Tennis, dove può arrivare Camila Giorgi? Talento cristallino, ora la sfida vera è di natura mentale

Gli ultimi quarti di finale raggiunti a Wimbledon hanno riacceso i riflettori su Camila Giorgi. La marchigiana di origini argentine, che è stata in grado di togliere un set a Serena Williams per la prima volta in quattro confronti, ha recuperato parecchio terreno in classifica mondiale, dove ora è al 35° posto.

Aveva, la Giorgi, iniziato la stagione vicino alla centesima posizione mondiale: ciò che l’ha riportata in zone vicine al suo best ranking (n° 30, nel 2014) è partito dalla semifinale conquistata a Sydney partendo dalle qualificazioni e superando Stephens, Kvitova e Radwanska in sequenza. Uscita contro Ashleigh Barty al secondo turno a Melbourne, ha continuato nella sua instabilità in fatto di risultati fino all’inizio della stagione sulla terra: prima quella verde di Charleston (due turni superati), poi quella rossa d’Europa (quarti a Lugano e semifinale a Praga). Poi la decisione di giocare le qualificazioni a Roma, un torneo che non è mai stato particolarmente amato dalla tennista, che l’ha saltato in numerose occasioni anche per via degli scontri continui con da una parte lei e il padre, dall’altra la FIT. Al Roland Garros, è andata molto vicina ad eliminare Sloane Stephens, servendo due volte per il match, ma soccombendo per 8-6 al terzo set alla futura finalista. Dopo non aver brillato nei tre tornei pre-Wimbledon, ai Championships, ed è storia recente, ha raggiunto i primi quarti Slam della sua vita.

Già più volte, in passato, ci si era chiesti cosa potesse fare, dove potesse arrivare la Giorgi. Il potenziale c’era, e si vedeva già sia ai tempi della permanenza nel circuito ITF che all’esplosione del suo nome, a Wimbledon 2012 (dove raggiunse gli ottavi, persi contro l’Agnieszka Radwanska dei bei tempi). Per due anni è salita in classifica, poi, dopo aver affiancato Daniele Silvestre al padre, se n’è staccata e contemporaneamente è iniziata la discesa in classifica, così come ha continuato a esserci il suo grande paradosso: nei tornei in cui riusciva ad andare avanti, ha spesso battuto top 10 o giocatrici di valore, ma ha spesso perso incontri da vincere. Paradossalmente, il ritorno ai vertici è coinciso con l’anno in cui di top 10 non ne ha battuta nessuna, così come più raramente ha superato gente meglio classificata di lei, battendo invece con una regolarità un pochino maggiore giocatrici di più bassa classifica.

Ora, il passo successivo che, a 26 anni, deve saper compiere l’azzurra è uno, che riassume tutti gli altri: trovare costanza di risultati. Questo non significa per forza dover vincere tutti i tornei che gioca; significa, invece, riuscire ad evitare le sequele di eliminazioni al primo e al secondo turno che hanno spesso condizionato la sua carriera nelle ultime tre stagioni. Resta da vedere se quanto accaduto con i quarti Slam serva a darle una spinta in più in questo senso, visto che i mezzi tecnici li ha e qualche cosa nei processi decisionali sul campo sembra esser migliorata.

Rimangono alcune considerazioni da fare sull’approccio al tennis della Giorgi, di cui lei stessa ha parlato in conferenza stampa a Wimbledon nei giorni tra l’ottavo contro la Makarova e il quarto contro Serena. Dalle sue dichiarazioni, è emerso, in sostanza, che la marchigiana considera il tennis un lavoro, nel senso stretto del termine: nell’orario di lavoro si allena, gioca, ma quando esce dal campo non segue il suo sport (cosa peraltro emersa, in sostanza, già in più occasioni negli scorsi anni). Si tratta di un atteggiamento quasi singolare, che è difficile dire se abbia dei risvolti positivi o negativi in modo netto: di base, è il suo modo di vivere la propria disciplina. Se non altro, il dibattito in merito sembra ancora lontano dal concludersi, e se ne potranno fare valutazioni ulteriori soltanto quando sarà giunto il giusto tempo per farle. E se la carriera della Giorgi riuscirà a prendere una buona svolta, quel tempo non sarà certamente in arrivo a breve termine. Prossima fermata, per adesso: tornei sul cemento americano per preparare gli US Open.

Foto: jctabb / Shutterstock.com

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