Tour de France 2017, classifica apertissima. In 4 in 55 secondi. Può succedere di tutto

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Fabio Aru, Chris Froome, Romain Bardet e Rigoberto Uran. Un affare per quattro. Il Tour de France tappa dopo tappa sta andando a delinearsi, con un equilibrio che, nelle zone alte della classifica generale, regna sovrano. Sono infatti in quattro a giocarsi (almeno al momento) la maglia gialla: il distacco è minimo, addirittura 55”. Davvero difficile prevedere questa situazione e, soprattutto, questi interpreti alla vigilia.

Del sardo in maglia di leader, arrivata oggi al termine dell’ennesima performance di sostanza in vetta a Peyragudes, ne abbiamo già parlato ampiamente. Sta sorprendendo tutti e, molto probabilmente, anche se stesso. La rinuncia al Giro per un infortunio e poi la rinascita: una preparazione forse affrettata per il Tour ma i risultati che sono arrivati da subito. Difficile fare meglio di così: l’obiettivo è restare al top fino a Parigi. 

Froome era il grande favorito della vigilia e, al netto della controprestazione odierna, resta l’uomo da battere. Ha guadagnato secondi nella cronometro iniziale, si è gestito al meglio in salita però non è apparso dominante come nelle ultime stagioni. Il poker al Tour non è comunque lontanissimo e ha dalla sua la cronometro di Marsiglia: un minuto, forse più su tutti gli altri.

Bardet è la grande speranza per il pubblico transalpino di tornare a primeggiare sul trono di Parigi. La condizione sembra essere quella delle grandi occasioni: fino ad oggi non ha perso praticamente nulla in salita, andando a trionfare nel tappone pirenaico. In discesa è il più forte dei quattro e ha anche una buona squadra a supportarlo: con un po’ più di coraggio potrebbe far saltare il banco.

Se Fabio Aru è una sorpresa, Rigoberto Uran lo è ancor di più. Era ormai da tempo che non si faceva vedere così davanti, ancor di più se si pensa ad un grande giro. Si è sempre dimostrato incostante, ma fino ad oggi è rimasto attaccato alle ruote dei migliori andando a trionfare nella frazione di domenica in uno sprint concitato. Può dir la sua per la maglia gialla vista una cronometro finale che lo favorisce (non alla pari di Froome ovviamente).

Foto:  ASO/Thomas MAHEUX

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