Sci alpino, Coppa del Mondo Val d’Isere 2019: Italia, serve uno scatto in gigante


18 dicembre 2016, l’ultimo podio. 18 dicembre 2011, l’ultima vittoria. A cosa ci stiamo riferendo? All’andamento dell’Italia nello slalom gigante. Sono quasi due anni, quindi, che un nostro rappresentante non centra un podio in Coppa del Mondo (l’ultimo fu Florian Eisath in Val Badia)  mentre sono quasi sette, sì, avete letto bene, sette, che non vediamo il Tricolore sul gradino più alto in questa disciplina, dal successo di Massimiliano Blardone sulla Gran Risa.

C’è abbastanza, dunque, per affermare che il settore stia davvero faticando, con i fasti del passato che sembrano sempre più un lontano miraggio. Abbiamo vissuto stagioni nelle quali la facevamo da padrone, senza bisogno di tornare all’era-Tomba, ma al momento il gigante è tutto tranne che “gigante” per i nostri colori. Cos’è successo, quindi, ai nostri atleti? Perchè da tempo, troppo, non riusciamo ad esprimerci al meglio? Le motivazioni sono molteplici. Dal fatto che non sempre una Nazione ha la fortuna di vedersi nascere tra le mani dei talenti cristallini ma, e questo è oggettivo, il passaggio di consegne, il classico ricambio generazionale, è stato un vero e proprio buco nell’acqua. In questi anni abbiamo incrociato le dita per diversi atleti che, chi più, chi meno, hanno sempre mancato le aspettative.

Anche il primo appuntamento stagione, sulla Birds of Prey di Beaver Creek, non ha cambiato gli orizzonti, anzi. Il migliore dei nostri è stato Riccardo Tonetti, ottavo, mentre Manfred Moelgg ha chiuso al 16esimo posto (dopo il quinto della prima discesa) mentre i vari Roberto Nabi, Giulio Bosca, Alex Hofer, Giovanni Borsotti, e Luca De Aliprandini, hanno chiuso la loro domenica già nella prima manche. Una delusione, senza mezzi termini, specialmente per quest’ultimo, che dovrebbe essere il trascinatore della squadra. Non è pensabile per la nostra nazionale continuare ad affidarsi ad un Tonetti, 29 anni, o a Moelgg, che va per i 37. Serve uno scatto di orgoglio dei più giovani ed in fretta.

Il Circo Bianco, dopo il primo assaggio di gigante in Colorado, propone una immediata prova d’appello nella giornata di sabato in Val-d’Isére, sulla pista La face de Bellevarde. Gli italiani sono chiamati alla riscossa immediata, per provare ad ingranare la giusta marcia e, soprattutto, dare una sterzata ad un trend che, da troppo tempo, sta attanagliando i nostri rappresentanti. Sabato saranno 720 giorni dall’ultimo podio di Florian Eisath, e 2547 dall’ultimo successo di Max Blardone. Due numeri che, assolutamente, andranno ritoccati, per riportare in alto i nostri colori in questa splendida disciplina.

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alessandro.passanti@oasport.it

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Foto: luca de aliprandini-cristiano barni shutterstock

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