tornati così in scena per disputare le quattro partite di spareggio in Rapid, con 25 minuti totali più 10 secondi a mossa di incremento. La campionessa in carica a tempo veloce era nettamente favorita ma ha rischiato pesantemente in partita 1 di subire un clamoroso colpo da KO con il bianco, salvandosi soltanto per via di un paio di gravi errori della rivale. La terza partita si è rivelata poi quella decisiva, che ha permesso a Ju Wenjun di vincere il punto pieno e sferrare la zampata decisiva, riuscendo poi a difendersi egregiamente nell’ultimo assalto di Goryachkina col bianco nella successiva e ultima battaglia.

Ju Wenjun difende così per la seconda volta il titolo conquistato nel maggio 2018, quando ha battuto la connazionale Tan Zhongyi e difeso poi sei mesi più tardi proprio in Russia a Khanty-Mansiysk. La classe 1998 nativa di Orsk (Russia) si era invece qualificata come sfidante vincendo il torneo dei canditati lo scorso marzo a Kazan. Questa edizione ha inoltre inaugurato la nuova gestione FIDE dell’evento, che ha ristabilito il vecchio sistema di un grande torneo ogni due anni, dunque la cinese potrà godersi questo trionfo per un bel po’.

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RIEPILOGO MONDIALE FEMMINILE SCACCHI 2020 – SHANGHAI / VLADIVOSTOK – JU WENJUN (2584) VS ALEXANDRA GORYACHKINA (2578)

PARTITA 1: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1/2 – 1/2 

Il Campionato del mondo FIDE femminile 2020 è iniziato con una durissima battaglia durata 97 mosse e terminata in pareggio. Goryachkina, col bianco, ha optato per un classico gambetto di donna rifiutato, dove si sono ben presto scambiate le regine. La russa ha subito ottenuto una migliore struttura pedonale ma il suo cavallo si è ben presto rivelato più potente dell’alfiere avversario. Per questo nel finale è stata Goryachkina ad affondare di più e tentare qualche via verso la vittoria muovendo ben 45 volte il suo pezzo leggero, ma alla fine ha dovuto rinunciare e accontentarsi del mezzo punto.

 

PARTITA 2: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1/2 – 1/2 

97 mosse per la prima patta, 40 per la seconda: Ju Wenjun ha optato per un cambiamento radicale sulla scacchiera, portandosi su una Partita Spagnola con la variante aperta della Difesa Berlinese. Nessuno reale spiraglio lungo tutto l’arco della partita, anche in considerazione della continuazione scelta, che quasi sempre porta a una patta, come hanno sperimentato coloro che l’hanno giocata ad altissimo livello. Data l’impossibilità di penetrare nei due schieramenti, l’equa divisione del punto è arrivata per ripetizione di posizione.

PARTITA 3: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1/2 – 1/2 

La terza partita non è stata molto diversa dalle prime due e ancora una volta le due avversarie si sono portate in posizione di patta abbastanza presto. Goryachkina ha provato a mettere un po’ di pressione a Ju ripetendo la stessa apertura della prima partita, ma la cinese ha optato per una prosecuzione differente passando ad una variante comune del gambetto di donna accettato. La russa ha preso iniziativa e un leggero vantaggio nel mediogioco ma non è stato sufficiente per scardinare la difesa avversaria e alla 85esima mossa le due si sono strette la mano.

PARTITA 4: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1 – 0 

La prima vittoria se l’è portata a casa la cinese, in una battaglia durata 63 mosse. La Difesa Slava si è presto tramutata in un finale di Donna e pedoni (5 contro 5), in cui la cinese ha mancato un’opportunità per chiudere la contesa, già in posizione superiore, dopo il 46° tratto, ma non ha fallito il cambio delle Donne al 51°, che, insieme a un trattamento molto migliore del finale, le ha regalato il primo vantaggio nella contesa.

