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Ciclismo

Vuelta a España 2019, il percorso e le 21 tappe ai raggi X. L’analisi e le stellette di difficoltà

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Mancano appena 5 giorni all’inizio della 74esima edizione della Vuelta a España. La gara, composta da 21 tappe, partirà dalla costa orientale della penisola Iberica per poi snodarsi tra il nord e il centro della Spagna. Il percorso presenta una lunga serie di asperità che metteranno a dura prova i pretendenti alla vittoria finale. Di seguito andiamo a scoprire il tracciato e le stellette di difficoltà assegnate a ciascuna tappa.

Prima tappa (sabato 24 agosto): Salinas de Torrevieja > Torrevieja 13,4 km (cronosquadre) **

La Vuelta prende il via con una cronosquadre non troppo lunga. 13,4 km non scaveranno grossi solchi, ma i big con al loro servizio squadre poco attrezzate per questo tipo di prove potrebbero lasciare per strada qualche secondo prezioso.

Seconda tappa (domenica 25 agosto): Benindorm > Calpe 199,6 km ***

Frazione con un percorso ondulato. Presenti tre GPM di cui due di seconda categoria e l’ultimo di essi è posto a circa 40 km dal traguardo. In un altro momento, probabilmente, sarebbe stata terreno di conquista per gli uomini da fuga. Ad inizio Vuelta, però, dovrebbe essere teatro di uno sprint tra velocisti che tengono in salita.

Terza Tappa (lunedì 26 agosto): Ibi. Ciudad del Juguete > Alicante 188 km **

Anche la terza tappa non è banale e presenta due GPM di terza categoria. Tuttavia, gli ultimi 38 km sono tutti in discesa e questo favorirà un arrivo allo sprint a ranghi quasi compatti.

Quarta tappa (martedì 27 agosto): Cullera > El Puig 175,5 km *

La frazione più semplice della prima settimana, solo un GPM di terza categoria posto molto lontano dal traguardo e nessuna asperità negli ultimi 50 km. Volata scontata.

Quinta tappa (mercoledì 28 agosto): L’ Eliana > Observatorio Astrofísico de Javalambre 170 km ****

Primo arrivo in salita di questa Vuelta sull’Observatorio Astrofisico de Javalambre, salita di 11 km al 7,8% di media, ma con punte del 12. Spazio, dunque, agli scalatori, che arriveranno all’asperità conclusiva dopo aver affrontato un tracciato che non lascia un attimo di respiro.

Sesta tappa (giovedì 29 agosto): Mora de Rubielos > Ares del Maestrat 199 km ***

Secondo arrivo in quota, seppur non duro come quello del giorno precedente, per la Vuelta 2019. L’Ares del Maestrat è un’ascesa di 8 km al 5%. Può essere terreno di conquista per un uomo di classifica veloce (ad esempio Roglic), ma anche per un corridore che va in fuga al mattino.

Settima tappa (venerdì 30 agosto): Onda > Mas della Costa 183,2 km ****

Torna il terribile Mas della Costa, 4 km al 12,3%, colosso già proposto alla Vuelta 2016 e alla Volta a la Comunitat Valenciana 2017. Nel primo caso vinse Mathias Frank grazie a una lunga fuga, mentre i quattro che si giocarono quell’edizione del grande giro spagnolo, vale a dire Quintana, Froome, Chaves e Contador arrivarono insieme, mentre nel secondo fu proprio Nairo Quintana, atteso protagonista anche quest’anno, a trionfare staccando tutti. Da ricordare che quel giorno un all’epoca sorprendente Roglic, anch’egli tra i favoriti della vigilia di questa Vuelta, giunse 5° a 57″ dal colombiano.

Ottava tappa (sabato 31 agosto): Valls > Igualada 167 km **

Il weekend inizia con una frazione tortuosa la cui maggiore asperità è un GPM di seconda categoria che si conclude a 27 km dall’arrivo. L’ideale per una fuga da lontano.

Nona tappa (domenica 1 settembre): Andorra la Vella > Cortals d’Encamp 94,5 km *****

Minitappa durissima. Nel tracciato sono presenti il Coll d’Ordino, 9 km al 5%, il Coll de la Gallina, 12,2 km all’8,3%, l’Alto de la Comella, 4 km all’8,6%, l’Alto de Engolasters 4,8 km all’8% e l’ascesa conclusiva l’Alto Els Cortals d’Encamp, 5,7 km all’8,3%. Come tutte le frazioni così brevi, anche questa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Da un lato la corsa potrebbe esplodere già sul Coll de la Gallina, dall’altro, in caso di gara tranquilla, i distacchi potrebbero essere più contenuti del previsto.

Decima tappa (martedì 3 settembre): Jurançon – Pau 36 km (cronometro individuale) ****

Dopo il giorno di riposo è la volta della crono. 36 km per lunghi tratti pianeggianti, con un paio di brevi salite disseminate sul percorso. Qua gli uomini di classifica che vanno forte nelle prove contro il tempo dovrebbero guadagnare parecchio sugli scalatori puri.

