Sci di fondo, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018. Iivo Niskanen rompe l’incantesimo e regala l’oro alla Finlandia. Russia da podio, De Fabiani crolla

Iivo Niskanen rompe l’incantesimo e porta la Finlandia sul gradino più alto del podio in una Olimpiade che sembrava maledetta per i finnici, fin qui comprimari. La gara perfetta per Niskanen che piazza gli attacchi decisivi, indovina la scelta del cambio sci a 10 km dal traguardo e alla fine si rivela il più forte staccando il ragazzino terribile Bolshunov, che dopo il bronzo nella sprint, porta a casa un argento nella gara più lunga. Il bronzo va ancora alla OAR, che si conferma in grande spolvero nonostante le polemiche della vigilia, conquistando anche il bronzo con Andrey Larkov. Che regola un gruppetto con Harvey, Sundby e Holund, i grandi favoriti della vigilia, assieme Poltoranin, crollato nel finale dopo aver fatto la selezione e Cologna, mai veramente in partita per le posizioni che contano del podio.

Gara durissima fin dalle prime battute, come c’era da prevedere e prime schermaglie già al giro iniziale di un percorso molto difficile che non presenta neppure un metro di pianura.
Prima Iversen, poi Sundby e infine Niskanen fanno il forcing e allungano il gruppo. In un primo tempo gli azzurri De Fabiani e Rastelli si fanno trovare pronti e addirittura Rastelli si fa vedere davanti per diversi chilometri a cavallo del decimo km, a tal punto che si trova anche allo scoperto con Chervotkin e Sundby ma viene subito ripreso.

Al cambio degli sci arriva l’attacco deciso che stravolge la gara: accelerata decisa di Niskanen, Sundby e Poltoranin. Rastelli fatica e crolla, De Fabiani si fa sorprendere, ma prova a reagire. Niskanen e Poltoranin vanno via da soli, si stacca Sundby, prova a tenere il ritmo Dyrhaug, mentre De Fabiani va in difficoltà e saluta i sogni di medaglia.

A metà gara Bolshunov rompe gli indugi e si mette all’inseguimento del duo di testa Poltoranin e Niskanen, che hanno 11″ di vantaggio. A 16″ il norvegese Sundby ed il canadese Harvey, a 19″ i norvegesi Holund e Dyrhaug, a 21″ lo svizzero Cologna. De Fabiani, entrato in crisi, affonda a 43″ dalla vetta.

Niskanen stacca Poltoranin ma l’uomo della seconda parte di gara è Bolshunov che riprende e stacca il kazako e, senza strappare, si riporta sul finlandese a 12 km dalla fine. Poltoranin scivola a un minuto a 10 km dalla fine, a seguire un gruppetto con Harvey, Larkov, Holund e Sundby a oltre 2 minuti e De Fabiani a oltre tre minuti con Cologna, Iversen e Dyrhaug.

Niskanen cambia gli sci ma Bolshunov non sfrutta il gap e si fa riprendere dal finlandese. La crisi più nera è quella di Poltoranin che si fa recuperare un minuto in un paio di km (43) e viene risucchiato e staccato dal gruppo di Harvey, Larkov, Holund e Sundby. Dietro de Fabiani va alla deriva, mentre risale Salvadori che è il migliore degli azzurri a oltre 4’.

Alla penultima discesa è Niskanen a piazzare la stoccata vincente. L’unico modo per vincere la gara per il finlandese era scattare alla distanza e il cambio degli sci si rivela decisivo. Bolshunov chiude secondo e dietro è Larkov a staccare tutti sull’ultima salita, togliendo il posto sul podio per la prima volta a PyeongChang alla Norvegia. Harvey è quarto, poi Sundby e Holund. Il primo degli azzurri è Salvadori, 16mo.

 





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