PARTITA 5: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1 – 0

Dopo la pesante sconfitta nel turno precedente Goryachkina era chiamata alla reazione e non ha deluso le aspettative. L’apertura inglese 1.c4 non è mai stata il cavallo di battaglia della russa e questo naturalmente Ju lo sapeva benissimo, restando sorpresa ma rispondendo in maniera classica 2.Cf6. Fin da subito si è potuto intuire che sarebbe stata una partita esplosiva e certamente poco noiosa, con il re nero molto esposto a centro della scacchiera e la cinese costretta a sacrificare una torre per un alfiere e un pedone per cercare un piccolo controgioco. Nonostante la posizione giocabile è arrivato un errore alla mossa 34, e Goryachkina ha sfruttato l’occasione per volare verso una fondamentale vittoria.

PARTITA 6: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1/2 – 1/2 

Un’altra partita dalla durata quasi infinita: dopo le 97 mosse della prima, stavolta ne sono arrivate 105, che hanno portato allo stesso risultato, quello della patta. Le due sono ritornate sulla Berlinese, stavolta nella sua versione più conosciuta. Sostanzialmente opposti i piani: la cinese ha cercato l’attacco sull’ala di Donna, la russa su quello di Re. Il Bianco è rimasto con l’Alfiere delle case scure, il Nero con il Cavallo: le strutture pedonali non hanno consentito evoluzioni significative, ma Goryachkina ha provato comunque, seppur inutilmente, a trovare una debolezza. Prima dell’arrivo della regola delle 50 mosse (per la quale, al 50° tratto senza catture o mosse di pedone, è patta), è giunta l’equa divisione del punto.

PARTITA 7: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1/2 – 1/2

Dopo i sei match giocati a Shanghai ci si è trasferiti a Vladivostok per la restante metà di questo Campionato del mondo FIDE femminile 2020. La partita di re della cinese è stata contrastata dalla difesa berlinese della russa, un’apertura nota per essere molto pattaiola. Ju ha deciso allora di evitare le classiche varianti per provare a raccogliere più del mezzo punto ed è riuscita a procurarsi un ottimo vantaggio di spazio. Nonostante l’iniziativa del bianco però, la 21enne russa ha resistito ottimamente ad ogni attacco e si è arrivati ad un finale di due torri che, una volta scambiate non hanno lasciato altra scelta che la stretta di mano.

PARTITA 8: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1 – 0

L’ottava partita ha segnato l’ingresso nel match mondiale della linea posizionale del Gambetto di Donna rifiutato, in una variante giocata con il Nero, tra gli altri, dal nostro Luca Moroni e dall’inglese Michael Adams. Goryachkina si è presto ritrovata con un attacco difficile da fermare, soprattutto con la struttura pedonale, sottolineato dall’ottima ventiseiesima mossa. La posizione di Ju Wenjun è crollata molto presto, sotto la doppia spinta della pressione esercitata dalla russa e dell’inesorabile scorrere dell’orologio. Alla quarantacinquesima mossa, è stato certificato il vantaggio di Aleksandra Goryachkina.

PARTITA 9: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1-0

La cinese aveva disperatamente bisogno di una vittoria con il bianco per riequilibrare le sorti del match, decidendo così per evitare linee troppo tradizionali e conosciute per cercare di sorprendere l’avversaria. L’apertura Reti 1.Cf3 è stata seguita infatti da 2.b3 e Goryachkina è parsa fin da subito stupita. Ju ha cominciato il suo attacco non appena sistemata e solidificata la propria particolare posizione, sacrificando una torre per un alfiere e un pedone. Sono iniziati dei veri fuochi d’artificio dove la Goryachkina ha anche avuto la possibilità (con 28.Db4) di prendere un vantaggio decisivo, ma alla fine la pressione ha giocato in favore della cinese che è riuscita a riequilibrare il materiale e poi vincere alla grande un delicatissimo finale.

PARTITA 10: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 0 – 1

Per la seconda volta consecutiva, Goryachkina ha scelto di giocare la linea posizionale del Gambetto di Donna rifiutato. Questa volta, però, tutto è sembrato andare nella quasi totalità della partita verso una patta blanda, che avrebbe mantenuto la situazione del match in parità. All’improvviso, sulla scacchiera si è materializzato il disastro per Goryachkina alla mossa numero 53, in cui, in un finale di Torri, ha risposto a uno scacco con l’assai discutibile 53. Rb4, concedendo fatalmente spazio al pedone c del Nero per andare via. La russa ha abbandonato nel giro di poco tempo, concedendo così il vantaggio a Ju Wenjun.