Undicesima tappa (mercoledì 4 settembre): Saint Palais > Urdax-Dantxarinea 180 km ***

Frazione tortuosa con tre GPM (due di terza e uno di seconda categoria) che si snoda nel cuore dei Paesi Baschi. Spazio alle fughe, dunque, su un tracciato che non lascia un attimo per respirare.

Dodicesima tappa (giovedì 5 settembre): Circuito de Navarra > Bilbao 171 km ***

Tappa con un finale durissimo che presenta ben tre GPM di terza categoria, brevi, ma dalle pendenze arcigne, negli ultimi 40 km. Sulla carta è nuovamente adatta alle fughe, ma qua vedere qualche schermaglia tra gli uomini di classifica è possibile.

Tredicesima tappa (venerdì 6 settembre): Bilbao > Los Machucos. Monumento Vaca Pasiega 166,5 km *****

Ritorna, dopo l’esordio alla Vuelta 2017, l’Alto de Los Machucos, 7 km al 9,2%, preceduto, oltretutto, da ben sei GPM (quattro di terza e due di seconda categoria). Due anni fa a vincere fu Stefan Denifl davanti a uno scatenato Contador. Froome, in maglia rossa, visse la sua unica giornata di crisi in quell’edizione della Vuelta. Sulla terribile ascesa che presenta il monumento dedicato a una mucca, infatti, il britannico perse 1’20” da Contador e 40″ da Nibali.

Quattordicesima tappa (sabato 7 settembre): San Vicente de la Barquera > Oviedo 188 km **

Dopo un lungo calvario, i velocisti avranno nuovamente una chance. Attenzione, però, c’è un GPM di terza categoria a 20 km dalla fine che potrebbe far fuori gli sprinter più stanchi.

Quindicesima tappa (domenica 8 settembre): Tineo > Santuario del Acebo 154,4 km *****

Una delle frazioni più dure di questa Vuelta, dato che presenta ben 4 GPM tutti di prima categoria, inclusa l’ascesa finale, il Santuario dell’Acebo, che forse è la salita più temibile in assoluto presente nel percorso coi suoi 8 km al 9,7% (e punte del 15). Spazio agli scalatori più forti, ma difficilmente vedremo attacchi prima dell’ultima asperità dato che il giorno seguente ci aspetta un’altra tappa molto dura.

Sedicesima tappa (lunedì 9 settembre): Pravia > Alto de La Cubilla. Lena 144,4 km *****

Giorno di riposo rimandato al martedì, come capita di tanto in tanto alla fine della seconda settimana della Vuelta, per lasciare spazio a una frazione a dir poco temibile. L’Alto de la Cubilla è un categoria esp ed è preceduto da altri due GPM di prima. L’Alto de la Corbertoria, 8,3 km all’8,2%, potrebbe rappresentare un bel trampolino di lancio per chi attacca da lontano, dato che l’ascesa finale è molto lunga, ben 18 km, ma presenta una pendenza media del 6,2% e, dunque, da sola potrebbe non bastare per fare la differenza.

Diciasettesima tappa (mercoledì 11 settembre): Aranda de Duero > Guadalajara 220 km *

La tappa più lunga della Vuelta è anche una delle più semplici. Nessun GPM e solo qualche strappetto sparso qua e là. L’arrivo tira leggermente all’insù e pare perfetto per velocisti come Sam Bennett e Fabio Jakobsen che in passato hanno dimostrato di sprintare molto bene su strade in leggera salita (ricordiamo, ad esempio, la vittoria di Jakobsen alla Nokere-Koerse 2018).

Diciottesima tappa (giovedì 12 settembre): Comunidad de Madrid. Colmenar Viejo > Becerril de la Sierra 177,5 km ****

Penultima chiamata per gli uomini di classifica in una frazione che presenta 4 GPM e l’arrivo su una breve salitina. Per la verità nessuna delle ascese in programma presenta pendenze arcigne, per cui la tappa si presta ad attacchi da lontano, ma anche all’immobilismo.

Diciannovesima tappa (venerdì 13 settembre): Avila > Toledo 165 km *

Altra tappa molto semplice adatta gli sprinter. Anche in questo caso, però, l’ultimo km tira all’insù.

Ventesima tappa (sabato 14 settembre): Arenas de San Pedro > Plataforma de Gredos 190,4 km ****

Ben 6 GPM e l’arrivo su un muro per la tappa regina della terza settimana. La salita più impegnativa, il Puerto de Peña Negra, 14 km al 6%, si conclude a 35 km dal traguardo e potrebbe essere il terreno ideale per chi vuole provare un attacco da lontano. Attenzione, non ha pendenze arcigne e in caso di classifica molto corta i big potrebbero aspettare gli ultimissimi km.

Ventunesima tappa (domenica 15 settembre): Fuenlabrada > Madrid 106 km *

La Vuelta si conclude con la classica passerella tra le strade di Madrid. Strada sempre piatta e spazio agli sprinter.

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Foto: Valerio Origo

 

 

 

 

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