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Ciclismo, Mondiali 2019: il borsino dei convocati dell’Italia. Il più in forma e le incognite



Con Vincenzo Nibali che ha annunciato la sua rinuncia a partecipare ai Campionati del Mondo di ciclismo su strada che si terranno domenica 29 settembre nello Yorkshire, sono rimasti in 15, tra i preselezionati dal CT Davide Cassani, a giocarsi un posto negli otto che rappresenteranno l’Italia. Di seguito, con il nostro borsino, andiamo ad analizzare uno per uno, dunque, i nomi che potrebbero far parte delle squadra azzurra finale, concentrandoci sui punti di forza e sullo stato di forma di ognuno.

Matteo Trentin: Trentin è sicuro del ruolo da capitano della nazionale azzurra. Non poteva essere altrimenti dato che, grazie al suo ottimo spunto veloce abbinato alla grande capacità di difendersi su salite brevi, è perfetto per il circuito. Matteo, inoltre, è supportato da una grandissima condizione. Al Tour de France ha vinto in solitaria la tappa di Gap, mentre al recente Tour of Britain è stato 2° in classifica generale, alle spalle del solo Mathieu Van der Poel, e ha conquistato una frazione allo sprint.

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Diego Ulissi: Anche Ulissi è sicuro di avere un ruolo importante al prossimo Mondiale che si è guadagnato a suon di grandi prestazioni. Diego, infatti, il qua già stava facendo una spendida annata, impreziosita dalla vittoria al Giro di Slovenia e dal 3° posto alla Freccia Vallone, ha palesato una gamba stellare nelle recenti classiche canadesi. 4° nel più semplice Gp de Quebec e 2° nel più duro Gp de Montreal. Pochi, oggi come oggi, vanno più forte di lui e sul tracciato britannico potrebbe provare ad anticipare la volata portando via un gruppetto.

Alberto Bettiol: Qua veniamo ad una nota un po’ più dolente, poiché Bettiol, che sarebbe perfetto per il tracciato dello Yorkshire, negli ultimi mesi non si è quasi mai visto, causa problemi fisici. Al GP de Quebec aveva colto un buon dodicesimo posto, ma non si è confermato a Montreal ove non è riuscito a rimanere coi migliori. Il CT Davide Cassani lo ha convocato per l’odierna Coppa Sabatini, classica premondiale a cui partecipa una selezione rappresentante la nazionale italiana, evidentemente vuole vederlo da vicino per decidere se portarlo o meno.

Giovanni Visconti: Il veterano siciliano sta benissimo e ha rilanciato alla grande le sue quotazioni nelle classiche premondiali italiane. Proprio ieri, oltretutto, è riuscito a vincere il Giro di Toscana, strappando, salvo catastrofi, il pass per lo Yorkshire. Un uomo d’esperienza come lui è perfetto, inoltre, per recitare il ruolo di regista in corsa tanto caro al CT Davide Cassani.

Davide Cimolai: Il friulano, negli ultimi mesi, ha dimostrato di godere di uno stato di forma celestiale. Al Tour de Wallonie ha vinto una tappa e al recente Tour of Britain ha raccolto sei top-5. Inoltre, lui già fu fondamentale nel successo di Trentin al Campionato Europeo 2018, in cui lanciò egregiamente la volata a Matteo. Quotazioni molto alte, dunque, per Cimolai. L’unico dubbio del CT Davide Cassani, probabilmente, riguarda la durezza del percorso, il quale potrebbe essere troppo esigente per l’alfiere della Israel Cycling Academy.

Gianni Moscon: Dopo una stagione da incubo, Moscon ha finalmente lanciato segnali di ripresa al recente Tour of Britain. Lasciare a casa un corridore così polivalente, il quale, peraltro, eccelle sulle lunghe distanze (il Mondiale misurerà ben 280 km!) è molto difficile anche se gode di una condizione semplicemente buona e non oltre. La possibilità di essere impiegato in qualsiasi ruolo, dal gregario all’attaccante, sarà, verosimilmente, ciò che gli permetterà di entrare negli otto titolari.

