Ginnastica artistica, Martina Rizzelli e un percorso da specialista verso Tokyo 2020. Le parallele il punto di forza


Nei giorni scorsi abbiamo parlato del nuovo sistema di qualificazione olimpica e delle inevitabili scelte tecniche che ne sono conseguite. Decidere se continuare a concentrarsi sull’all-around per poter puntare a far parte della squadra olimpica, oppure lavorare unicamente agli attrezzi di punta per tentare la qualificazione individuale attraverso le Coppe del Mondo, è indubbiamente la più importante fra queste.

In Italia, al momento, è difficile dire quali atlete vedremo impegnate come specialiste e quali no, in quanto molte di loro sono in fase di recupero post infortunio, ma fra le “big” dello scorso quadriennio abbiamo sicuramente Vanessa Ferrari, pilastro della nazionale senior dal lontano 2006: la sua volontà di dedicarsi unicamente alla trave e al corpo libero è già più volte stata confermata, così come quella di Lara Mori che, ha già iniziato le Coppe del Mondo proprio in questi due attrezzi, ma la sua posizione è diversa, in quanto potenzialmente potrebbe comunque continuare a prepararsi sul giro completo. Abbiamo analizzato le sue possibilità in merito, proprio un paio di giorni fa.

Nella prima prova di Coppa del Mondo, quella andata in scena lo scorso 22 novembre a Cottbus (Germania), insieme a Lara Mori c’era anche Martina Rizzelli.

La scelta della ginnasta comasca, da sempre tesserata per la Brixia Brescia, di dedicarsi unicamente ai suoi attrezzi di punta è purtroppo chiara già da tempo. A seguito del brutto infortunio al piede, subìto alla trave proprio pochi giorni prima della partenza per i Mondiali qualificanti di Glasgow 2015, Martina non è più tornata ad allenare quell’attrezzo. Tuttavia nel 2016, proprio grazie ai suoi punti di forza, le parallele e il volteggio, Martina ha ottenuto la convocazione per le Olimpiadi di Rio e, da allora, ha sempre continuato a lavorare su questi due attrezzi.

Più volte però, la scorsa estate, Martina ha pubblicato dei video di lei impegnata nello studio delle sue storiche diagonali al corpo libero (doppio teso, tsukahara, doppio), la cui forma non era affatto male, e infatti si pensava che avremmo potuto vederla impegnata sul quadrato già ai Mondiali di Doha, cosa che poi non è successa, ma nonostante questo, oggi sembra difficile escludere del tutto un suo possibile rientro anche in questo attrezzo.

Dal 21 al 24 febbraio si terrà la seconda prova di Coppa del Mondo, quella di Melbourne (Australia), e in questa occasione Martina potrebbe essere chiamata a rappresentare di nuovo l’Italia proprio alle parallele, l’attrezzo con cui nella prima prova si è piazzata al decimo posto, sfiorando di pochissimo la finale a otto. L’esercizio agli staggi presentato in Germania a novembre aveva già delle buone difficoltà e un’esecuzione nettamente migliore di quello portato ai Mondiali di Doha solo poche settimane prima, e questo fa ben sperare considerando che, è giusto ricordarlo, Martina ha saltato un anno di gare per dei risentimenti fisici; gli appuntamenti dello scorso autunno hanno quindi segnato non solo l’inizio del percorso da “specialista”, ma anche il suo rientro in campo gara.

E IL VOLTEGGIO?

Il volteggio è sempre stato uno degli attrezzi di punta di Martina, che presentò il difficile doppio avvitamento proprio in occasione della sua prima gara junior importante, gli EYOF di Utrecht, nel 2013.

Da allora, ogniqualvolta sia stata chiamata a rappresentare l’Italia, le è sempre stato affidato il compito di coprire quell’attrezzo, ma non l’abbiamo mai vista impegnata nei due salti, quindi non sappiamo se, ad oggi, sia possibile ipotizzare un suo tentativo di qualificazione anche in questa specialità.

Certo, gli appassionati più attenti si saranno chiesti quali siano le sue intenzioni, dal momento che proprio pochi giorni fa, Martina ha pubblicato un video in cui esegue un buon doppio avvitamento al volteggio. Recuperare un salto solo per fare la Coppa del Mondo però non ha senso, in quanto per centrare la finale di specialità è obbligatorio eseguirne due diversi, allo stesso modo sembra poco probabile che lo stia riprovando unicamente per presentarlo al campionato di serie A, in quanto il volteggio è un attrezzo già ben coperto dalle compagne di squadra.

Potrebbe quindi essere che nei piani di Martina ci sia qualcos’altro, chissà… D’altra parte il 2019 è un anno che offre tante importanti possibilità.

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

2 Replies to “Ginnastica artistica, Martina Rizzelli e un percorso da specialista verso Tokyo 2020. Le parallele il punto di forza”

  1. MarcoB ha detto:

    Scusate ma chi si qualifica con la squadra a Tokyo può partecipare anche a concorso individuale e varie specialità,vero?
    Grazie

    1. Stefano Villa ha detto:

      Sì, certo.

Lascia un commento

scroll to top