Nuoto, Mondiali Hangzhou 2018. Ilaria Cusinato all’assalto dell’idolo Hosszu: la nuova “stellina” dei misti sfida il mondo


Un bronzo a Copenhagen un anno fa agli Europei in vasca corta, due argenti agli Europei in vasca lunga a Glasgow e ora via, all’assalto del mondo nella rassegna iridata di Hangzhou. La “campionessa multitasking” Ilaria Cusinato sta crescendo, ogni giorno di più, agli ordini del mago Stefano Morini e vuole dimostrare a se stessa e al mondo intero di aver raggiunto l’eccellenza nei misti, le gare che più si addicono alle sue caratteristiche di nuotatrice e anche personali.

Lei, che ha mille interessi e tante passioni, che sta imparando il cinese, oltre ad un’altra sfilza di lingue (che sa già benissimo), proprio in Cina è chiamata a confermare quanto di buono mostrato in estate e nella marcia di avvicinamento ad Hangzhou.

A Genova ha letteralmente impressionato: non tanto per la mancanza di rivali che le hanno permesso di dominare i 200 e i 400 misti ma quanto per la facilità di nuotata in tutti gli stili e per i margini di miglioramento che ha lasciato intravedere in ogni frazione. A Riccione si è nascosta, partecipando solo a 100 rana e 100 misti che non sono certo le sue gare ma, contemporaneamente, sottoponendosi ad allenamenti intensi e duri nella piscina di San Marino agli ordini di Morini che stravede per lei.

Ad Hangzhou ritroverà la dominatrice della specialità, Katinka Hosszu, in versione molto meno vacanziera rispetto a Glasgow, quando comunque seppe dare la zampata della campionessa nei 200 misti, strappando l’oro alla Cusinato proprio all’ultimo respiro. Hosszu è la grande favorita delle due gare lunghe dei misti e, sulla carta, non dovrebbe avere rivali. Cusinato è in Cina per prendere le misure e, per giocarsela alla pari con la Iron Lady, un po’ meno Iron da qualche tempo, dopo l’addio al sodalizio di tutti i tipi con Shane Tusup, dovrà lavorare molto duramente.

La strada intrapresa appare quella giusta comunque. Cusinato ha il sesto tempo al mondo sia nei 200 che nei 400 misti che, in prospettiva mondiale, è il quinto perché la giapponese Ohashi (che le sta davanti) non sarà presente ad Hangzhou e l’impressione è che la battaglia per le medaglie sarà proprio con le altre nipponiche, Shimizu, Omoyo e Takahashi, che rappresentano la minaccia più incombente in chiave podio, oltre alla statunitense Melanie Margalis, che se la cava molto bene anche in vasca corta e alla padrona di casa Shiwen Ye, che non si risparmierà per infiammare il pubblico di casa.





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