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Gli investimenti digitali e le inarrestabili performance degli eSports



Nuovi orizzonti, nuovi prodotti esclusivi pronti a guadagnarsi intere fette di mercato. Accessibilità, fruibilità, economicità e rapidità fuori dal comune. Il mondo si evolve continuamente e vede sempre più protagonisti il pianeta degli eSports, brand sponsor e istituti di credito che intendono innovare la propria ‘business card’ tradizionale. Se da un lato l’Nba ha stabilito di recente di immergersi in una nuova esaltante avventura, quella griffata eSports, dall’altro il pianeta bancario sembra lentamente interessarsi al pianeta dello sport interattivo, un settore che sta facendo registrare trend e performance estremamente interessanti. Ma andiamo per ordine.

Il più celebre torneo di pallacanestro Usa, in sintonia con Take Two Interactive Software (produttore del videogame NBA 2K), ha dato vita circa un anno fa alla prima lega di eSports correlata al 2K: la Nba 2K League metterà sul piatto circa 1 milione di dollari di premio per il suo campionato inaugurale, con tanto di contratto salariale ai vari player di riferimento interessati. Anche la Premier League ha ufficializzato che nell’annata 2019 lancerà una competizione denominata ePremier League con incontri trasmessi in streaming da Sky Sports UK e sui modelli comunicativi social appartenenti alla stessa Premier League. Ci sarebbero tanti altri aneddoti da citare, tra questi segnaliamo Vodafone che è partner dell’Esl Vodafone Championship che prevede tornei in 4 videogame diversi ovvero League of Legends, Counter-Strike: Global Offensive, Tom Clancy’s Rainbow Six Siege e Clash Royale. Anche gli eventi specializzati in tema eSports stanno riscuotendo un enorme successo, basti pensare alla Milan Games Week della settimana scorsa a cui hanno partecipato oltre 160.000 visitatori, con un trend positivo del 10% rispetto alla precedente edizione e circa 70 titoli tra i quali ben 30 anteprime assolute.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il pianeta bancario comincia a riflettere attentamente a tal proposito. Probabilmente, adesso più che mai, è arrivato il momento dell’investimento efficace a livello di eSports, come detto una branca che sta mostrando numeri importanti a livello di performance economico-finanziaria. Tanto per fare un esempio, l’Intesa Sanpaolo E-Football Cup ha in parte finanziato una competizione di PES 2017, organizzato da Personal Gamer in collaborazione con la banca torinese. Superpremio finale? Un consistente montepremi, traducibile in oltre 5.000€. “Ciò a testimonianza di come le banche, e in maniera analoga sembrano voler agire i grandi brand e colossi della revisione aziendale e contabile, cominciano a prendere in considerazione a quanto pare l’ideologia e ‘filosofia’ dell’eSports – sostengono alcuni esperti del settore bancario e finanziario– A nostro parere è un settore considerato ormai un ‘bocconcino’ prelibato dal panorama della finanza globale che intende a quanto pare innovare il suo più tradizionale biglietto da visita caratterizzato da consulenza e servizi finanziari, il tutto a beneficio anche dei giovani di oggi che saranno i protagonisti del domani”.

Se vogliamo realizzare un’analisi di numeri recenti ufficiali, il mercato dei videogiochi in Italia già 24 mesi fa valeva oltre 1,5 miliardi di euro. Cresce a dismisura il mercato deglieSports in cui l’Europa occidentale rappresenta il secondo mercato assoluto dopo il continente asiatico con 48 milioni di appassionati e ricavi di poco superiori a 150 milioni di dollari, poco meno di un quarto dei 696 milioni (+41% sul 2016) mossi a livello mondiale, secondo gli ultimi dati 2017. Le sponsorizzazioni raddoppieranno, con brand importanti pronti a diventare protagonisti anche in questi ambiti: si pensi a Gillette, Coca Cola, ma specialmente si stanno muovendo banche e istituti di credito negli ultimi tempi. Secondo i dati del primo trimestre pubblicati qualche giorno fa dal Sole 24 ore, il reportGlobal Esports Market targato Newzoo mostra come quest’anno il giro d’affari degli eSports raggiunga quota 905,6 milioni di dollari, con una crescita anno per anno del 38 per cento.

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Nel 2020 l’industria degli sport elettronici dovrebbe raggiungere un valore totale di 1,4 miliardi di dollari o perfino oltre 2 miliardi. Quasi 360 milioni di sponsorizzazioni e 174 milioni di advertising, stando alle cifre del Sole 24 Ore, alimentano le entrate del settore, senza tralasciare che la partnership tra organizzatori di eventi e maison di videogiochi valgono oltre 115 milioni di dollari. Insomma, i numeri sono emblematici. Mai come ora è possibile investire sul pianeta eSports. Inutile aspettare. Anche perché entro la fine del 2018, secondo recenti stime, gli appassionati spenderanno circa 96 milioni per l’acquisto di ticket e prodotti a marchio delle aziende del gaming. Di conseguenza l’attrattività degli eventi eSports risulta essere in crescita e l’audience complessivo fa registrare attualmente circa 214 milioni di spettatori. Numeri che sono destinati a gonfiarsi ancora di più, fino ad arrivare a circa 310 milioni di spettatori entro la fine del 2021. Veramente pazzesco, è il caso di dirlo.

di Daniele Bartocci





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Foto: IJF

roberto.santangelo@oasport.it

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