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Pattinaggio di figura, Rostelecom Cup 2019: Boikova-Kozlovskii si prendono la scena, il cuore non basta per Medvedeva. Le impressioni della quinta tappa del Grand Prix



Sarà una tappa che ricorderemo a lungo la quinta del circuito ISU Grand Prix 2019-2020 di pattinaggio di figura, la Rostelecom Cup, andata in scena lo scorso fine settimana presso la MegaSport Arena di Mosca; non tanto per il dominio assoluto dei pattinatori di casa, bravissimi a conquistare il gradino più alto del podio in tutte e quattro le specialità registrando una tripletta nel singolo maschile e due doppiette nel femminile e nelle coppie, ma per due avvenimenti che, per ragioni diverse, verranno richiamati alla memoria.

La prima riguarda il responso sul campo nelle coppie d’artistico con il trionfo assoluto di Aleksandra Boikova-Dmtrii Kozlovskii, i quali si sono imposti con ampio merito sui più navigati Evgenia Tarasova-Vladimir Morozov. Gli atleti di San Pietroburgo hanno letteralmente mandato in visibilio il pubblico presente confezionando due prove impeccabili in entrambi i segmenti, costruiti dal team in modo sopraffino: quello che colpisce di questa giovane coppia, formatasi soltanto nel 2015, non è tanto la caratura tecnica dei programmi, impreziositi dalla grande qualità degli elementi con una particolare ricerca nei sollevamenti, bensì l’atteggiamento propositivo: la loro voglia di spaccare il mondo e di prendersi la leadership interna in casa rimarranno ben impressi nei nostri ricordi, esattamente come la gioia incontenibile di Dmtrii alla fine del programma libero.

Quanto detto acquisisce ancora più valore se consideriamo che gli allievi di Artur Minchuk e Tamara Moskvina hanno superato dei Tarasova-Morozov in netta ripresa, rimasti leggermente attardati esclusivamente per via dei due salti in parallelo non eseguiti al meglio nel segmento più lungo. La settimana scorsa, commentando la Cup Of China, abbiamo frettolosamente archiviato il discorso riguardante Wenjiin Sui-Cong Han etichettandoli come atleti senza rivali in stagione, un po’ come Gabriella Papadakis-Cizeron nella danza. Aleksandra e Dmitrii ci hanno prontamente smentiti. Saranno loro, con tutta probabilità, i principali antagonisti dei Vice Campioni Olimpici dopo solo tre anni di attività, aspetto non banale. I prossimi appuntamenti in questo senso saranno cruciali: il banco di prova sarà infatti la Finale di Torino e, soprattutto, i Campionati Nazionali Russi, ultimo test per stabilire in maniera ufficiale le gerarchie in casa Russia.

Il secondo caso riguarda il settore femminile. A Mosca, nonostante la migliore performance del periodo Post Olimpico, l’acclamatissima Evgenia Medvedeva si è piazzata al posto d’onore staccata di ben undici punti da Alexandra Trusova, per l’occasione artefice di ben due cadute, una nel quadruplo salchow e l’altra nel triplo rittberger combinato con il triplo lutz.

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Questo risultato la dice lunga sulla situazione attuale; per poter provare a impensierire fuoriclasse come Trusova, Kostornaia o Shcherbakova, bisogna essere in possesso di ben altri elementi tecnici come, ad esempio, il triplo axel o almeno un salto quadruplo. Per questo motivo le uniche pattinatrici che in questo momento possono quantomeno solo provare a mettere il bastone tra le ruote alle atlete citate sono la giapponese Rika Kihira e la russa Elizaveta Tuktamyseva, quest’ultima però disgraziatamente fuori dalla Finale. Gettare il cuore oltre l’ostacolo, come ha fatto Zhenya nell’appuntamento di casa commuovendo spettatori a addetti ai lavori, non basta più. È ormai iniziata una nuova era, dunque una nuova sfida, ed è arrivato il momento di adeguarsi. 

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Foto: International Skating Union (Figure Skating, free editorial use)

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