Vuelta a España 2019, Alejandro Valverde sulle orme di Chris Horner. Sognando la vittoria all’alba dei 40 anni

Alejandro Valverde è un highlander e lo sta dimostrando anche in questa 74esima edizione della Vuelta a España. Il campione del mondo, sul Mas de la Costa, ha centrato il suo successo numero 12 tra le strade del grande giro spagnolo, mettendosi dietro corridori del calibro di Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez e Nairo Quintana. In questo momento, in classifica generale, si trova a 16″ dalla maglia roja. La vittoria finale, dunque, memori del successo del 42enne Horner nel 2013, può diventare un obiettivo concreto per il murciano?

Innanzitutto bisogna analizzare le differenze con il precedente di Horner. Lo statunitense aveva corso molto poco, nel 2013, prima dell’inizio della sua trionfale cavalcata sulle strade iberiche. Infatti, aveva attaccato il numero alla schiena per appena 15 giorni e, a causa di un infortunio, non aveva disputato alcuna competizione agonistica per oltre 4 mesi. Al contrario Alejandro, prima di questa Vuelta, aveva già 57 giorni di gara, inclusi i 21 consecutivi del Tour de France. Viene, dunque, difficile immaginare che il campione del mondo possa arrivare fresco alla terza settimana come fece all’epoca il fu corridore della Radioshack.

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Vi è, poi, da ricordare la parabola dello stesso Valverde nella scorsa edizione della Vuelta. Il murciano andò molto forte per due settimane e dopo la 15esima frazione, con arrivo sui Lagos de Covadogna, sedeva in seconda posizione a 26″ da Yates. Negli ultimi 2 giorni prima della passerella di Madrid, però, l’attuale campione del mondo andò in crisi in salita e finì per scivolare fino in quinta posizione, concludendo la gara a tappe a 4’28” dal sopraccitato britannico che ne fu vincitore.

Non è raro vedere corridori che hanno superato i 35 anni alternare grandi prestazioni in salita ad altre deludenti. Lo abbiamo visto con lo stesso Valverde proprio all’ultima Grande Boucle. Ma anche, ad esempio, con Gilberto Simoni quasi 37enne al Giro 2008. In quell’edizione della Corsa Rosa Gibo andò molto forte fino alla cronoscalata di Plan de Corones, ove, peraltro, fu 3°. Nel trittico d’alta montagna che concludeva la seconda settimana il camoscio trentino mise sempre la sua ruota davanti a quella di un giovane Alberto Contador. Nella terzultima tappa, però, crollò e perse 6 minuti dal gruppo del leader.

Ci sono, tuttavia, motivi per credere che Alejandro Valverde possa avere qualche chance di rivincere la Vuelta 10 anni dopo la prima volta. Innanzitutto poiché in lotta per la vittoria finale sono rimasti in 4, di cui uno è suo compagno di squadra. Il quinto della generale, Rafal Majka, infatti, è già molto lontano. Per cui con qualche colpo di fortuna e una buona tattica congiunta con Quintana, il murciano potrebbe anche tirare fuori il coniglio dal cilindro.

Da non sottovalutare, oltretutto, il fatto che Valverde a crono è sì inferiore a Roglic, ma allo stesso tempo può pensare di guadagnare un bel po’ sia su Lopez che su Quintana. Se non dovesse, dunque, andare in crisi nel tappone di domenica, rischierebbe di trovarsi, poi, in ottima posizione per sfruttare un’ipotetica crisi di Roglic. Considerando, tra l’altro, che se lo sloveno dovesse realmente avere qualche imprevisto, resterebbe solo Lopez da gestire. Inoltre, va detto che quest’anno la terza settimana è molto soft, per cui sarebbe più facile, per il campione del mondo, rispetto al 2018, salvarsi da una giornata no.

In sostanza le possibilità di vittoria di Valverde passano dalla solidità di Primoz Roglic. Lo sloveno ha 9 anni in meno, al momento in salita non ha ceduto un metro a Don Alejandro, a cronometro gli è superiore, probabilmente è in possesso di doti di recupero migliori (anche per via del non banale fatto che ha corso molto meno in questo 2019) e ha una squadra che può tutelarlo dagli attacchi da lontano. Se, per qualche motivo, il 3° classificato dell’ultimo Giro d’Italia dovesse avere una giornata fortemente negativa, allora ecco che per il murciano si spalancherebbero porte decisamente inaspettate alla vigilia. Lopez è molto forte quando la strada va su, ma ha grosse lacune nelle prove contro il tempo e con l’aiuto di Quintana si può provare ad arginarlo.

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Foto: Pier Colombo

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