Sonny Colbrelli: La bella vittoria di tappa ottenuta al Giro di Germania aveva alzato le sue quotazioni, ma le prestazioni deludenti nelle classiche canadesi le hanno riabbassate. Il bresciano è un corridore di assoluto valore, ma ha caratteristiche simili a quelle di Trentin, per cui, dal momento che il CT Davide Cassani ha già dato al trentino lo scettro di leader della nazionale, diventa difficile convocare un corridore con cui fa scopa.

Davide Formolo: La controprestazione di ieri al Giro di Toscana, ove non è riuscito a tenere le ruote di Bernal e Visconti in salita, potrebbe essergli fatale in ottica convocazione. Formolo è un grande attaccante che potrebbe tornare molto utile per un’azione a lunga gittata, ma alla Vuelta è stato vittima di una brutta caduta (che lo costrinse al ritiro dalla corsa spagnola) e sembra non essersi ancora ripreso del tutto.

Andrea Vendrame: La bella top-10 al Giro di Toscana riaccende le speranze del corridore dell’Androni. Vendrame ha fatto una prima parte di stagione strepitosa, vincendo anche una gara di oltre 200 km come la Tro-Bro Léon. Inoltre ha il giusto mix di esplosività e tenuta in salita per fare molto bene sul percorso del Mondiale. Certamente nello Yorkshire non sarebbe il leader, ma potrebbe tornare molto utile in un’azione a tre o quattro giri dalla fine.

Dario Cataldo: Il veterano abruzzese arriva da una Vuelta corsa in supporto di Miguel Angel Lopez. Lui ha lavorato alla grande, anche se il suo capitano non è riuscito a finalizzare. Al momento è uno dei favoriti per il ruolo di gregario, data la sua capacità di tirare a lungo il gruppo senza stancarsi mai.

Salvatore Puccio: Puccio, se fosse un cestista, lo definiremo un “glue guy”. Ovvero un collante, un gregario tuttofare che ogni capitano vorrebbe. Alla Vuelta ha palesato una buona condizione e si dovrebbe giocare il posto col sopraccitato Cataldo, anche se il CT potrebbe comunque decidere di portare tutti e due.

Davide Ballerini: Ballerini ha fatto un’ottima stagione, coronata dall’oro nei Giochi Europei di Minsk (da non confondere coi Campionati Europei vinti da Viviani). Di recente, però, si è fatto vedere di rado (si segnala giusto un 4° posto alla Brussels Classic) e ha caratteristiche non troppo diverse da quelle di Trentin, ragion per cui difficilmente entrerà negli 8.

Fabio Felline: Felline è indubbiamente un corridore adatto al circuito dello Yorkshire, peraltro in grado di recitare più ruoli. Il suo problema? Dopo il bell’11esimo posto al Binckbanc Tour non si è più visto fino ad ieri, quando ha concluso in 96esima posizione il Gp de Wallonie. Non sembra avere, dunque, la condizione necessaria per far parte degli 8 che parteciperanno alla rassegna iridata.

Daniel Oss: Finito il Tour de France, non ha più portato a termine nessuna gara alla quale ha partecipato, tolto il GP de Quebec concluso in 75esima posizione. Difficilmente, quindi, il CT Davide Cassani si affiderà a lui piuttosto che a gente che ha brillato nelle ultime settimane.

Damiano Caruso: Caruso è l’uomo di fiducia di Vincenzo Nibali, ma con il forfait dello Squalo diventa difficilissimo per lui ritagliarsi un posto negli otto. Anche perché nel ruolo di uomini di fatica ci sono sia Cataldo che Puccio i quali, al momento, sembrano più in forma.

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Foto: Pier Colombo

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