Sci di fondo, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018. 15 km skating: Cologna a caccia del riscatto ma i norvegesi vogliono il tris


Sarà tris d’oro per la Norvegia o cambierà il vento nello sci di fondo maschile? La 15 km a tecnica classica con partenza a intervalli in programma domani alle 7 si preannuncia dall’esito incerto e con tanti pretendenti.

la Norvegia si può permettere di non schierare Johannes Hoesfjot Klaebo (che aveva già preannunciato la sua assenza in questa gara prima dell’inizio dei Giochi) e di essere comunque la Nazionale faro anche in questo formati di gara. Il ruolo di grande favorito della 15 km se lo contendono sostanzialmente in tre e due di questi sono norvegesi. Martin Johnsrud Sundby ha la prima grande occasione per incrementare il bottino di ori olimpici: inizia la settimana di caccia per il padrone di Coppa del Mondo che, dopo lo splendido argento dello Skiathlon, ha a disposizione la gara odierna, la staffetta e la 50 km a tecnica classica per diventare uno degli uomini più medagliati dei Giochi di Pyeongchang. Restando in casa norvegese non si può certo sottovalutare il campione olimpico dello Skiathlon: condizione fantastica per Simen Hegstad Krueger che ha vinto da dominatore la prima gara, dimostrandosi grande specialità della tecnica libera e che sui 15 km cercherà di scatenare i cavalli del suo motore.

Uscendo dai confini scandinavi ci si sposta in Svizzera con il pluri-campione olimpico e vincitore del recente Tour de Ski Dario Cologna che vuole dare un senso alla sua partecipazione a PyeongChang 2018. La condizione sembrava ottimale fino a due settimane prima delle Olimpiadi ma domenica l’elvetico è apparso appesantito e poco reattivo nel momento decisivo della gara, pagando forse il freddo e la durezza del tracciato. Con la partenza a intervalli sarà un’altra cosa e Cologna vorrà dimostrare di essere uno dei più grandi della storia dello sci di fondo, puntando a vincere nella terza Olimpiade consecutiva.

Non mancano gli outsider in una gara apertissima. Ci sono i norvegesi “di scorta” (e stiamo parlando di atleti di altissima qualità, come ha dimostrato di esserlo Krueger nello Skiathlon) come Holund e Krogh, capaci di dire la loro ma il nome sulla bocca di tutti fra gli atleti in grado di inserirsi nella lotta per il podio è quello del francese Maurice Manificat, che in stagione più di una volta si è preso belle soddisfazioni nelle gare a tecnica libera. Occhio anche allo svedese Hellner che potrebbe fare il colpaccio, otto anni dopo il suo primo titolo olimpico, mentre possono provare ad impensierire i più forti gli atleti della OAR (Spitsov su tutti) e il canadese Alex Harvey che non è piaciuto particolarmente nelle prime due gare del programma.

 





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