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Miglior allenatore del 2019 – Oscar OA Sport: Sandro Campagna in Paradiso, il miracolo di Obletter, la magia di Fefé



L’Italia può contare su validissimi allenatori ed è anche per merito loro se il nostro Paese ha ottenuto degli ottimi risultati sportivi nel corso del 2019. Leader in campo e nello spogliatoio che hanno saputo guidare le proprie squadre, i propri atleti e le proprie Nazionali verso i massimi traguardi in una stagione davvero indimenticabile. OA Sport assegna l’Oscar 2019 al migliore allenatore dell’anno: di seguito la nostra top 5.

 

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OSCAR OA SPORT 2019, MIGLIOR ALLENATORE:

PRIMO POSTO – SANDRO CAMPAGNA:

Il Messia della pallanuoto italiana, il Re Mida indiscusso, il Maometto capace di guidare il suo popolo verso La Mecca. Non è blasfemia, il Colosso Siciliano ha ancora una volta ribadito di essere un tecnico impareggiabile, un maestro della panchina, un leader indiscusso, un faro trascinatore, l’uomo in grado di spronare un giovane Settebello che a Gwanjiu compie l’impossibile e si laurea Campione del Mondo. Una squadra giovane e con poca esperienza internazionale riesce a sfruttare al meglio le nuove regole e mette in ginocchio tutte le avversarie tornando sul tetto del pianeta dopo otto anni quando c’era sempre Sandro Campagna in panchina, iridato anche da giocatore a Roma 1994 e Campione Olimpico a Barcellona 1992. Tutto il mondo è ai piedi di questo gigante buono capace di vedere schemi e tattici invisibili ai più, di sorprendere tutti i rivali, di impostare un gioco fatto di sostanza e sagacia che ha permesso a un Settebello mitologico di fare suonare l’Inno di Mameli in Corea del Sud.

 

SECONDO POSTO – ENRICO OBLETTER:

Si vola alle Olimpiadi! L’Italia del softball stacca il pass a cinque cerchi dominando il torneo di qualificazione andato in scena in Olanda, nella tana delle storiche rivali. La nostra Nazionale, nonostante i ridottissimi mezzi economici e le tantissime difficoltà nel percorso di preparazione, ha ribadito ancora una volta di essere davvero una potenza mondiale nel batti e corri in rosa offrendo delle prestazioni sublimi che hanno esaltato tutti gli appassionati. Le ragazze ci hanno messo del loro incantando sul diamante con delle prove tecniche davvero eccezionali ma la guida del tecnico è stata sicura, tenace, solida, stimolante, confortante: un allenatore dal peso specifico importante che ha saputo allestire una formazione di elevata qualità in grado di giocarsela davvero con chiunque e in qualsiasi contesto, arricchita anche da alcune oriunde scovate proprio dal magico Obletter. L’obiettivo dell’anno era la qualificazione ai Giochi ma non va assolutamente dimenticato che l’Italia ha vinto anche gli Europei demolendo l’Olanda in finale e balzando così in testa all’albo d’oro di tutti i tempi (11 titoli contro i 10 delle tulipane).

 

TERZO POSTO – FERDINANDO DE GIORGI:

Veni, vidi, vici. Il motto perfetto per Fefé che si siede sulla panchina di Civitanova a metà dicembre 2018: la gestione Medei ha fatto disastri, la Lube è in grande difficoltà è c’è bisogno di una guida solida per risorgere. Uno dei mitici uomini della Generazione di Fenomeni si conferma un grandissimo allenatore dopo aver già vinto in passato con la società marchigiana e riesce a confezionare la stagione perfetta: scudetto, Champions League, Mondiale per Club nel volley. I biancorossi realizzano l’indimenticabile Slam ed entrano nella storia della pallavolo: a maggio si rendono protagonisti di una settimana indimenticabile, prima espugnando il campo di Perugia in un’emozionante gara-5 di Finale per il tricolore e pochi giorni dopo surclassano lo Zenit Kazan laureandosi Campioni d’Europa. A dicembre arriva la ciliegina del titolo iridato, conquistato a Betim contro il Sada Cruzeiro padrone di casa: la bacheca si apre per accogliere l’unico trofeo che mancava nella storia di un club glorioso tornato a essere vincente dopo aver perso una vagonata di atti conclusivi nelle più svariate competizioni.

 

QUARTO POSTO – DANIELE SANTARELLI:

La sua consacrazione arriva a dicembre quando trascina Conegliano sul tetto del Pianeta, il Mondiale per Club di volley mette in mostra tutte le sue doti di tecnico: nella semifinale contro il VakifBank dà la sveglia alle ragazze nel momento più difficile (10-14 nel tie-break) guidandole verso una rimonta da brividi, nell’atto conclusivo è il perfetto condottiero che guida la sua formazione verso il trionfo contro una corazzata chiamata Eczacibasi. Sarà anche “semplice” vincere avendo a disposizione fenomeni come Paola Egonu, Miriam Sylla, Joanna Wolosz, Kimberly Hill e via dicendo ma è tutt’altro che facile gestire un sestetto di questo calibro. Indimenticabile la conquista dello scudetto dopo una stagione dominata in lungo e in largo, rimane l’amarezza per averso perso la Finale della Champions League ma quel giorno Novara era probabilmente insuperabile con una Egonu straripante prima proprio di vestire la casacca delle indomabili Pantere.

 

QUINTO POSTO – EMILIANO DEL DUCA:

L’Italia del beach soccer torna a giocare la Finale del Mondiale dopo addirittura undici anni e molto del merito è di questo tecnico coriaceo, grintoso e motivante che ha saputo guidare al meglio gli azzurri, sicuramente non i tra i grandi favoriti della vigilia nonostante due terzi posti consecutivi. Gabriele Gori e compagni emozionano già nel girone battendo i vicecampioni di Tahiti, poi nella fase a eliminazione diretta regalano due rimonte trionfali contro Svizzera e Russia ma poi si devono arrendere al Portogallo portando comunque a casa un pesantissimo argento.

 

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Foto: Lapresse

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