Ciclismo su pista, il paradosso del Velodromo di Montichiari. Villa: “Guardiamo il meteo per allenarci…”

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Il ciclismo su pista italiano vive una situazione paradossale. I risultati sportivi hanno visto il Bel Paese tornare finalmente al vertice dopo ben due decadi di anonimato. Eppure, dopo i tanti sacrifici sostenuti dalla Federazione e dai tecnici, la mole di lavoro dell’ultimo lustro rischia miseramente di evaporare.

Colpa della ‘solita’ vicenda all’italiana, con il velodromo di Montichiari (BS), l’unico coperto (per ora) lungo lo Stivale, che rischia addirittura la chiusura a causa di infiltrazioni provocate dalla pioggia.

Intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Radio Corsa” su RaiSport, Marco Villa, ct della Nazionale maschile, ha raccontato una contingenza inquietante: “Le condizioni dell’impianto non sono proprio critiche, certo dobbiamo sperare che non piova e pianificare gli allenamenti e i ritiri guardando le previsioni meteo a causa delle infiltrazioni. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando in Italia avevamo solo velodromi scoperti. So che in questi giorni a Montichiari si è allenato Elia Viviani. Finora le squadre si sono allenate regolarmente ed abbiamo evitato la pioggia di questi giorni perché eravamo a gareggiare in Polonia e Gran Bretagna“.

Ricordiamo che, se tutto andrà secondo le previsioni, nella primavera del 2019 sarà fruibile a Treviso un nuovo velodromo coperto, dunque l’Italia potrebbe pianificare senza intoppi l’avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Nel frattempo, tuttavia, riteniamo inconcepibile che la selezione tricolore, eccellenza e vanto di tutto lo sport nazionale, debba stare con il naso all’insù, scrutando eventuali nubi di pioggia all’orizzonte. E nel frattempo, tra le Istituzioni, regna il solito immobilismo.





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