Sci di fondo, Federico Pellegrino all’esame tecnica classica ad Otepää. Appuntamento cruciale per ambire alla Coppa del Mondo sprint


Pensava di doversi difendere, Federico Pellegrino nella sprint a tecnica classica di Otepää e invece dovrà attaccare perchè il podio mancato di sette giorni fa per la squalifica subita nei quarti di finale di Dresda ha un po’ scombinato i piani dello sprinter valdostano che ora si trova con un percorso tutto in salita nel tentativo di portare a casa la seconda coppa di specialità della carriera.

La tecnica non è certo la sua prediletta, quella classica, ma potrebbe aggiungersi un fattore a favore dell’azzurro che di carattere ne ha da vendere: la rabbia accumulata nell’ultimo week end prima con l’esclusione per una presunta scorrettezza (come ce ne sono state diverse altre nelle sprint anche in questa stagione) e poi per la caduta che gli ha tolto la possibilità di giocarsi la vittoria nella Team Sprint in coppia con Noeckler.

Otepää, dunque, diventa lo snodo fondamentale per la stagione in Coppa del Mondo del valdostano. Una vittoria, ma forse anche un podio, lo terrebbe in corsa per la conquista della Coppa di specialità, ogni altro risultato, qualora poi Klaebo dovesse recitare il consueto ruolo di cannibale, lo allontanerebbe forse definitivamente dal sogno di riportare in Italia la Sfera di Cristallo e renderebbe l’ultima parte della stagione una sorta di corollario all’unica gara veramente importante, quella che assegnerà il titolo iridato di Seefeld.

A sfavore dell’azzurro c’è un altro fattore importante: il tracciato, che Pellegrino non ha mai particolarmente amato e che non ha regalato grandi soddisfazioni all’azzurro, quarto qui due anni fa, tredicesimo con una bruciante eliminazione nei quarti, fuori di un soffio, nel 2015. Il campione del mondo in carica è dunque a caccia del primo podio in Estonia, su una pista che ha premiato sempre le grandi firme nell’ultimo decennio, lo svizzero Cologna nel 2012, il norvegese Northug nel 2015 e il nuovo fenomeno del fondo mondiale Johannes Hoesflot Klaebo nel 2017, sempre con tanta Norvegia sul podio.

 

 

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Foto: Valerio Origo

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