Ciclismo, Lance Armstrong: “Ho investito in Uber a mia insaputa, il guadagno mi ha salvato la vita”


Lance Armstrong ha concesso un’intervista alla CNBC, tornando così a parlare in un salotto televisivo a cinque anni di distanza dalla storica confessione fatta da Oprah Winfrey sull’utilizzo di sostanza stupefacenti durante la sua carriera. L’ex ciclista ha affermato di avere evitato il fallimento finanziario grazie a un investimento nel 2010. L’americano, reo di aver utilizzato il doping e per questo motivo bannato definitivamente dal mondo del ciclismo (con annessa cancellazione dei sette Tour de France vinti dal 1999 al 2005), ha ammesso di avere investito 100mila dollari a sua insaputa su Uber, la nota compagnia di trasporto automobilistico privato che otto anni fa era ancora agli albori: “Conoscevo Chris Sacca, un famoso broker, quando era sulla cresta dell’onda per Google e Twitter. Ci trovavamo bene insieme ed eravamo amici“.


Armstrong prosegue: “Nel 2010 mi disse che stava cercando degli investitori per un progetto interessante, io sapevo che era un uomo intelligente e con dei buoni contatti. Non sapevo nemmeno si trattasse di Uber, pensavo mi facesse investire su Twitter. Gli diedi 100mila dollari per una compagnia che all’epoca valeva appena 3,7 milioni. Questo investimento ha salvato la mia famiglia e per questo seguo da vicino le evoluzioni di questa azienda“. Non si sa nello specifico quanto abbia guadagnato dall’operazione Uber (è stato molto sul vago quando gli sono stati elencati cifre tra i 10 e i 50 milioni di dollari) ma di certo lo hanno davvero salvato perché deve pagare 5 milioni al Governo americano e deve saldare una parcella di 111 milioni di dollari ai propri avvocati.

 





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Foto:  stock_photo_world / Shutterstock.com

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