Ciclismo, i giovani italiani più interessanti da seguire nel 2020 tra gli Under23. Aleotti punta, Fancellu e Frigo pronti a consacrarsi



Il movimento ciclistico giovanile italiano, negli ultimi tempi, dopo un periodo buio, ha, finalmente, ricominciato a produrre talenti di un certo spessore. Non a caso, infatti, il titolo Mondiale U23, nel 2019, grazie a Samuele Battistella, è tornato nel Bel Paese dopo ben 17 anni dall’ultima volta. Nonostante l’iridato sopraccitato e tanti altri grossi nomi della categoria come Alberto Dainese, campione d’Europa in carica degli ex Dilettanti, Andrea Bagioli e Alessandro Covi siano passati professionisti, anche nel 2020 ci saranno svariati corridori interessanti da seguire al piano inferiore.

Ovviamente non si può non citare per primo quel Giovanni Aleotti, capitano del Cycling Team Friuli, già capace di piazzarsi 2° al Tour de l’Avenir e di vincere il Trofeo Edil C. Giovanni è un corridore completo, forte su salite lunghe e brevi, adatto a corse a tappe e a gare in linea impegnative, non a caso, è anche arrivato sul podio al Palio del Recioto, al Giro del Belvedere e al GP di Poggiana, e se la cava discretamente sia allo sprint che a crono, specialità ove è vice-campione italiano. Un profilo che può ricordare quello di Julian Alaphilippe, per capirci (senza voler, ovviamente, mettere a confronto il talento dei due). Nel 2020 i suoi obiettivi, per forza di cose, saranno molto ambiziosi. Proverà, verosimilmente, a vincere almeno uno tra Giro d’Italia U23 e Tour de l’Avenir, infatti, senza, ovviamente, dimenticare le grandi classiche di categoria.

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Atteso alla consacrazione definitiva, nel 2020, è Marco Frigo, vincitore del titolo italiano al primo anno tra gli U23. La maglia tricolore, dopo una stagione d’esordio tra gli ex Dilettanti che lo ha visto anche giungere 2° al Trofeo Alcide de Gasperi, 3° alla Bassano-Monte Grappa e 4° con podio nella frazione che arrivava sul Nevegal al Giro del Veneto, ha deciso di lasciare la Zalf e trasferirsi alla Seg Racing Academy, continental olandese che già ha sgrezzato Edoardo Affini e Alberto Dainese. C’è da dire che Marco ha caratteristiche ben diverse dai due nomi appena citati, essendo, per lo più, uno scalatore. Ma la corazzata dei Paesi Bassi è un ottimo team di sviluppo a tutto tondo, in cui avrà modo di crescere come atleta a 360 gradi. Al momento Frigo è già molto forte in salita, basti vedere i risultati di cui sopra, ma può ancora migliorare molto sotto tutti quei piccoli aspetti che rientrano nella conoscenza empirica delle due ruote e che fanno la differenza tra vincere e piazzarsi. Militare nella SEG, oltretutto, gli darà modo anche di fare qualche corsa nel Nord Europa, ove mancano le lunghe ascese che ama, ma ci sono tutte le condizioni per imparare a muoversi nel plotone nel miglior modo possibile.

Un altro ragazzo, coetaneo di Frigo, molto forte in salita che corre all’estero è Alessandro Fancellu. Dopo un primo anno di apprendistato nella Kometa U23, il sodalizio del duo Basso-Contador, il comasco è stato promosso alla filiale continental del team, ovvero la Kometa-Xstra. Nella sua stagione d’esordio nella categoria, Fancellu ha corso per lo più in Spagna, proponendosi da subito come uno dei nomi di riferimento per le corse a tappe delle penisola Iberica. Infatti, è giunto 9° alla Vuelta al Bidasoa, 4° alla Volta a Galicia e alla Vuelta a Palencia e ha vinto la Vuelta a Leon staccando tutti sul Puerto de los Ancares, salita che fu teatro di un grande duello tra Froome e Contador alla Vuelta 2014. Il 2020, salvo imprevisti, sarà l’anno dell’esordio nelle grandi gare riservate agli u23 come Giro d’Italia U23, Tour de l’Avenir e Giro della Valle d’Aosta. Ed è lecito aspettarsi ottimi risultati, dato che Alessandro, quando la strada si impenna, ha una marcia in più.

Sempre rimanendo in tema uomini da corse a tappe, faranno un altro anno nella categoria sia Filippo Conca che Kevin Colleoni della neonata Biesse Arvedi. Il primo è un passista-scalatore dal fisico imponente che fa della solidità il suo punto di forza. Nel 2019 è arrivato 5° al Giro U23 e 7° al Valle d’Aosta. Il secondo, invece, è un agile camoscio dai grandi colpi, ma ancora molto discontinuo. Alla Corsa Rosa di categoria non ha fatto classifica, ma è stato il migliore dei non colombiani sia nella frazione con il doppio Mortirolo sia in quella che prevedeva l’arrivo sul Fedaia. Nel resto della stagione, invece, si è piazzato 2° al GP Capodarco, 4° al Giro del Friuli e al Palio del Recioto e 5° al Trofeo Città di San Vendemiano.

