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Giro d’Italia 2017, Giuseppe Fonzi “veste” la maglia nera! L’orgoglio del mitico simbolo dell’ultimo in classifica: “La voglio difendere”. Dalla leggenda di Malabrocca ai giorni nostri



La maglia nera è stata uno dei grandi simboli del Giro d’Italia, un riconoscimento per l’ultimo della classe, per il peggiore della classifica generale. Una casacca che però porta con sé racconti epici e che non era mai vista come indice di scarsezza e di poca bravura: spesso era sudata, lottata, contesa tra più atleti anche per il cospicuo premio in denaro che garantiva.

Storie avvolte in un passato lontano, nascoste nei meandri delle pagine ingiallite dal tempo, narrate nuovamente ogni anno per rivivere dei momenti della leggenda del ciclismo, quello ruspante, quello epico, quello vivo, quello autentico.

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Ricordiamo che la maglia nera è stata ispirata da Giuseppe Ticozzelli, calciatore che nel 1926 decise di partecipare al Giro d’Italia vestendo la maglia nera con la stella bianca del mitico Casale (squadra che vinse lo scudetto nel 1914) per cui giocava ai tempi. La sua prestazione non fu eccezionale, concluse solo tre tappe prima di ritirarsi.

A dire il vero la maglia nera ebbe soltanto cinque anni di vita, sei edizioni nell’immediato dopoguerra (tra il 1946 e il 1951, venne poi riproposta soltanto nel 1967 nella cinquantesima edizione della Corsa Rosa). Così poco è bastato per renderla indimenticabile e ricordata a così tanti anni di distanza. I duelli tra Sante Carollo e Luigi Malabrocca si sono tramandati di generazione in generazione, giungendo fino ai giorni nostri.

 

E arriviamo al nostro Giuseppe Fonzi che dopo 17 tappe è ultimo nella classifica generale del Giro d’Italia 2017. Il 25enne della Wilier Triestina-Selle Italia paga 4 ore e 15 minuti di distacco da Tom Dumoulin, olandese in maglia rosa. Un distacco abissale ma che non è sinonimo di poca caratura tecnica.

Questo ciclista di Pescara, al primo Giro d’Italia della carriera, è infatti sempre riuscito a terminare le tappe entro il tempo massimo (impresa non da poco) e si è preso anche lo sfizio di andare in fuga in occasione della settima tappa, quella da Castrovillari ad Alberobello: in coppia con il russo Kozontchuk si è reso protagonista di un attacco durato 204km, recuperato dal gruppo a circa 20km dall’arrivo della frazione poi vinta da Caleb Ewan.

La maglia nera virtuale non sembra dispiacere a Giuseppe Fonzi che ha dichiarato: “La gente mi conosce di più ora. Sfrutto il momento. Domani cercherò di difendere la mia maglia”. Tanta forza di volontà perché non sarà facile arrivare al traguardo del difficilissimo tappone dolomitico con addirittura 5 Gpm ma dopo aver superato le fatiche di Mortirolo e doppio Stelvio si può fare davvero tutto. L’atleta della Wilier Triestina – Selle Italia dovrà innanzitutto arrivare entro il tempo massimo e ha 16 minuti di “vantaggio” rispetto al bielorusso Ilio Koshevoy, suo compagno di squadra e penultimo in classifica.

 

stefano.villa@oasport.it

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