Ginnastica, Europei 2018: Italia, il cuore non manca e la sfortuna ci vede. Azzurre senza Finale con l’onore ma…


L’Italia è fuori dalla Finale a squadre degli Europei di ginnastica dopo 22 anni dall’ultima assenza (nel frattempo abbiamo anche trionfato a Volos nel 2006, l’ultima medaglia è il bronzo del 2012) ma onestamente c’è poco da rimproverare a questa Nazionale che ha sputato l’anima sulle pedana di Glasgow. L’atteggiamento era quello giusto, il coraggio non è mai mancato, il gruppo si è fatto forza nei momenti più critici e siamo rimasti aggrappati alla gara ma ci è girato davvero tutto storto: nono posto a quattro decimi dal pass per l’atto conclusivo, l’infortunio di Sofia Busato al volteggio e solo due errori sul campo (la caduta di Martina Basile alla trave e una piccola uscita di Caterina Cereghetti al corpo libero).

Criticare le azzurre per il risultato di questa sera sarebbe giusto semplicemente perché hanno dato il massimo, hanno gareggiato al limite delle proprie possibilità senza risparmiarsi, cercando di essere pulite in esecuzione al costo di rinunciare a qualcosina in termini di difficoltà. Le avversità prima e durante la rassegna continentale sono state però incredibili con una serie infinita di infortuni che ha costretto Enrico Casella a contare le ginnaste a disposizione davvero sulle dita di una mano: sicuramente la iella ci vede benissimo e ci colpisce gravemente, ma forse qualcosina è da rivedere in termini di preparazione (e vale anche per altre Nazioni visto che questa sera le assenze fioccavano in ogni formazione).

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Sapevamo che serviva gettare il cuore oltre l’ostacolo e andare oltre le nostre possibilità, ci siamo riusciti parzialmente superando Svizzera, Romania e anche Germania come si sperava ma purtroppo quanto fatto in extremis dall’Ungheria (tre volteggi superlativi) e in mattinata dalle inattese Ucraina e Spagna ha cambiato le carte in tavola e ci ha spezzato le gambe. Caterina Cereghetti, Giada Grisetti, Francesca Noemi Linari e Martina Basile (bravissima, è in finale al corpo libero!) meritano la sufficienza per la gara portata a termine, più di così non si poteva fare e per passare il taglio bisognava davvero non commettere errori, impresa ardua in una competizione che non prevede scarti.

Ora ci stringiamo attorno a Sofia Busato ancora una volta fermata dalla malasorte per la seconda volta consecutiva in un Europeo: auguriamo alla comasca una pronta guarigione, deve crederci e riprovarci ancora. Poi tifiamo Martina Basile domenica pomeriggio nella speranza che nel frattempo le juniores si esaltino come tutti si attendono. E poi si deve ripartire guardando al futuro sperando che gli infortuni si allontanino dalle nostre latitudini e ci restituiscano la migliore formazione possibile.

 





(foto Dario Ventre/FGI)

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