Atletica, Europei 2018: l’Italia si gioca il jolly Yadisleidy Pedroso, Alessia Trost ci prova nell’alto

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Dopo le delusioni di Filippo Tortu ed Elena Vallortigara, ma anche dopo i bei bronzi di Yeman Crippa e Yohanes Chiappinelli, l’Italia ci riprova agli Europei 2018 di atletica leggera e oggi si gioca due carte importanti prima del weekend che ci porterà in dote le 20km di marcia, le maratone e Gimbo Tamberi.

Yadisleidy Pedroso può seriamente rimpinguare il bottino azzurro a Berlino ma le serve una gara di spessore sui 400 metri ostacoli: la primatista italiana è tornata sotto i 55” in stagione, in semifinale ha corso in scioltezza e questa sera si candida a un ruolo da protagonista in una gara molto aperta e incerta in cui può succedere davvero di tutto. L’Italo-cubana ha tutte le possibilità per fare bene, sembra in ottima forma fisica, ha la maturità giusta per sfruttare l’occasione e per regalarci quella medaglia che è assolutamente alla portata considerando gli accrediti. Yadis scatterà in quarta corsia, dovrà cercare di fare corsa sull’ucraina Anna Ryzhykova e sulla britannica Eilidh Doyle, inseguita invece dalla svizzera Lea Sprunger che si presenta con il miglior crono stagionale. Sulla carta il podio dovrebbe essere un affare tra queste quattro atlete, non bisogna sbagliare l’appuntamento più importante dell’anno.

Alessia Trost ha agguantato la finale del salto in alto superando 1.90 al terzo tentativo e dovrà sostenere il peso tutto da sola visto che Elena Vallortigara non ha passato il taglio nonostante si presentasse forte di un super 2.02. L’azzurra, già sul podio in inverno ai Mondiali indoor, non è mai andata oltre 1.91 in stagione e servirà fare ben di più se si vuole lottare per una medaglia: la friulana riuscirà a risvegliarsi dal torpore nel momento clou e ad azzannare? L’occasione è molto ghiotta perché, tolto il fenomeno Mariya Lasitskene-Kuchina (che la Trost demoliva a livello giovanile), sono davvero tutte lì a portata di mano a partire dalla vicecampionessa olimpica Mirela Demireva, passando per l’argento iridato Yuliya Levchenko, per la solida britannica Morgan Lake, per la lituana Airine Palsyte e la croata Ana Simic, fino alla tedesca Marie Jungfleisch e alla svedese Erika Kinsey.

 





(foto FIDAL/Colombo)

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