Rugby, Sergio Parisse: “L’Italia ha voglia di riscattarsi: vogliamo lottare con il Sudafrica. Azzurri in grande crescita”

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L’Italia è pronta per affrontare il Sudafrica nell’ultimo test match di novembre: domani gli azzurri affronteranno il Sudafrica allo Stadio Euganeo di Padova. Le previsioni meteo annunciano pioggia e il terreno di gioco non sembra essere in grandissime condizioni. Nel consueto captain’s run Sergio Parisse ha fatto il suo punto della situazione:

Usciamo da una sconfitta con l’Argentina difficile da accettare, con un risultato che non rispecchia i valori del campo. C’è tanta voglia di rifarci soprattutto per gli ultimi dieci minuti del secondo tempo di Firenze. Gli Springboks sono una squadra diversa da quella di un anno fa, ma lo siamo anche noi e la volontà, forte, è di finire al meglio questo novembre. Per noi, per il gruppo, per il grande impegno che tutta la squadra ha messo nella nella preparazione di ogni gara” ha detto Parisse.

Se pioverà, come sembrano indicare le previsioni, sarà un gara forse non spettacolare, sicuramente molto chiusa, dove le fasi di conquista saranno la chiave del match. Si giocherà forse meno al largo, ma il lavoro dei nostri trequarti sarà fondamentale in difesa e nella pressione che dovranno portare”.

“Rispetto a solo un anno fa la rosa della Nazionale è molto più ampia, le scelte per lo staff più difficili: penso a Padovani, Venditti, ad altri compagni titolari l’anno scorso a Firenze contro gli Springboks che oggi non sono qui. E’ un segnale di qualità, di profondità che si sono modificate. C’è stata una grande crescita a livello collettivo e diventerà sempre più difficile prendere delle decisioni: non può che essere un bene”.

“Umanamente, moralmente, questo gruppo di ragazzi è molto, molto sano e questa è per me la cosa più importante. Io ho trentaquattro anni, ma è fondamentale per me cercare di passare de tempo con questi giovani, far sentire loro il mio sostegno, condividere anche i momenti fuori dal campo: è stato lo stesso per me quando sono arrivato in Nazionale , quindici anni fa. Abbiamo un grande gruppo, sia tecnicamente che moralmente, e per me è un onore farne parte”.

 





(foto Twitter FIR)

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