Milano-Sanremo 2018, le pagelle: Vincenzo Nibali, questo è il tuo capolavoro! Bene Trentin, deludono Sagan e Kwiatkowski. Ewan…


Lo Squalo dello Stretto ha riportato in alto l’Italia. Dodici anni dopo un italiano è tornato a vincere la Milano-Sanremo: si tratta, ovviamente, di Vincenzo Nibali, che ha staccato tutti sul Poggio nell’edizione 2018 della Classicissima. Di seguito le pagelle di una corsa molto diversa rispetto a come ce la si poteva attendere.

NIBALI Vincenzo, voto 10 e lode: non ci sarebbe nemmeno bisogno di scriverlo. Forse la più grande sorpresa, dal punto di vista tecnico, del nuovo millennio. Un passista scalatore che vince la Sanremo, staccando tutti sul Poggio con una forza e una facilità che sono già storia. Lo Squalo ha completato un cerchio, diventando uno dei pochissimi a vincere i tre grandi giri e due Monumento diverse (con lui Merckx, Hinault e Gimondi), il primo vincitore di un grande giro ad imporsi alla Sanremo dal 1992 (prima di lui Sean Kelly, mentre Jalabert ha vinto prima la Classicissima e poi la Vuelta a España nel 1995). Con questo successo, ha posto fine alla mancanza di vittorie italiane che durava ormai da 12 anni. Ma soprattutto, ha vinto contro ogni pronostico, arrivando al traguardo in solitaria in una corsa che spesso viene definita troppo facile e troppo favorevole ai velocisti. Per fortuna, però, che Vincenzo non ha mai ascoltato queste parole evidentemente, conquistando la seconda Monumento di fila dopo il Lombardia del 2017. Non ce ne vogliano le sue altre vittorie, ma questa ha uno spessore maggiore a tutte: il Capolavoro del Maestro.

EWAN Caleb, voto 9,5: non ci fosse stato Vincenzo Nibali staremmo parlando di una vittoria stratosferica. In volata, praticamente, si è tolto di ruota tutti i grandi favoriti della vigilia, sancendo il definitivo salto di qualità cui era atteso anche in una corsa di spessore come è la Milano-Sanremo. Tra un anno, probabilmente, si ritroverà qui come uno degli uomini da battere per quanto dimostrato oggi. Non è più solo uno sprinter.

DÉMARE Arnaud, voto 7,5: il confronto con Ewan è impietoso, ma il francese coglie comunque un buon terzo posto nella corsa che ha conquistato due anni fa. Corre come deve fare uno dei favoriti, sempre davanti con la Groupama-Fdj a sostenerlo e sorreggerlo, fino al Poggio. Da lì si arrangia nel migliore dei modi, non era certo suo compito andare a riprendere Nibali. Da qui a fine carriera, potrebbe mettersi un’altra volta questa Classica nel palmarés.

KRISTOFF Alexander, voto 7: arrivava alla corsa a fari spenti, dopo un periodo non esaltante. Il corridore norvegese, però, sa tirare fuori il meglio nelle giornate più dure, anche dal punto di vista meteorologico. Nel finale non molla mai le prime posizioni e alla fine è quarto, poco lontano da Démare. Può ritenersi soddisfatto e provare a trovare una condizione ancora migliore in vista delle corse del Nord e in particolare nelle Fiandre.

ROELANDTS Jurgen, voto 6,5: si fa trovare nel gruppetto dei migliori e sprinta in top5. Un corridore solido, ma gli manca qualcosa per essere davvero un potenziale vincitore in queste situazioni.

SAGAN Peter, voto 5: il grande sconfitto di giornata, quasi inerme. Lo scorso anno ha fatto lui il Nibali della situazione scattando sul Poggio, in quest’occasione invece non offre mai l’impressione di poter vincere, nonostante partisse come super favorito. Nelle scorse settimane avevamo avanzato l’ipotesi che non fosse ancora al meglio per puntare con maggior convinzione a Fiandre e Roubaix: ora non può permettersi di sbagliare al Nord per evitare la seconda primavera consecutiva senza Classiche Monumento.

MATTHEWS Michael, voto 6: infortunato alla vigilia della campagna italiana con Strade Bianche e Tirreno-Adriatico, rientra e dimostra di avere gamba, spesso tra i migliori anche sul Poggio. In volata è settimo, ma la condotta di gara è stata oltre le aspettative, pur lontana dal primo posto.

COLBRELLI Sonny, voto 6,5: data la presenza di Nibali davanti, non ha neanche bisogno di fare la volata di fatto. Positive le sensazioni di un Poggio tutto nella prima parte del gruppo.

KWIATKOWSKI Michal, voto 5: si vede solo quando mette la squadra davanti sulla Cipressa, poi ricompare quando i buoi ormai sono scappati. Tutti si attendevano un suo attacco sul Poggio che però è mancato, come è mancato il polacco ex campione del mondo. L’undicesimo posto è poca roba per uno con le sue vittorie alle spalle.

VAN AVERMAET Greg, voto 5,5: non è la corsa più adatta a lui, ma praticamente è semplicemente una presenza passiva in gruppo.

VIVIANI Elia, voto 4,5: spiace, ma il 19esimo posto rappresenta un muro di realtà con cui si è scontrato troppo violentemente. Puntava tanto su questa cosa, ma quando i compagni lo lasciano al comando lanciando la volata per il secondo posto lui rimbalza in maniera nettissima. Difficile dire se questo sia il suo limite alla Sanremo, ma in quel frangente è sembrato lontanissimo anche solo dalla possibilità di giocarsi quella che attualmente è la corsa dei suoi sogni. Tornerà il prossimo anno, ma potrebbe aver perso un’occasione importante.

TRENTIN Matteo, voto 9: ci prova, ma non basta. Vorrebbe trasformare la discesa del Poggio in un trampolino per saltare nella scia di Nibali, invece, viene ripreso dal gruppo. Dimostra carattere e gambe, con una condizione in crescita verso le Classiche del Nord dove sarà capitano della Mitchelton-Scott. Quello di oggi, per lui, può essere un buon punto di partenza.

KITTEL Marcel, senza voto: il tedesco non è ancora pronto, e forse mai lo sarà, per una corsa così impegnativa. Il suo calvario comincia dai Capi, mentre la Cipressa lo porta a staccarsi definitivamente. Ha il merito di arrivare fino in fondo.





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Foto: LaPresse/Fabio Ferrari – Comunicato Stampa Rcs Sport

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