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F1, analisi prove libere GP Bahrain 2017: la Ferrari fa segnare i migliori tempi ma si ferma due volte, la Mercedes vola sul passo gara, risale la Red Bull



La prima giornata del weekend del GP del Bahrain ci ha regalato diversi spunti e ha ribadito che il tracciato di Sakhir è un test severo per le Formula Uno, messe alla frusta in diverse componenti. Giornata agrodolce per la Ferrari che vola ma si ferma, la Mercedes sembra la migliore sul passo gara, mentre la Red Bull prova a confermare i buoni segnali che già aveva fatto vedere a Shanghai. Per tutti gli altri i distacchi sono ampi e le problematiche molteplici.

FerrariSe dovessimo guardare solo ai tempi il pollice sarebbe assolutamente alto. Sebastian Vettel ha chiuso in prima posizione entrambe le sessioni e ha dimostrato ottime andature con tutte le mescole ma i grattacapi per la scuderia di Maranello, e qui arriva il pollice verso, arrivano dall’affidabilità. Nella FP1 si è fermato Kimi Raikkonen per un surriscaldamento al motore della sua SF70H, mentre nel pomeriggio è toccato a Vettel fermarsi, dopo che la sua “Gina” si era letteralmente spenta. Due campanelli d’allarme che non lasciano dormire sonni tranquilli. Sul passo gara, poi, i tempi sono stati buoni, ma non eccellenti. Nel computo del giro, la Ferrari eccelle nel tratto misto, mentre nelle parti veloci comanda la Mercedes.

Mercedes – Dopo una mattinata nella quale ha giocato a nascondino, il team di Brackley ha fatto vedere le sue armi nella FP2, non tanto a livello di tempi (comunque Valtteri Bottas è arrivato secondo e Lewis Hamilton terzo) quanto parlando di passo di gara. Le Frecce d’Argento hanno tenuto un ritmo impossibile per tutti gli altri e l’inglese è risultato nettamente il più veloce e costante. Non sappiamo il livello della benzina, ma i rivali sono avvertiti.

Red Bull – Continuano i segnali di risalita, ma non è ancora tempo di stappare lo champagne. Daniel Ricciardo e Max Verstappen appaiono più vicini ai primi (soprattutto con le SuperSoft) ma ancora lontani dal livello di competitività sperato. L’olandese, poi, ha rovinato la sua FP2 lesionando il fondo della sua RB13, mentre l’australiano si è dimostrato in palla.

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Williams – Rispetto al GP di Cina le vetture inglesi sembrano più competitive. Felipe Massa (dopo una preoccupante esplosione di un disco freno in mattinata) si è inserito in sesta posizione a circa sette decimi nel pomeriggio. Lance Stroll s’è beccato due secondi, ma la Williams sembra poter essere la quarta forza in Bahrain.

Toro Rosso – Lo stop del motore di Carlos Sainz nella FP2 rovina una giornata che, tutto sommato, non procedeva affatto male. Le monoposto di Faenza provano a confermare di essere in crescita, ma queste rotture andrebbero assolutamente evitate.

McLaren – A proposito di carenza di affidabilità non possiamo non citare la scuderia di Woking. Stoffel Vandoorne, per l’ennesima volta, non ha potuto disputare un venerdì senza problemi (ha concluso veramente pochi giri) mentre Fernando Alonso ha fatto quello che ha potuto, portando la sua vettura arancio-nera in quattordicesima posizione, a quasi un secondo e sei decimi da Vettel.

Tra gli altri, squillo di Nico Hulkenberg che prende per mano la sua Renault e la issa in sesta posizione sfruttando al meglio le SuperSoft. Sakhir sembra sposarsi bene con la vettura francese, tanto che Jolyon Palmer ha saputo chiudere al tredicesimo posto. Un buon viatico per lui. La Force India prosegue nel suo avvio di stagione anonimo, senza velocità e guizzi. Dodicesimo Esteban Ocon, addirittura tre posizioni indietro troviamo Sergio Perez. La sensazione è che, come sempre, la scuderia anglo-indiana abbia puntato sulla gara, ma la competitività è altrove. Giornata senza intoppi, e non è una cosa troppo usuale, per la Haas che chiude nona con Romain Grosjean e undicesima con Kevin Magnussen, mentre la Sauber arranca sia con Marcus Ericsson che con il rientrante Pascal Wehrlein che, senza i problemi di Sainz e Vandoorne, si dividerebbero le ultime due piazze.

Alessandro.passanti@oasport.it

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