Giro d’Italia 2018, risultato ventesima tappa: Chris Froome controlla Dumoulin e conquista la Corsa Rosa. Festeggia Nieve


La festa di Chris Froome inizia a Cervinia: il britannico del Team Sky ha vinto il Giro d’Italia 2018 difendendosi dagli attacchi di Tom Dumoulin sulla salita finale della 20esima tappa, oltre 200 chilometri con 4000 metri di dislivello gestiti alla perfezione per vincere il terzo grande giro consecutivo, quantomeno sulla strada, dopo la straordinaria impresa della giornata di ieri, che lo ha consegnato alla leggenda del ciclismo.

Come spesso successo negli ultimi giorni partenza molto veloce, ma la fuga ha faticato a prendere vantaggio. Alla fine, dopo una quarantina di chilometri di tentativi, si è formato un gruppetto di addirittura 27 unità composto da Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Francesco Gavazzi, Davide Ballerini, Manuel Belletti, Marco Frapporti (Androni-Sidermec), Matej Mohoric, Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Giulio Ciccone, Enrico Barbin (Bardiani-CSF), Felix Grossschartner, Andreas Schillinger (Bora-hansgrohe), Matthieu Ladagnous (Groupama-FDJ), Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Roman Kreuziger, Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Elia Viviani (Quick-Step Floors), Michael Woods (EF-Drapac), Maurits Lammertink, Tony Martin (Katusha-Alpecin), Koen Bouwman, Robert Gesink, Bert-Jan Lindeman (LottoNL-Jumbo), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Valerio Conti, Vegard Stake Laengen, Marco Marcato (UAE Team Emirates) e Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia).

Sin dalle prime fasi di corsa l‘Astana si è messa in testa al gruppo, dando l’impressione di non voler concedere troppo spazio per andare a giocarsi la vittoria di tappa con Miguel Angel Lopez. Inizialmente questo tentativo ha faticato a scappare, rimanendo tra i 3 e i 4 minuti di distacco nel lungo tratto pianeggiante prima delle salite di giornata che hanno caratterizzato la tappa. Gli attaccanti hanno attaccato il Col Tsecore con circa 5′ di vantaggio sul gruppo, sempre tirato dagli uomini di Lopez, senza però un ritmo eccessivamente alto. Davanti il gruppo si è selezionato e dopo la prima scrematura sono rimasti al comando Nieve, Conti, Mohoric, Woods, Ciccone, Grossschartner, Brambilla, Lammertink, Bouwman e Gesink.

Il più attivo, sia in salita che in discesa, è stato Mohoric, ma sulle prime rampe del Saint Pantaleon anche il suo tentativo si è esaurito, mentre Brambilla, Ciccone, Grossschartner, Gesink e Nieve hanno fatto ulteriormente la differenza rispetto agli altri. Da questo quintetto, poi, sono fuoriusciti Nieve e Grossschartner, con il basco che poco dopo si è involato in solitaria per provare a cogliere una bella vittoria in solitaria, conquistando già una quarantina di secondi prima dello scollinamento.

Il gruppo, nel contempo, ha perso via via terreno, sintomo di un ritmo molto basso dell’Astana, che sommato al controllo totale del Team Sky sulla successiva discesa ha portato Nieve ad avere oltre 9′ di margine ai piedi della scalata verso Cervinia. Proprio sull’ultima salita, la Movistar ha preso il posto dell’Astana e ha alzato il ritmo per provare a favorire Richard Carapaz nella lotta per la maglia bianca. Il primo attacco, però, è arrivato da Tom Dumoulin (Sunweb), a circa 8 chilometri dall’arrivo. Chris Froome, in maglia rosa, è riuscito a rispondere bene a questo allungo e ad altri tre portati dall’olandese nei chilometri immediatamente successivi. Le accelerazioni portate dal vincitore del Giro 2017 hanno scremato il gruppo e alla sua ruota (scortato da un ottimo Sam Oomen) sono rimasti solo Froome, Carapaz, Lopez e Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida).

Superato il cartello dei 6 chilometri al traguardo, Dumoulin ha provato un nuovo scatto in galleria, ma questa volta Froome una volta rientrato è ripartito in contropiede. L’olandese non ha risposto e si è lasciato sfilare anche da Lopez, Carapaz e Pozzovivo, che sono riusciti a riportarsi sul britannico e su Davide Formolo (Bora-Hansgrohe), che si era avvantaggiato in precedenza. Di passo, in progressione, Dumoulin è riuscito a rintuzzare, ma di fatto ha alzato bandiera bianca nella lotta alla rosa.

Nel mentre, Nieve ha concluso la sua fatica gestendo alla perfezione la salita finale per arrivare con un vantaggio di oltre 2′ su Gesink e Grossschartner, mentre Ciccone ha chiuso al quarto posto. 

Alle spalle degli attaccanti, Carapaz ha attaccato ma ha trovato la pronta risposta di Lopez che si è incollato alla sua ruota, difendendo il podio e la maglia bianca. Dietro, Dumoulin ha tenuto alto il ritmo e in vista degli ultimi 500 metri è rientrato sui due sudamericani, portandosi dietro tutto il gruppo con Froome e gli altri favoriti. Il britannico, così, ha potuto festeggiare il primo successo al Giro d’Italia della sua carriera, completando la Tripla Corona e diventando il primo britannico ad imporsi nella corsa rosa.





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Foto: Valerio Origo

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