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Nuoto, Europei Glasgow 2019. Martina Carraro e una seconda parte di carriera da campionessa. E a Tokyo 2020 si può sognare…



Ha sognato per tanti anni questi momenti e, quando sembrava quasi impossibile che potessero arrivare, ha toccato il cielo con un dito Martina Carraro, che esce da Glasgow con altre tre medaglie pesanti che vanno ad aggiungersi ai bronzi in vasca corta e lunga che hanno reso l’ultimo anno della genovese di stanza a Imola straordinario.

Proprio il trasferimento a Imola ha segnato il confine della carriera di Martina Carraro. Cesare Casella l’ha presa sotto la sua ala, Fabio Scozzoli ha messo su il carico da novanta trasmettendole i segreti del mestiere da ranista di altissimo livello e lei ha risposto diventando una delle migliori raniste al mondo, titolo certificato dai successi dell’ultimo anno, vissuto con una continuità di risultati e di prestazioni impressionante.

A Glasgow non si è vista la migliore Martina Carraro dell’anno dal punto di vista cronometrico. La ranista genovese a Gwangju aveva strabiliato soprattutto sui 100 tenendo il ritmo delle più forti al mondo, Lilly King compresa e in autunno aveva ritoccato per due volte il record italiano dei 100 in vasca corta. In Scozia si è “limitata” a vincerli da favorita, i 100. senza tempi straordinari, per poi stupire tutti nei 200 con una prestazione maiuscola, da record italiano, che le è valsa anche la medaglia in una specialità che non è mai stata la sua prediletta.

Insomma la “Re Mida” della rana italiana è lei: cambiano le rivali, anche in casa (Pilato nei 50, Castiglioni nei 100, Fangio nei 200) ma Martina Carraro è sempre protagonista ad alti livelli sulle tre distanze di cui è campionessa italiana in carica. E adesso il pensiero vola a Tokyo. Da giovedì tenterà di prendersi già la qualificazione per togliersi un peso: la condizione c’è, il passaggio da corta a lunga non sembra essere un problema e dunque l’operazione olimpica potrebbe scattare da subito con una programmazione di sette mesi finalizzata solo a quell’appuntamento, nel quale potrebbe anche provare a bissare 100 e 200 come ha fatto a Glasgow, puntando in primis sulla distanza più corta e in subordine a quella più lunga. La concorrenza, sia chiaro, non manca di certo ma si parte da una base alta: il terzo posto di Gwangju dove le rivali c’erano tutte e sognare in grande si può.

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Foto: Enrico Spada

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