Tra gli sprinter, col passaggio di categoria di Dainese e Venchiarutti, l’uomo più atteso è l’ex campione d’Europa juniores di Herning 2017 Michele Gazzoli, trasferitosi dalla Kometa al vivaio della Deceuninck Quick-Step, ovvero il Team Monti di Wladimir Belli e Riccardo Magrini, in cerca del salto di qualità dopo due anni in chiaroscuro. Michele, in passato anche campione continentale su pista, è un corridore velocissimo, ma nel primo biennio tra gli U23 non è riuscito a esprimersi come si sperava, nonostante sia andato in crescendo nella seconda stagione, ove ha conquistato il podio all’Etoile d’Or e ha fatto 9°, tirando lo sprint al vincitore Dainese, all’Europeo. Sempre in casa Team Monti, occhio anche a Gabriele Benedetti, gioiellino strappato alla Mastromarco di Vincenzo Nibali. Gabriele è uno scalatore che da junior ha vinto il Giro del Nordest Italia ed è arrivato 6° ai Mondiali di Innsbruck. Nel 2019, all’esordio tra gli ex Dilettanti, è stato capace di conquistare due gare.

Meritano un paragrafo, ovviamente, anche i vari talenti che dalla categoria junior hanno fatto il salto in Colpack. Spiccano i quotatissimi Andrea Piccolo, campione d’Europa a cronometro e vincitore del Giro della Lunigiana 2019, Antonio Tiberi, iridato di categoria nelle prove contro il tempo, e Alessio Martinelli, secondo sia al sopraccitato Lunigiana che nella corsa in linea dei Mondiali dello Yorkshire. Oltre a loro, molto interessanti sono anche lo sprinter Tomas Trainini, 13 successi tra gli junior nella passata stagione, Sergio Meris, vincitore a Montelupone e al Trofeo Emilio Paganessi, e l’altra ruota veloce Francesco Dalla Lunga, quattro primi posti nel 2019.

Arriva dagli junior, ma non correrà in Colpack, invece, il promettente scalatore potentino Alessandro Verre, nome da seguire subito con attenzione, il quale ha firmato col Team Casillo Petroli Firenze-Hopplà. L’anno scorso ha vinto ben 7 gare, tra cui spicca il Trofeo Graziano Battistini, ove ha staccato tutti sulla salita di Fosdinovo. Nella sua nuova squadra, peraltro, troverà anche un veterano della categoria come Marco Murgano, già sul podio a Edil C, Capodarco e San Vendemiano, atteso da un 2020 da grandissimo protagonista. Dovrebbero correre con Verre e Murgano, secondo quanto riporta Spaziociclismo.it, anche quattro interessantissimi ex Zalf, vale a dire Alex Tolio, Samuele Carpené, Edoardo Francesco Faresin e Pasquale Abenante. Tutti atleti abili in salita, i primi due classe ‘2000 e gli altri due ’98. L’ultimo, in particolare, ha già ottenuto ottimi risultati tra cui brilla un bel 4° posto a Capodarco.

Parlando di corridori all’ultima stagione tra gli U23, ma spostandoci al team Inemiliaromagna, impossibile non citare Manuele Tarozzi, nel 2019 2° alla Piccola Sanremo e 1° al Giro delle Valli Aretine e al Piccolo Giro dell’Emilia. Anche per Manuele, l’annata che ci aspetta, si prospetta quella del definitivo salto di livello. Sempre tra i ragazzi più “esperti”, ci sono molte aspettative anche per Davide Bais del Team Friuli, fratello di Mattia dell’Androni, ciclista molto adatto alle gare in linea che presentano tracciati collinari. Per quanto concerne i friulani, occhio anche a un altro atleta che ha deciso di emigrare dalla Zalf, vale a dire Andrea Pietrobon, corridore classe 1999 fatto, anch’egli, dal sarto per le classiche più dure, come dimostrano le top-10 al Palio del Recioto e alla Bassano-Monte Grappa.

Correrà per la Groupama-FDJ, per il secondo anno consecutivo, un altro rappresentante di quella classe 2000 che sembra decisamente promettente, vale a dire Mattia Petrucci, terzo classificato dell’ultimo Piccolo Giro di Lombardia, corridore forte in salita, ma dotato anche di buono spunto veloce, che potrebbe primeggiare nelle classiche. Discorso molto simile per il coetaneo Martin Marcellusi, già conquistatore della Milano-Empoli, che nel 2020 sarà il leader della Mastromarco di Vincenzo Nibali. Cambia squadra, passando dalla Kometa alla Dimension Data for Qhubeka, voglioso di rigenerarsi dopo una prima stagione nella categoria ben al di sotto delle aspettative, quel Samuele Rubino da tutti considerato uno dei talenti più pregiati del ciclismo italiano. Samuele è un atleta forte su salite lunghe e brevi e dotato di grandissima esplosività. Da sempre è un eclettico, da cui non sai mai cosa aspettarti, se ritroverà il colpo di pedale che aveva tra gli junior, potrà essere una delle più belle sorprese della stagione che verrà.

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luca.saugo@oasport.it

Twitter: @LucaSaugo

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Foto: Twitter Tour de l’Avenir

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