Vincenzo Nibali e la Bahrain Merida fanno causa al Tour de France? Possibile richiesta di risarcimento danni


Alla base del problema c’è sempre la sicurezza. Evidentemente non ci sono abbastanza controlli, non ci sono gli investimenti necessari. Questo è inaccettabile“. Questi i termini usati da Brent Copeland (fonte Gazzetta dello Sport), generale manager del Team Bahrain Merida, che non riesce proprio a mandar giù quanto accaduto sull’Alpe d’Huez a Vincenzo Nibali, il capitano della sua formazione che puntava a vincere il Tour de France 2018, o quanto meno al podio.

Ieri ho parlato a lungo sia con Christian Prudhomme che con il presidente David Lappartient. Si sono scusati e hanno assicurato che in futuro la questione sicurezza sarà nuovamente affrontata. Ma per noi non è sufficiente sapere che domani le cose potranno migliorare, noi abbiamo subito un danno grave oggi. E tutto questo non è accettabile. Ed è per questo che in queste ore il nostro studio legale sta valutando anche la possibilità di adire a legali vie legali. L’Aso è assicurata, e noi in questo caso abbiamo subito un danno evidente e molto importante. Vincenzo (Nibali ndr.) è il nostro capitano, è un patrimonio non solo per il nostro team, ma per tutto il movimento ciclistico mondiale come hanno giustamente sottolineato gli stessi Prudhomme e Lappartient“, ha aggiunto Copeland (fonte tuttobiciweb.it) che quindi vuol passare dalle parole ai fatti. Una situazione che a detta del manager, ma anche di buona parte degli appassionati, è stata sottovaluta.

Su un arrivo storico come quello garantire il corretto sviluppo della corsa era un dovere su tutto: “È chiaro che non è semplice gestire più di 600 mila spettatori quanti ce n’erano l’altro giorno, ma visto che sono così potenti e organizzati, certe cose vanno affrontare con assoluta fermezza. Per non parlare poi che per trasportare Vincenzo all’ospedale di Grenoble non era disponibile nemmeno un elicottero…”, ha aggiunto il dirigente sudafricano.

Episodi che in passato hanno riguardato Chris Froome sul Mont Ventoux ed il nostro Beppe Guerini sempre sull’erta “hollywoodiana” e che, nell’analisi fatta da Copeland, sono un’aggravante alle deficienze organizzative citate. Non resta che attendere gli eventi.

 

 





 

giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: comunicato RCS

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