Judo, Mondiali Open 2017: la giapponese Sarah Asahina conquista il titolo femminile

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Dopo sei anni di assenza, sono tornati in calendario i Campionati Mondiali Open di judo, che si sono svolti questo fine settimana nella città marocchina di Marrakech. La giornata odierna ha visto all’opera le donne, con la giapponese Sarah Asahina che ha conquistato il suo primo titolo mondiale.

Medagliata d’argento ai Mondiali di Budapest nella categoria +78 kg, la ventunenne nipponica si presentava a questo torneo come una delle favorite, vista anche l’assenza della cinese Yu Song, che l’aveva sconfitta in terra magiara. Asahina ha iniziato il proprio percorso dagli ottavi di finale, dove ha sconfitto la russa Olga Artoshina con un waza-ari ed un ippon. Ai quarti di finale, la judoka del Sol Levante ha riservato lo stesso trattamento alla francese Anne Fatoumata M’Bairo. In semifinale, Asahina ha incontrato l’altra favorita della vigilia, la cubana Idalys Ortiz, in quella che poteva essere considerata come una finale anticipata: la caraibica, che tornava in gara dopo aver saltato la rassegna di Budapest per infortunio, ha subito un ippon in ne-waza che le ha sbarrato la strada verso il titolo mondiale.

Dall’altra parte del tabellone, si è invece fatta largo la ventiseienne bosniaca Larisa Cerić, due volte medagliata europea, ma solo settima agli ultimi Mondiali di Budapest nella massima categoria di peso. Dopo aver sconfitto per waza-ari la sudafricana Unelle Snyman, Cerić ha superato per ippon la cubana Eliannis Aguilar, mentre in semifinale ha costretto l’olandese Tessie Savelkouls ad accumulare tre shido. La finale tra Asahina e la bosniaca, però, non ha avuto storia: la giapponese si è subito portata in vantaggio per waza-ari, mettendo poi a segno un secondo waza-ari e chiudendo la pratica per osaekomi. Ad ogni modo, Larisa Cerić ha regalato alla Bosnia-Erzegovina la sua prima medaglia mondiale di sempre.

Nelle finali per il bronzo, Idalys Ortiz si è consolata battendo per ippon su strangolamento la giovane promessa Romane Dicko, diciannovenne francese. La caraibica, tre volte medagliata olimpica, ha così conquistato il suo sesto podio in una rassegna iridata. Come la Bosnia-Erzegovina con Larisa Cerić, anche la Tunisia ha ottenuto un risultato storico: Nihel Cheikh Rouhou ha infatti sconfitto per waza-ari al golden score Tessie Savelkouls, divenendo la seconda donna del Paese nordafricano a vincere una medaglia mondiale, otto anni dopo Houda Miled. Proprio la pluricampionessa continentale africana aveva battuto agli ottavi di finale l’azzurra Assunta Galeone per waza-ari al golden score.

Open
1. ASAHINA, Sarah (JPN)
2. CERIC, Larisa (BIH)
3. CHEIKH ROUHOU, Nihel (TUN)
3. ORTIZ, Idalys (CUB)
5. DICKO, Romane (FRA)
5. SAVELKOULS, Tessie (NED)
7. AGUILAR, Eliannis (CUB)
7. M BAIRO, Anne Fatoumata (FRA)

giulio.chinappi@oasport.it





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Immagine: IJF

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