Italia specchio di Ventura: paura, confusione e giocatori fuori ruolo

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Gli occhi non mentono mai, sono lo specchio dell’anima. Gli occhi di Giampiero Ventura, nell’intervista rilasciata alla Rai nell’immediato post-partita di Svezia-Italia, raccontano di un uomo che sta vivendo un vero e proprio dramma personale, impreparato a vivere una situazione molto più grande di lui, oltretutto a quasi 70 anni.

Fa quasi tenerezza il commissario tecnico azzurro e fatica a trattenere le lacrime. E’ in preda allo sconforto, si appella alla sfortuna, all’arbitraggio, invoca il soccorso del pubblico di San Siro. Sembra, a dirla tutta, un capitano che ha perso completamente il controllo della nave e spera solo che la tempesta possa placarsi al più presto, in qualche modo…

Una volta di più, Ventura si è rivelato inadeguato per guidare una Nazionale di prestigio, seppur decaduta, come l’Italia. Sia chiaro, si tratta di una squadra di livello tutt’altro che eccelso, dove non è un caso che i pilastri siano ancora alcuni degli eroi di Berlino 2006. Il ricambio generazionale, seppur tentato, non è stato attuato. E smettiamola con il solito ritornello dei club che non valorizzano le nuove leve: se i giovani italiani non giocano in Serie A, è perché non sono all’altezza, non venendo formati nel modo giusto da ragazzini (come avviene, invece, in Spagna, Francia e Germania). 

Ciò nonostante, siamo convinti che questa Italia abbia le carte in regola per venire a capo di un’onesta banda di mestieranti muscolosi come quella scandinava. Eppure, soprattutto nel primo tempo, a Stoccolma è stata letteralmente messa sotto dagli avversari.

Possibile che tutti i giocatori, anche i più brillanti in Serie A, si trasformino negativamente in Nazionale? Solo per citare qualche nome, pensiamo a Immobile, capocannoniere in Campionato ed oggi avulso dal gioco; Verratti, esaltato come un genio a Parigi, ma eterno Godot in azzurro; per non parlare dei subentrati Eder ed Insigne, incapaci di mutare l’inerzia del match.

Ventura si ostina a schierare calciatori fuori ruolo. Che senso ha inserire Insigne per farlo giocare largo a sinistra sulla trequarti? Un ala sgusciante chiamata quasi ad un ruolo da terzino. O Insigne viene valorizzato in un 4-3-3 (modulo osteggiato dal ct), oppure forse è meglio che non entri nemmeno in campo, perché chiaramente non può rendere al meglio in un ruolo inadatto alle proprie caratteristiche.

Priva di gioco, idee ed inventiva, la squadra sembra vivere e percepire lo stato d’animo del suo comandante. La paura ha iniziato ad impadronirsi delle gambe da quella maledetta sconfitta di Madrid contro la Spagna. Ventura, una vita ad allenare in provincia, si è ritrovato a dover gestire una situazione delicatissima, per evitare un fallimento epocale che non si verifica da 60 anni. Il ligure sa che potrebbe venire ricordato come il peggior commissario tecnico di tutti i tempi. Lo sa bene, perché i suoi occhi non mentono…





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