Tour de France 2018: un percorso adatto a Vincenzo Nibali? Lo Squalo coltiva il grande sogno: provare a battere Chris Froome

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Vincenzo Nibali sta pianificando il 2018: l’obiettivo principale è il Mondiale di Innsbruck, su un tracciato per scalatori particolarmente congeniale al messinese che può davvero sognare la maglia iridata. Ma prima di quell’appuntamento quali saranno le gare in cui vedremo lo Squalo all’opera? Il dilemma è se scegliere il Giro d’Italia o il Tour de France prima della Vuelta di Spagna a cui sicuramente prenderà parte. Una scelta che Enzo farà soltanto dopo la presentazione della Corsa Rosa (in programma a fine novembre) ma intanto il capitano della Bahrain Merida può già dare un occhio al percorso della Grand Boucle che è stato svelato oggi a Parigi.

Sulla carta sembra essere un tracciato in linea con le caratteristiche di Nibali, un percorso accattivante e molto duro, ideale per uomini che sanno fare la differenza in salita e anche in discesa. L’unica incognita è rappresentata dalle due cronometro: in quella a squadre (35km a Cholet) si potrebbero anche limitare i danni se la sua formazione sarà al gran completo, quella individuale di 31km è in programma in coda e magari i giochi saranno già fatti. Per il resto le tre settimane sembrano poter davvero calzare a pennello al trionfatore del 2014, pronto alla grande sfida con Chris Froome e con tutti gli altri big del circuito. Si preannuncia una battaglia epocale che il nostro alfiere può davvero vincere, al patto di essere al top della forma e di saper sfruttare al meglio le varie circostanze di gara.

I 22km di pavè (mai così tanti al Tour dal 1980) rievocano dolci ricordi allo Squalo che proprio sulle pietre mise una seria ipoteca sulla sua apoteosi in giallo: riuscirebbe, nell’Inferno della Parigi-Roubaix, a replicare quell’impresa? Gli occhi sono poi puntati sulle montagne, durissime e con pendenze importanti, spesso anche lunghe. La novità del Plateau de Glieres potrebbe essere congeniale, pensiamo anche al tappone alpino con l’arrivo in cima all’Alpe d’Huez dopo aver scalato Madeleine e Croix de Fer (5000m di dislivello). E cosa dire dell’impegno pirenaico con Tourmalet, Borderes, Aubisque e il discesone verso Laruns? Insomma ci sono davvero tutte le carte in regola per poter sognare il colpaccio e per mettere Froome in difficoltà. Vedremo ora cosa proporranno gli organizzatori del Giro d’Italia e su quale corsa ricadrà la scelta della nostra stella.

 

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