PARTITA 11: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1/2 – 1/2

Come era ampiamente prevedibile l’unicesima sfida si è chiusa in parità e tutto è stato rimandato alla prossima e ultima sfida dove la russa, indietro di un punto pieno, avrà a disposizione il bianco per giocarsi il tutto per tutto e cercare di raggiungere i playoff. Una tradizionalissima partita spagnola che ha lasciato davvero pochi spunti di riflessione, con l’equilibrio del match che non si è mai spostato dalla parità assoluta neanche per una singola mossa. Dopo aver cambiato tutti i pezzi ad eccezione di due alfieri opposti rimasti sulla scacchiera, i due re si sono fiondati al centro e alla 40esima mossa (la prima possibile) è stata subito dichiarata la patta per accordo.

PARTITA 12: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1 – 0

Venti giorni di infuocato scontro sulla scacchiera sono arrivate all’ultimo atto in classico. Goryachkina era costretta a vincere da bianco per andare agli spareggi e sapeva di non poter fallire l’occasione. E lo ha fatto. La russa ha optato per l’interessante variante Chigorin-Ponziani della partita di donna e la sorprendente scelta ha subito pagato i dividendi, in quanto Ju ha pensato per ben 20 minuti prima di giocare 2.Cf6. Un’apertura tagliente che ha colto impreparata la cinese, non solo ben presto in carenza di tempo ma attaccata attivamente anche da entrambi i lati della scacchiera. Goryachkina ha sacrificato un pedone per consolidare l’iniziativa e distruggere la struttura avversaria, poi con un errore alla mossa 30 il castello è crollato. Ju ha ceduto alla pressione e alla 60esima mossa è stata costretta alla resa.

SPAREGGI RAPID – PARTITA 1: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1/2 – 1/2

Si è passati dunque agli spareggi in rapid, quattro incontri con 25 minuti totali più 10 secondi di incremento per ogni mossa giocata. Ju ha optato per un attacco est-indiano ma la pressione ancora una volta è caduta ben presto sulle sue spalle. Nel mediogioco Goryachkina ha preso un vantaggio posizionale piuttosto netto ma questa volta nel suo attacco ci sono state un paio di inaccuratezze pesanti che hanno permesso all’avversaria di rientrare lentamente nel match e strappare un fondamentale mezzo punto.

SPAREGGI RAPID – PARTITA 2: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1/2 – 1/2

Il secondo atto si è giocato invece su una partita inglese subito traslata in un gambetto di donna rifiutato. La difesa della cinese è stata molto solida per gran parte della partita, ancora una volta è stata la russa ad avere qualche piccolissima chance nel finale quando è riuscita ad avvantaggiarsi di un pedone, ma il finale restava molto complicato da chiudere perfettamente e anche in questo caso alla fine si è divisa la posta in palio.

SPAREGGI RAPID – PARTITA 3: Ju WenjunAlexandra Goryachkina 1 – 0

Confidente di aver imparato dai propri errori Ju ha deciso di ripetere la stessa identica manovra d’apertura della partita 1 di spareggio. Questa volta è riuscita ad entrare nel mediogioco in maniera decisamente propositiva, creandosi un buon attacco sul lato di re. La difesa non è il piatto principale del menu di Goryachkina e lentamente il vantaggio della cinese è cresciuto, diventando ben presto vincente. Un grosso bluder alla mossa 42 ha consegnato le chiavi della partita a Ju senza neanche passare per il finale e ancora una volta Goryachkina si è messa spalle al muro per la prossima ultima partita.

SPAREGGI RAPID – PARTITA 4: Alexandra GoryachkinaJu Wenjun 1/2 – 1/2

Fedele allo schema appena giocato dalla sua avversaria, anche Goryachkina ha pensato di replicare la partita inglese trasposta in gambetto di donna rifiutato già giocato nel secondo match. Ancora una volta la russa si è dimostrata volenterosa e coraggiosa, sacrificando un pedone per aprire la struttura nemica, ma come avvenuto in partita 1 l’attacco non è stato preciso e Ju ha riequilibrato la tensione. Dopo un altro paio di timidi tentativi la posizione è diventata perfettamente pari e la cinese ha potuto cominciare la festa.

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Foto: wwcm2020.FIDE

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