Nuoto, Mondiali Hangzhou 2018: Alessandro Miressi per confermare lo status di big anche nella poco amata vasca corta


Il conto alla rovescia sta per scadere. Nella vasca (corta) di Hangzhou (Cina) ci apprestiamo a vivere sei giorni di grande nuoto. I Mondiali 2018 nella piscina da 25 metri asiatica saranno l’atto conclusivo di un 2018 che per l’Italia è stato quello della svolta o, per meglio dire, del ricambio generazionale. Il Bel Paese, animato spesso e volentieri da due o tre atleti, ha ricevuto finalmente grande impulso dalle cosiddette seconde linee che da spettatori si sono trasformati in primattori. I nomi di Margherita Panziera e Piero Codia, oro nei 200 dorso e nei 200 farfalla agli Europei a Glasgow, sono emblematici soprattutto per il valore del crono ottenuto.

Non solo nuovi protagonisti ma anche giovani rampanti, come detto. Simona Quadarella da sorpresa si è trasformata in certezza e i tre titoli continentali nei 400, 800 e 1500 stile libero lo dimostrano. E poi Alessandro Miressi: il timido ragazzo piemontese che nell’atto finale dei 100 sl ha permesso all’Italia di confermarsi sul tetto d’Europa dopo il successo di Luca Dotto di due anni fa. Una potenza devastante quella del ragazzo nativo di Torino. Cresciuto guardando i trionfi di Filippo Magnini, Miressi ha tutto per essere un campione: alto 2,03 m, il ragazzo nella piscina olimpica (da 50m) esprime il proprio meglio. Nella vasca corta, invece, ci sono maggiori criticità.

Aspetti negativi che in questa stagione invernale si sono confermati, aggravati dall’infortunio alla caviglia rimediato nelle ultime settimane. Non lo vedremo, dunque, nel pieno delle proprie forze ad Hangzhou? E’ molto probabile però non si andrà in Cina per perdere. La voglia di confermarsi ad alto livello c’è, consci però delle difficoltà dettate dal contesto di gara e da una condizione non perfetta come il 47″25 siglato a Riccione negli Assoluti invernali in corta dimostra.

Gli avversari non mancheranno a partire dall’asso statunitense Caeleb Dressel, per non parlare del russo Vladimir Morozov (45″54, primo tempo dell’anno al mondo), che ha sfiorato il record del mondo storico del francese Amaury Leveaux (44″94 ottenuto nell’epoca dei “costumoni”), senza dimenticarci dell’australiano Cameron McEvoy e dell’altro statunitense Blake Pieroni, detentori del quarto (46″32) e del terzo tempo (46″25) del ranking.

Non sarà facile per il nostro portacolori a cui però l’ambizione non manca. La sua preparazione è stata finalizzata per quest’evento, non resta che attendere ancora pochi giorni.

 





 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: OASport

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